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Sondaggi Usa, elezioni in Michigan: Trump in crescita. Le ultime rilevazioni

(reuters)

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Gli ultimi dati segnano un cambio di passo nell’andamento dell’elezione, mostrando entrambi il candidato repubblicano avanti di 1 punto percentuale
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Il Michigan è uno Stato che negli ultimi 30 anni è stato sempre democratico, tranne quando nel 2016 scelse Donald Trump (salvo poi ritornare “blue” e votare Biden nel 2020). E’ uno degli Stati industriali del nord, avanzati, dove però la classica divisione tra zone rurali pro Trump e grandi città pro Harris è più sfumata.

L’economia è terreno di battaglia per uno Stato operaio, che vede la politica dei dazi di Trump come una risposta ai pericoli delle importazioni cinesi e non riesce a sentire i benefici dell’economia in buona salute che Biden lascia in eredità agli Stati Uniti. Non è un caso che Detroit e la sua industria dell’auto siano qui. Pesa anche a danno di Harris il sostegno dato a Israele dalla Casa Bianca, perché nella contea di Detroit vive la più grande minoranza araba degli Stati Uniti.

Il Michigan è uno Stato che negli ultimi 30 anni è stato sempre democratico, tranne quando nel 2016 scelse Donald Trump (salvo poi ritornare “blue” e votare Biden nel 2020). E’ uno degli Stati industriali del nord, avanzati, dove però la classica divisione tra zone rurali pro Trump e grandi città pro Harris è più sfumata.

L’economia è terreno di battaglia per uno Stato operaio, che vede la politica dei dazi di Trump come una risposta ai pericoli delle importazioni cinesi e non riesce a sentire i benefici dell’economia in buona salute che Biden lascia in eredità agli Stati Uniti. Non è un caso che Detroit e la sua industria dell’auto siano qui. Pesa anche a danno di Harris il sostegno dato a Israele dalla Casa Bianca, perché nella contea di Detroit vive la più grande minoranza araba degli Stati Uniti.

Il Michigan partecipa all’Electoral College con 15 voti, solo uno in meno della Georgia (di cui abbiamo parlato ieri). La Pennsylvania è il più grande, con 19. Nel 2020 lo Stato ha scelte i democratici e Joe Biden per quasi 150mila voti (un vantaggio di 2,8 punti percentuali), ma nel 2012 Obama lo conquistò per 9 punti. Trump nel 2016 vinse di un niente (+0,2%).

In Michigan la rimonta dei democratici è stata costante da gennaio. Biden era indietro di 6 punti a inizio anno, di 4 quando si è ritirato e ora Harris mantiene un leggero vantaggio, tra uno o due punti percentuali.

Michigan, elezioni presidenziali: cosa dicono i sondaggi

Gli ultimi due sondaggi sul Michigan segnano un cambio di passo nell’andamento dell’elezione, mostrando entrambi Trump avanti di 1 punto percentuale. Si tratta di due rilevazioni di due istituti minori, mentre il sondaggio della Quinnipiac University (che però è del 16-21 ottobre) mostra Harris avanti di 4. Come succede anche in Italia (ad esempio con la supermedia di Youtrend), i giornali americani danno diverso peso ai vari sondaggi, cercando di individuare una tendenza più stabile.

Media Washington Post: Harris +2

Media New York Times: Harris +1

Media 538: Harris +0,5

Le medie ponderate indicano ancora un vantaggio di Harris, che però tutto indica come si stia riducendo. È la stessa dinamica, ma all’inverso, vista in Georgia: lì è Harris a rosicchiare decimali, qui il tycoon. Ovviamente le percentuali sono così vicine da essere poco significative: siamo all’interno della forbice di errore statistico. Sia Harris che Trump possono vincere il Michigan quindi.

Basterebbe a Harris vincere il Michigan per conquistare la presidenza?

La risposta è no. Ci sono diverse possibili combinazioni per cui la candidata democratica potrebbe sbarcare alla Casa Bianca. La più “probabile” è con la conquista del trio Michigan-Wisconsin-Pennsylvania, dove storicamente i democratici sono più forti e dove Harris mantiene un leggerissimo – quasi impercettibile – vantaggio. Perdere il Michigan significherebbe dover conquistare almeno uno tra Georgia (16) e North Carolina (15) oppure sia Nevada (6) che Arizona (11), dove però è Trump in vantaggio (sempre all’interno del margine di errore).

Presidenziali Usa: cosa dicono i sondaggi nazionali

Il risultato complessivo nazionale come sappiamo non è cruciale per l’elezione del presidente, che viene decisa dal voto nei singoli Stati secondo le regole dell’Electoral College. Ma è comunque indicativo e centrale nel dibattito chi vincerà il voto popolare.

I sondaggi e le medie calcolate dai giornali americani dicono che c'è una sostanziale parità, con un leggero vantaggio per Harris (vantaggio che comunque resta all’interno del margine di errore delle rilevazioni).

Washington Post: Harris +2

New York Times: Harris +1

538: Harris +1,4

The Hill: Harris +0,7

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