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Washington Post, lettori in fuga per il mancato endorsement ma Bezos non arretra: “Una scelta di principio”

Jeff Bezos 

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Cancellati 200 mila abbonamenti dopo la scelta di non schierarsi sul voto
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NEW YORK – Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario del Washington Post, ha difeso la decisione di non schierare per la prima volta il giornale della capitale con uno dei candidati presidenziali, a pochi giorni dal voto. Bezos lo ha fatto con un intervento pubblicato sul sito del Post, in cui ha spiegato la scelta con la volontà di riportare credibilità e contrastare le visioni di parte. Basterà a fermare la fuga dei lettori?

In tre giorni il giornale ha perso duecentomila abbonati, il dieci per cento del totale. Alcuni minacciano di disdire l’abbonamento ad Amazon Prime. «Nessun elettore indeciso della Pennsylvania — ha scritto il miliardario — va a votare dicendo, “ci vado con l’endorsement del giornale X”. Il sostegno pubblico, in realtà, crea solo una sensazione di pregiudizio» e «di non indipendenza». «Mettere fine a questo — ha spiegato — è una decisione di principio ed è quella giusta».

Bezos ha negato di aver seguito interessi personali, anche se il giorno stesso dell’…

NEW YORK – Jeff Bezos, fondatore di Amazon e proprietario del Washington Post, ha difeso la decisione di non schierare per la prima volta il giornale della capitale con uno dei candidati presidenziali, a pochi giorni dal voto. Bezos lo ha fatto con un intervento pubblicato sul sito del Post, in cui ha spiegato la scelta con la volontà di riportare credibilità e contrastare le visioni di parte. Basterà a fermare la fuga dei lettori?

In tre giorni il giornale ha perso duecentomila abbonati, il dieci per cento del totale. Alcuni minacciano di disdire l’abbonamento ad Amazon Prime. «Nessun elettore indeciso della Pennsylvania — ha scritto il miliardario — va a votare dicendo, “ci vado con l’endorsement del giornale X”. Il sostegno pubblico, in realtà, crea solo una sensazione di pregiudizio» e «di non indipendenza». «Mettere fine a questo — ha spiegato — è una decisione di principio ed è quella giusta».

Bezos ha negato di aver seguito interessi personali, anche se il giorno stesso dell’annuncio Donald Trump ha incontrato il Ceo di una delle sue compagnie, Blue Origin. «Ho sospirato quando l’ho scoperto — ha confessato — perché sapevo che avrebbe fornito munizioni a coloro che sostengono sia qualcosa di diverso da una decisione di principio». «Non c’è alcuna connessione — ha ribadito — tra questo e la nostra decisione, e ogni diversa interpretazione è falsa». Sotto l’amministrazione Trump, Bezos aveva perso contratti da miliardi di dollari a causa delle critiche lanciate al tycoon dal suo giornale. Anche non fosse questione di affari, la scelta ha generato inquietudine.

Tre membri del board si sono dimessi. David Hoffman, vincitore del Premio Pulitzer, ha parlato di Trump come «reale minaccia per la democrazia». Bob Woodward e Carl Bernstein, leggendari autori dell’inchiesta Watergate che negli anni Settanta portò alle dimissioni del presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, si sono schierati con la redazione. Secondo Marty Baron, direttore esecutivo del Post fino al 2021, «astenersi dal sostenere un candidato a meno di due settimane da una delle elezioni più importanti della storia americana non ispira fiducia, la erode». I lettori hanno inondato il giornale di proteste, ricordando che l’endorsement avrebbe indicato i valori in cui il Washington Post fonda il proprio lavoro. «Non prendere posizione — ha scritto qualcuno — è prendere posizione».

A settembre il quotidiano aveva ospitato un inusuale editoriale dell’editore del giornale concorrente, il New York Times, in cui A. G. Sulzberger aveva messo in guardia dal populismo di Trump. Quell’appello era sembrato il segnale di risveglio di un giornalismo americano apparso pigro e passivo in questi mesi di campagna elettorale. Non è stato così. Adesso sui social circola una nuova versione della storica testata: al posto della scritta “Washington Post — La Democrazia muore nell’oscurità”, appare il messaggio “La Democrazia muore nel silenzio codardo”.

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