NEW YORK - Dal mandato del presidente al momento in cui sapremo chi avrà vinto: tutto quello che dovete sapere per seguire le elezioni americane 2024.
Chi sono i candidati
Donald Trump, 78 anni, Repubblicano, ex presidente dal 2017 al 2021, sfiderà l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, 60 anni, Democratica, ex procuratrice generale della California e senatrice. Harris ha preso il posto il 21 luglio di Joe Biden, il presidente e candidato ufficiale del partito, a cui era stato chiesto dai big del partito di lasciare dopo il disastroso dibattito televisivo con Trump, la sera del 27 giugno. I due candidati vice sono, per Trump, il senatore dell’Ohio J. D. Vance, 40 anni; per Harris, il governatore del Minnesota Tim Walz, 60.
Quando ci saranno le elezioni
L’Election Day, il giorno ufficiale del voto, è martedì 5 novembre 2024. Il vincitore resterà quattro anni alla Casa Bianca, a cominciare dal 20 gennaio 2025, giorno dell’insediamento ufficiale. Gli elettori, in …
NEW YORK - Dal mandato del presidente al momento in cui sapremo chi avrà vinto: tutto quello che dovete sapere per seguire le elezioni americane 2024.
Chi sono i candidati
Donald Trump, 78 anni, Repubblicano, ex presidente dal 2017 al 2021, sfiderà l’attuale vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris, 60 anni, Democratica, ex procuratrice generale della California e senatrice. Harris ha preso il posto il 21 luglio di Joe Biden, il presidente e candidato ufficiale del partito, a cui era stato chiesto dai big del partito di lasciare dopo il disastroso dibattito televisivo con Trump, la sera del 27 giugno. I due candidati vice sono, per Trump, il senatore dell’Ohio J. D. Vance, 40 anni; per Harris, il governatore del Minnesota Tim Walz, 60.
Quando ci saranno le elezioni
L’Election Day, il giorno ufficiale del voto, è martedì 5 novembre 2024. Il vincitore resterà quattro anni alla Casa Bianca, a cominciare dal 20 gennaio 2025, giorno dell’insediamento ufficiale. Gli elettori, in base al sistema americano, non eleggeranno soltanto il presidente ma i candidati alla Camera e al Senato del Congresso.
Differenza tra voto popolare e di collegio
Il voto popolare è quello che indica il totale dei voti a livello nazionale. Ma a decidere sono quelli dei collegi elettorali, cioè legati a ogni Stato: gli americani non eleggeranno direttamente il candidato presidente, ma i "grandi elettori” che andranno poi a proclamare il vincitore. Ogni Stato ha un numero di grandi elettori legato alla popolazione.
Questa formula è stata ideata per evitare che a decidere fossero gli Stati più popolosi: la California ha quasi 40 milioni di residenti, mentre il Wyoming 584 mila. Il totale dei "grandi elettori” è 538, un numero che corrisponde alla somma dei membri della Camera (435), del Senato (100), più tre rappresentanti di Washington Dc. Per vincere le presidenziali servono almeno 270 voti, la metà più uno del totale.
Cosa succede il giorno del voto
La maggioranza degli americana andrà ai seggi. Al voto dovrebbero presentarsi in circa cento milioni, considerato che nel 2020 votarono 155 milioni persone: 81,2 milioni scelsero Biden, mentre 74,2 Trump. Finora hanno già votato più di cinquanta milioni di americani.
Cosa sono gli stati chiave
La strada che porta alla Casa Bianca, in base al sistema elettorale americano, passerà da quegli Stati che sono tradizionalmente, o almeno di recente, in bilico, cioè una volta hanno eletto un Repubblicano, una volta un Democratico. La Pennsylvania, nella costa est, con i suoi diciannove ‘grandi elettori’, nel 2020 è andato a Biden, mentre nel 2016 era stato conquistato da Trump.
Rispetto a quattro anni fa il tycoon dovrà riprendersi Stati andati ai Democratici, come Arizona, Georgia, Wisconsin, Michigan e Nevada. A completare il gruppo c’è il North Carolina. Altri Stati sono considerati invece già “assegnati”: California e New York dovrebbero andare ad Harris; Florida e Texas a Trump.
Quando si chiuderanno i seggi
I voti verranno conteggiati in ciascuno Stato dopo che i rispettivi seggi saranno chiusi. L’orario varia, considerato che ci sono almeno sei fusi orari. Tra la costa est del Paese e le Hawaii ci sono sei ore di differenza, per cui quando in Pennsylvania si cominceranno a contare le schede, alle Hawaii e in Alaska la gente starà ancora votando.
Considerando i sette Stati chiave, questi sono gli orari: in Pennsylvania i seggi chiuderanno alle 20, ora locale, corrispondenti alle 2 di notte in Italia. In Wisconsin stop al voto quando saranno le 3 in Italia, mentre in Michigan gran parte dei seggi chiuderà tra le 2 e le 3 in Italia. In Georgia stop alle operazioni di voto all’una di notte in Italia, ma in alcune zone i seggi resteranno aperti un’ora in più. In North Carolina alle 19,30 (l’1,30 in Italia). In Nevada e Arizona, considerando il fuso orario, lo scrutinio comincerà quando in Italia saranno le 4 di mattina.
Quando si saprà il risultato
Passeranno giorni prima che venga annunciato il vincitore delle elezioni. Ma i singoli Stati “chiameranno” il nuovo presidente ben prima che arrivi il conteggio finale. Nel 2020 la vittoria di Biden venne annunciata il 7 novembre, quattro giorni dopo l’Election Day. Nel 2016 Hillary Clinton riconobbe la sconfitta con Trump il giorno dopo il voto. In Pennsylvania, uno degli Stati chiave, il 99 per cento dei voti dovrebbe essere conteggiato rapidamente. Già nella notte tra martedì e mercoledì una proiezione sarà possibile, a meno che non ci sia un testa a testa.
Nel 2022 Decision Desk della rete Nbc annunciò la vittoria del Democratico John Fetterman, candidato al Senato, 51 minuti dopo la mezzanotte di martedì (le 6,51 di mattina in Italia). Ma nel 2020 ci vollero circa tre giorni e mezzo. Stessa situazione in Wisconsin e Michigan. anche in questo caso dipenderà dal distacco tra i due candidati.
In base ai precedenti, nelle prime ore del mattino in Wisconsin, quando in Italia sarà passato mezzogiorno, il 99 per cento delle schede sarà stato scrutinato. In Michigan la percentuale scende al 95. In questo Stato, però, c’è un’importante novità: nei municipi con più di 5 mila residenti potranno essere processate in anticipo, anche di giorni, le schede inviate per posta, in modo da verificare nomi e firme. Georgia e North Carolina, tra quelli considerati decisivi per la vittoria, sono considerati gli Stati più efficienti nella macchina elettorale. In Georgia il 99 per cento dei voti sarà scrutinato nella notte.
In passato il risultato era stato annunciato già all’una di notte, ma nel 2020, considerato il margine di meno di 12 mila voti tra Biden e Trump, ci vollero più giorni. L’annuncio arrivò solo il 19 novembre. In North Carolina venne dato il 13, in Alaska l’11. Arizona e Nevada, altri due Stati chiave, non daranno velocemente il risultato. Se il risultato finale dipenderà dall’Arizona, scordatevi un annuncio già mercoledì. Nel 2020 si dovette attendere il 12 novembre, nove giorni l’Election Day, per assegnare lo Stato a Biden.