Trump minaccia la guerra commerciale: “L’Europa dovrà pagare un prezzo molto grande”
dal nostro corrispondente Paolo MastrolilliNEW YORK - "L’Europa dovrà pagare un prezzo molto grande". Se qualcuno aveva ancora dubbi sulle intenzioni di Donald Trump verso il Vecchio continente, nel caso tornasse alla Casa Bianca, ci ha pensato lui stesso a chiarirli. Durante un comizio in Pennsylvania, infatti, ha annunciato che se il 5 novembre vincerà le elezioni, una delle sue prime iniziative sarà passare il "Trump reciprocal trade act", per imporre tariffe di almeno il 10% su tutti i prodotti importati negli Stati Uniti, inclusi quelli degli alleati europei.
Il candidato repubblicano ha spiegato così la sua logica e il suo risentimento: "L’Unione Europea suona così carina, no? Tutti i piccoli e piacevoli paesi del continente che si uniscono". Ma in realtà è un imbroglio: "Non comprano le nostre auto. Non prendono i nostri prodotti agricoli. Vendono milioni e milioni di auto negli Stati Uniti. No, no, no, dovranno pagare un prezzo molto grande".
Già durante il primo mandato Trump aveva imposto dazi agli europei, conducend…
NEW YORK - "L’Europa dovrà pagare un prezzo molto grande". Se qualcuno aveva ancora dubbi sulle intenzioni di Donald Trump verso il Vecchio continente, nel caso tornasse alla Casa Bianca, ci ha pensato lui stesso a chiarirli. Durante un comizio in Pennsylvania, infatti, ha annunciato che se il 5 novembre vincerà le elezioni, una delle sue prime iniziative sarà passare il "Trump reciprocal trade act", per imporre tariffe di almeno il 10% su tutti i prodotti importati negli Stati Uniti, inclusi quelli degli alleati europei.
Il candidato repubblicano ha spiegato così la sua logica e il suo risentimento: "L’Unione Europea suona così carina, no? Tutti i piccoli e piacevoli paesi del continente che si uniscono". Ma in realtà è un imbroglio: "Non comprano le nostre auto. Non prendono i nostri prodotti agricoli. Vendono milioni e milioni di auto negli Stati Uniti. No, no, no, dovranno pagare un prezzo molto grande".
Già durante il primo mandato Trump aveva imposto dazi agli europei, conducendo poi negoziati molto serrati con l’allora presidente della Commissione Juncker, che avevano il sapore di una guerra commerciale. Se verrà rieletto, Donald promette ora di andare molto oltre, con il suo "reciprocal trade act". In sostanza l’idea è quella di imporre dazi a tutti i paesi che non apriranno le porte ai prodotti Made in Usa.
La Cina sarebbe la più colpita, con tariffe che andrebbero dal 60% al 100%, in sostanza rendendo impossibile l’esportazione dei suoi prodotti in America. Anche l’Unione Europea però soffrirebbe, con dazi tra il 10 e il 20%, capaci di paralizzare i commerci tra le due sponde dell’Atlantico, che hanno un interscambio annuale di oltre un trilione di dollari. La London School of Economics, ad esempio, ha calcolato che i provvedimenti minacciati da Trump ridurrebbero il pil della Germania, già in seria difficoltà economica, di almeno lo 0,23%, ossia un quarto di punto.
Gli alleati di Trump sostengono che la sua è una posizione negoziale: lo scopo non è scatenare davvero la guerra commerciale, ma piuttosto spingere l’Unione Europea a comprare più prodotti americani. Una volta che il genio dei dazi uscisse dalla lampada, però, è difficile prevedere dove potrebbe portare. Fonti diplomatiche della Ue hanno detto al sito Politico che si stanno già preparando a reagire, e lo farebbero con "durezza e rapidità". La speranza è che minacciare, o applicare subito forti dazi in risposta a quelli decisi da Trump, lo convincano ad evitare lo scontro frontale e scegliere la via del dialogo.