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Nahuel González López, deputato di Valencia: “Il governo locale delle destre dovrà rispondere di questa catastrofe”

L’esponente del gruppo Sumar-Izquierda Unida, in viaggio verso casa, punta il dito contro le responsabilità politiche. Per l’allarme dato in ritardo in ritardo e lo smantellamento dell’agenzia per l’emergenza
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Nahuel González López sta cercando di tornare a casa, a Valencia. È partito da Madrid, dove lavora come deputato del gruppo Sumar-Izquierda Unida al Congresso, la Camera bassa, dopo che il Parlamento ha interrotto i lavori in seguito alla tragedia della Dana che si è abbattuta nella zona sud-orientale della Spagna, portandosi via tutto, paesi, case, macchine, persone. Almeno settanta. “Ma il bilancio sarà peggiore”, dice.
È riuscito a prendere uno degli ultimi treni disponibili per Alicante e da lì cercherà una macchina per provare a raggiungere il suo paese, Gandìa, a mezz’ora dal cuore del disastro. L’alta velocità da Madrid a Valencia è stata interrotta e lo sarà ancora per diversi giorni. Parla dal treno, tra le tante difficoltà di comunicazione.

In queste ore stanno montando numerose polemiche sulla gestione dell’emergenza. Cosa è successo?

“Ci sono state grandi irresponsabilità politiche e qualcuno presto dovrà risponderne. Le informazioni erano tutte a disposizione. Alle 12…

Nahuel González López sta cercando di tornare a casa, a Valencia. È partito da Madrid, dove lavora come deputato del gruppo Sumar-Izquierda Unida al Congresso, la Camera bassa, dopo che il Parlamento ha interrotto i lavori in seguito alla tragedia della Dana che si è abbattuta nella zona sud-orientale della Spagna, portandosi via tutto, paesi, case, macchine, persone. Almeno settanta. “Ma il bilancio sarà peggiore”, dice.
È riuscito a prendere uno degli ultimi treni disponibili per Alicante e da lì cercherà una macchina per provare a raggiungere il suo paese, Gandìa, a mezz’ora dal cuore del disastro. L’alta velocità da Madrid a Valencia è stata interrotta e lo sarà ancora per diversi giorni. Parla dal treno, tra le tante difficoltà di comunicazione.

In queste ore stanno montando numerose polemiche sulla gestione dell’emergenza. Cosa è successo?

“Ci sono state grandi irresponsabilità politiche e qualcuno presto dovrà risponderne. Le informazioni erano tutte a disposizione. Alle 12 di ieri la Confederación Hidrográfica che monitora il fiume Júcar e l’Agenzia statale di Meteorologia avevano avvertito chiaramente il governo valenciano, un governo autonomo di destra e estrema-destra, spiegando che la situazione era gravissima. Ma l’amministrazione ha ignorato gli avvisi”.

Fino a quando?

“Fino alle 20 della serata di ieri, quando ormai la situazione era catastrofica. Solo allora è stato attivato il servizio di allerta che invia messaggi direttamente sui cellulari della popolazione. Ma sarebbe stato comunque insufficiente considerato che lo stesso governo con l’attuale presidente Carlos Mazón, del Partido Popular, ha smantellato circa sei mesi fa un organismo di gestione dell’emergenza. Un altro grave errore politico del quale chiederemo spiegazioni”.


Porterà il caso al Congresso?

“I governi autonomi non dipendono dal Congresso e non è in quella sede che si può chiedere la loro dissoluzione ma essendo un deputato valenciano non mancherò di fare pressione in Aula affinché emergano le responsabilità. Nonostante la gravità politica della vicenda non lo faremo subito perché ora l’emergenza è un’altra ed è quella di aiutare le persone e i soccorritori coinvolti”.


Qual è la situazione che la preoccupa di più?

“La zona sud di Valencia. È un’area urbana dormitorio e lì non sono ancora arrivati i soccorritori, sono zone operaie abitate dai lavoratori che non possono permettersi di vivere in città perché gli affitti sono troppo cari. Si trovano tutti senza elettricità e senza copertura telefonica. È una catastrofe totale, senza alcun controllo”.


Tra le vittime ci sono anche lavoratori coinvolti?

“Si, perché in tanti erano andati regolarmente al lavoro non avendo ricevuto un divieto. Questo è stato uno degli errori maggiori del governo valenciano, non aver chiuso uffici e aziende, se lo avesse fatto ci sarebbero state meno vittime. Insomma, le responsabilità politiche sono evidenti ma va specificato che la situazione climatica è stata eccezionale. Qualcosa che storicamente questo territorio non ricorda”.


Crede che si sia stata una leggerezza da parte dell’amministrazione o una incapacità?

“Parliamo di cambiamento climatico, un tema non così caro alla destra. La zona valenciana è nota agli studiosi per essere colpita da anni da una profonda siccità, è una delle aree più attenzionate del Paese. Non pioveva da tempo e gli esperti avevano allertato che in queste condizioni c’era una grande possibilità che si formasse una Dana devastante. Semplicemente è mancata la prevenzione”.

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