TBILISI — Alle undici di sera, Tbilisi è stranamente calma: le strade sono deserte. Solo tre ore prima, il clima era di euforia: alla chiusura dei seggi, caroselli di macchine festeggiavano il successo alle elezioni, le bandiere della Georgia e dell’Europa al vento, fuori dai finestrini. Solo, non era possibile fare distinzione tra i sostenitori del partito al potere e quelli delle opposizioni: t…