Il lavoratore intrappolato a Valencia: “Quando è arrivato l’alert sul cellulare, ero sul tetto dell’auto cercando di salvarmi”
di Benedetta PerilliSteve Fletcher, 57 anni, è un cittadino britannico che vive da anni nel sud della Spagna, dove lavora come insegnante di inglese per una scuola privata. Nel pomeriggio del 29 ottobre si trovava alla guida della sua automobile tornando a casa, a Valencia, dal paese di Benetússer dove era andato a fare lezione, quando è stato raggiunto dalla devastante Dana che ha travolto la regione.
Quando si è accorto che la situazione non era normale?
“Stavo guidando su una strada tutta dritta quando sono arrivato a una rotonda e poi mi sono fermato a un semaforo. Lì ho iniziato a vedere un cassonetto che fluttuando sull’acqua si avvicinava a me. Allora ho fatto una inversione a U per scappare all’acqua ma tutte le automobili facevano la stessa cosa e l’acqua saliva molto velocemente”.
Poi cosa è successo?
“Il motore si è bloccato e l’acqua è arrivata fino al finestrino, quindi sono uscito dall’abitacolo e mi sono messo sul tettuccio. Tutto intorno a me era pieno di altre automobili e l’acqua c…
Steve Fletcher, 57 anni, è un cittadino britannico che vive da anni nel sud della Spagna, dove lavora come insegnante di inglese per una scuola privata. Nel pomeriggio del 29 ottobre si trovava alla guida della sua automobile tornando a casa, a Valencia, dal paese di Benetússer dove era andato a fare lezione, quando è stato raggiunto dalla devastante Dana che ha travolto la regione.
Quando si è accorto che la situazione non era normale?
“Stavo guidando su una strada tutta dritta quando sono arrivato a una rotonda e poi mi sono fermato a un semaforo. Lì ho iniziato a vedere un cassonetto che fluttuando sull’acqua si avvicinava a me. Allora ho fatto una inversione a U per scappare all’acqua ma tutte le automobili facevano la stessa cosa e l’acqua saliva molto velocemente”.
Poi cosa è successo?
“Il motore si è bloccato e l’acqua è arrivata fino al finestrino, quindi sono uscito dall’abitacolo e mi sono messo sul tettuccio. Tutto intorno a me era pieno di altre automobili e l’acqua continuava a salire. All’improvviso ho sentito le urla di una donna che non riusciva a uscire dalla sua macchina e quindi sono sceso e ho cercato di tirarla fuori fino a quando l’ho afferrata per il braccio e siamo andati avanti nuotando. È arrivato un altro signore e siamo riusciti a ripararci dove c’era un po’ meno acqua”.
Da lì cosa come avete proseguito?
“Dato che il livello cresceva sempre più mi sono riparato sul tetto di un furgone insieme ad altre quattro persone. Siamo rimasti lì per oltre quattro ore guardando questa acqua che non smetteva di crescere fino a quando, molto lentamente, ha iniziato a rallentare”.
Come siete riusciti a scendere?
“Anche se la strada non si vedeva, abbiamo deciso di iniziare a camminare lentamente tenendoci uno stretto all’altro. Abbiamo proseguito così, avanzando in fila con le mani serrate a quelle della persona davanti e dietro. C’erano anche molti bambini. Abbiamo camminato a lungo così, fino a un camion dei vigili del fuoco che ci hanno condotto fino al primo luogo sicuro dove la protezione civile ci ha preso e portato a Valencia”.
Perché si è trovato nel mezzo dell’alluvione?
“Ero andato al lavoro normalmente, nessuno mi ha detto di restare a casa. Erano previste forti piogge, cosa abbastanza normale in questo periodo dell’anno”.
Non ha ricevuto il messaggio di allerta sul cellulare?
“Sì, quando è arrivato mi trovavo sul tetto del furgone insieme agli altri. È stata una scena surreale. Mentre stavamo aspettando, tutti i cellulari hanno iniziato a emettere un suono fortissimo e sullo schermo è apparso l’sms. Una beffa”.
Cosa le resterà di questa notte?
“Un grande insegnamento: ho perso la mia automobile ma ho salvato una vita”.