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Georgia, vince il filorusso Ivanishvili. Insorgono gli europeisti: “È un golpe”

(reuters)

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Entrambi gli schieramenti reclamano il successo. Ma a spoglio quasi completo il partito dell’oligarca legato a Putin è avanti. Le violenze ai seggi e le accuse di brogli elettorali. Parla l’oppositore Nika Gvaramia: “Sogno georgiano ha rubato l’elezione, il Paese vuole avvicinarsi a Bruxelles”
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TBILISI — Nika Gvaramia non si scompone neppure davanti allo schermo che manda in onda il brindisi del rivale Bidzina Ivanishvili, il fondatore miliardario del partito al potere filorusso Sogno Georgiano. «La vittoria è nostra. I georgiani hanno votato per l’Europa. Hanno onorato la scelta dei nostri antenati. È il momento più importante nella storia del nostro Paese dall’indipendenza del 1991», dice a Repubblica il copresidente del partito Ahali (Nuovo) nel quartier elettorale di “Coalizione per il cambiamento”, una delle quattro alleanze all’opposizione che hanno sottoscritto la “Carta Georgiana” della presidente Salome Zourabichvili promettendo di riportare questa ex Repubblica sovietica sul cammino di integrazione nella Ue.

Alle 20, ora di Tbilisi, chiusi i seggi, gli exit poll di governo e opposizione restituiscono proiezioni nettamente opposte, ma entrambe le parti già reclamano la vittoria. «È raro che lo stesso partito ottenga un tale successo in una così difficile situazione…

TBILISI — Nika Gvaramia non si scompone neppure davanti allo schermo che manda in onda il brindisi del rivale Bidzina Ivanishvili, il fondatore miliardario del partito al potere filorusso Sogno Georgiano. «La vittoria è nostra. I georgiani hanno votato per l’Europa. Hanno onorato la scelta dei nostri antenati. È il momento più importante nella storia del nostro Paese dall’indipendenza del 1991», dice a Repubblica il copresidente del partito Ahali (Nuovo) nel quartier elettorale di “Coalizione per il cambiamento”, una delle quattro alleanze all’opposizione che hanno sottoscritto la “Carta Georgiana” della presidente Salome Zourabichvili promettendo di riportare questa ex Repubblica sovietica sul cammino di integrazione nella Ue.

Alle 20, ora di Tbilisi, chiusi i seggi, gli exit poll di governo e opposizione restituiscono proiezioni nettamente opposte, ma entrambe le parti già reclamano la vittoria. «È raro che lo stesso partito ottenga un tale successo in una così difficile situazione», dice ai suoi sostenitori l’ex premier Ivanishvili, eminenza grigia del partito che governa il Paese dal 2012, forte anche delle premature congratulazioni del premier ungherese Viktor Orbán, presidente di turno Ue.

Chi è NIka Gvaramia, uno dei leader dell’opposizione

Fondatore della tv indipendente Mtavari, poi direttore della rete Rustavi 2, Gvaramia nel 2022 è diventato il primo giornalista georgiano incarcerato per una pretestuosa accusa d’abuso d’ufficio. L’avere scontato oltre un anno di prigione non scalfisce però il suo ottimismo. Non si arrende neppure davanti allo spoglio del 70% delle schede che assegna al partito al potere la maggioranza: il 52,99% contro il 38,4% del totale delle forze all’opposizione che hanno superato la soglia di sbarramento del 5%. Gli exit poll di due reti indipendenti davano alle forze europeiste la maggioranza dei 150 seggi con un distacco del 10%.

«La Commissione elettorale centrale vuole cancellare il voto? Noi la spingeremo a dichiarare i risultati reali. Difenderemo la scelta del popolo georgiano», promette. Non entra nei dettagli. «Abbiamo un piano di emergenza. Lo scoprirete presto», conclude prima di allontanarsi per una riunione a porte chiuse con le altre forze politiche europeiste. Quando riappare dice: «Non riconosciamo i risultati. Queste elezioni sono state rubate. Questo è un golpe costituzionale. Sogno Georgiano ne risponderà». Confida nel rapporto degli osservatori internazionali. Per la Georgia si profila un nuovo duro scontro.

La posta in gioco alle parlamentari georgiane

Le legislative di questo sabato erano state presentate da tutti come uno spartiacque. Nonostante l’80% della popolazione favorevole all’adesione alla Ue, lo scorso luglio Bruxelles aveva dovuto sospendere il percorso d’integrazione iniziato in dicembre dopo che Sogno Georgiano aveva approvato leggi liberticide ispirate al manuale putiniano. Col voto di oggi, questa nazione caucasica era perciò chiamata a decidere se riprendere il suo cammino verso la Ue o ritornare nell’orbita di Mosca. Una scelta tra il futuro e passato", la definisce Nika Melia, l'altro copresidente di Alahi.

I brogli ai seggi: “Una giornata di irregolarità”

Che Ivanishvili non avesse alcuna intenzione di rinunciare al potere lo si capisce però fin dal mattino, quando da diverse regioni arrivano denunce di brogli. A meno di un’ora alla chiusura dei seggi, l’atmosfera è incandescente persino al seggio numero 3 in un asilo della Vecchia Tbilisi. Quando uno scrutatore prova a rifilare più schede allo stesso elettore, gli osservatori perdono la pazienza e protestano. Urla e strepiti.

«È tutto il giorno che assistiamo a irregolarità», si sfoga con noi un paonazzo Shalva Javakhria, insegnante universitario di Storia trentenne, con la pettorina verde da osservatore di una delle liste d’opposizione: «Uno scagnozzo del governo ha controllato i voti e persino piazzato una telecamera. Si è presentata gente coi documenti scaduti o che aveva già votato altrove: aveva le unghie marcate di inchiostro. Se queste pressioni accadono nel cuore della capitale, non oso immaginare cosa stia succedendo nelle regioni più povere dove il voto basta comprarlo».

Ci mostra anche come gli uomini del governo controllino i voti. Le schede elettorali sono così sottili che, quando vengono deposte, anche se al rovescio, è facile scorgere in filigrana il puntino nero della preferenza: se è in basso vuol dire che è andata al Partito Georgiano che, con la lista elettorale 41, sta in fondo dopo tutte le altre. Al netto dei brogli, Javakhria però non ha dubbi: «La gente vota per il nostro futuro». Gli europeisti dicono tutti così: «Voto per il futuro». Lo ripete anche l’analista finanziaria Tamara Arevadze, 46 anni, che dato il momento «storico» ha portato con sé al seggio la figlia sedicenne.

La propaganda filo-russa di Sogno Georgiano

Pur di intercettare queste aspirazioni, Ivanishvili ha tappezzato la città di manifesti dove il logo di partito si confonde con le stelle della bandiera europea e accostato le immagini in bianco e nero di un’Ucraina dilaniata dalle bombe a quelle a colori di una Georgia pacifica accusando un fantomatico «partito della guerra globale» di voler trascinare il Paese nel conflitto. Una propaganda che su qualcuno ha fatto presa. «Bisogna stare attenti. Non possiamo metterci contro la Russia», ci dice la pensionata settantenne Eka Zardiashvili all’uscita del seggio 35 nel "Micro-distretto Gldani V" alla periferia Nord-ovest della capitale.

Per l’ex ambasciatore ed ex viceministro degli Esteri Gigi Gigiadze, oggi nel Centro di Ricerca di politica economica (Epcr), «il partito Sogno Georgiano rappresenta una delle operazioni di influenza russa più efficaci all’estero». «Dal febbraio 2022 – commenta a Repubblica - ha emulato tattiche giù sperimentate con successo in Bielorussia e Russia, a partire dalla propaganda, e approvato la cosiddetta “legge russa” sugli agenti stranieri che ha minato il processo di integrazione nella Ue. Nessuno dei suoi rappresentanti è un vero politico. Sono tutti individui legati all’oligarca russo Ivanishvili ed eseguono istantaneamente i suoi ordini». Ma, salvo una nuova Rivoluzione, resteranno al potere.

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