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Scandalo molestie, terremoto nella sinistra spagnola

Inigo Errejon

 

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Il portavoce di Sumar rassegna le dimissioni sull’onda delle accuse di abusi sessuali
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Si dice che Íñigo Errejón, portavoce parlamentare di Sumar - partito della coalizione di governo di Pedro Sánchez -, abbia trascorso tutta la giornata al Congresso spagnolo, mentre sui social il suo nome cominciava a girare e a essere associato a episodi di violenza sessuale. Per anni la sinistra spagnola ha lottato per la parità di genere e contro i reati sessuali, ora di colpo si trova a fronteggiare uno dei suoi più gravi scandali legato proprio a questi temi.

In realtà quando Errejón ha presentato le sue dimissioni, lo scorso giovedì, il suo nome non era ancora stato fatto dalla giornalista Cristina Fallarás, che sul suo profilo Instagram aveva pubblicato la testimonianza di una donna che aveva denunciato abusi sessuali da «un importante politico che vive a Madrid», descritto come un «abusatore psicologico».

Ma tanto è bastato ai vertici di Sumar per capire che si trattasse proprio del 40enne, tra le figure principali della sinistra spagnola. I suoi comportamenti sarebbero stati…

Si dice che Íñigo Errejón, portavoce parlamentare di Sumar - partito della coalizione di governo di Pedro Sánchez -, abbia trascorso tutta la giornata al Congresso spagnolo, mentre sui social il suo nome cominciava a girare e a essere associato a episodi di violenza sessuale. Per anni la sinistra spagnola ha lottato per la parità di genere e contro i reati sessuali, ora di colpo si trova a fronteggiare uno dei suoi più gravi scandali legato proprio a questi temi.

In realtà quando Errejón ha presentato le sue dimissioni, lo scorso giovedì, il suo nome non era ancora stato fatto dalla giornalista Cristina Fallarás, che sul suo profilo Instagram aveva pubblicato la testimonianza di una donna che aveva denunciato abusi sessuali da «un importante politico che vive a Madrid», descritto come un «abusatore psicologico».

Ma tanto è bastato ai vertici di Sumar per capire che si trattasse proprio del 40enne, tra le figure principali della sinistra spagnola. I suoi comportamenti sarebbero stati noti all’interno del partito e per anni gli è stato consigliato di «controllare la sua vita personale».

Già nel giugno 2023 un tweet lo aveva accusato di comportamenti sessisti. «Ma non è stato considerato un reclamo formale. Purtroppo non è stato fatto abbastanza», ha spiegato a Repubblica María Eugenia Rodríguez, parte dell’esecutivo di Sumar fino allo scorso luglio.

In una lettera, pubblicata sui suoi canali social, Errejón ha spiegato che le sue dimissioni erano legate alle «contraddizioni fra personaggio e persona» arrivate al limite. Subito dopo l’annuncio, l’attrice e conduttrice televisiva, Elisa Mouliaá, ha scritto su X: «Sono vittima di abusi sessuali da parte di Inigo Errejón e voglio denunciarlo».

Almeno altre 11 testimonianze hanno seguito quella dell’attrice. L’opposizione di destra ha usato lo scandalo per accusare la coalizione al governo di una retorica femminista «ipocrita» e di «aver nascosto» l’accaduto. A dimostrazione dell’impatto, Pedro Sánchez, che si è spesso vantato di essere a capo del governo «più femminista» della storia del suo Paese, ha reagito sottolineando di lavorare «per una Spagna femminista, in cui le donne abbiano gli stessi diritti» degli uomini e ha espresso «il suo sostegno alle donne che subiscono attacchi».

Sumar ha aperto un’indagine sull’accaduto, ma lo scandalo può rivelarsi un duro colpo per il governo, che fa affidamento sul sostegno dei partiti più piccoli per approvare qualsiasi legge. E il partito ha già dovuto affrontare un forte calo di consensi alle elezioni regionali ed europee, che ha spinto la vicepresidente Yolanda Díaz a dimettersi dalla carica di leader del partito a giugno.

«Errejón era una voce molto importante nel Sumar e nella sinistra spagnola», ha continuato Rodríguez. «Le sue dimissioni saranno molto negative per il Sumar e per il governo spagnolo. Ma dovrebbe anche essere considerato un trionfo per il movimento femminista».

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