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Indagini sui fondi Ue usati da Weber: scontro sul leader Ppe vicino a Meloni

(ansa)
Li avrebbe utilizzati non per fini istituzionali ma per l’attività politica. L’inchiesta della procura europea e dei magistrati belgi
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BRUXELLES — L’obiettivo è Manfred Weber, il potente capogruppo del Ppe al Parlamento europeo. I magistrati belgi con la collaborazione dell’Eppo, la procura europea, hanno aperto un’inchiesta sull’uso dei fondi pubblici durante la campagna elettorale di cinque anni fa. Il presidente del Partito Popolare non è al momento formalmente coinvolto nell’inchiesta ma i pm hanno messo sotto osservazione tre dei suoi collaboratori, in particolare la sua capo di gabinetto, la francese Ouarda Bensouag. Nessuno è ancora ufficialmente sotto inchiesta. Ma la stessa procura europea ha confermato di aver acceso un faro su «alcuni fatti».

La causa delle indagini è molto semplice: cinque anni fa, quando Weber correva come “Spitzenkandida…

BRUXELLES — L’obiettivo è Manfred Weber, il potente capogruppo del Ppe al Parlamento europeo. I magistrati belgi con la collaborazione dell’Eppo, la procura europea, hanno aperto un’inchiesta sull’uso dei fondi pubblici durante la campagna elettorale di cinque anni fa. Il presidente del Partito Popolare non è al momento formalmente coinvolto nell’inchiesta ma i pm hanno messo sotto osservazione tre dei suoi collaboratori, in particolare la sua capo di gabinetto, la francese Ouarda Bensouag. Nessuno è ancora ufficialmente sotto inchiesta. Ma la stessa procura europea ha confermato di aver acceso un faro su «alcuni fatti».

La causa delle indagini è molto semplice: cinque anni fa, quando Weber correva come “Spitzenkandidat” - candidato di punta del Ppe - per la carica di presidente della Commissione (poi assegnata a Ursula von der Leyen) alcuni dei fondi assegnati dall’Eurocamera ai gruppi parlamentari sarebbero stati utilizzati non per i fini istituzionali previsti, ma per pagare l’attività politica e quindi la “corsa” per la rielezione. Gli uffici Eppo stanno quindi collaborando con la polizia belga nelle indagini. Tra le accuse figurano frode, corruzione, falsificazione di un documento pubblico, falsificazione di documenti pubblici da parte di un funzionario pubblico nell’esercizio delle sue funzioni e violazione della fiducia. «Non siamo stati contattati dall’Eppo, né dalle autorità belghe, né da altre forze dell’ordine, in merito a possibili indagini di alcun tipo - si legge in una nota dei Popolari -. Il gruppo Ppe è orgoglioso di estendere la sua piena cooperazione con l’Eppo e con qualsiasi autorità nazionale o europea, qualora dovesse essere richiesta, e in piena trasparenza».

Dietro l’azione giudiziaria, però, c’è e si sta sviluppando anche uno scontro politico tutto interno ai Popolari. E riguarda proprio il suo leader. Diverse delegazioni del Ppe, infatti, non stanno apprezzando la linea di avvicinamento del capogruppo alla destra e in particolare a Giorgia Meloni. Nello specifico gli eurodeputati greci - che rischiano di perdere il segretario generale, Thanasis Bakolas - i polacchi e una parte degli stessi tedeschi non condividono lo slittamento verso i Conservatori. Weber, anche nell’ultimo summit del Ppe di due settimane fa, spiegava che l’intesa con la premier italiana può essere utile per costruire un ponte con Washington nel caso di vittoria di Donald Trump alle presidenziali della prossima settimana. Anche per questo ha difeso a spada tratta la nomina di Raffaele Fitto alla vicepresidenza esecutiva della Commissione. Ma, appunto, il possibile incidente giudiziario potrebbe essere sfruttato dalle componenti popolari contrarie a questo feeling con Fratelli d’Italia per ridimensionare il peso di Weber e anche per circoscrivere la sua linea politica. Da tempo, del resto, il suo doppio incarico - presidente del partito e capogruppo - è stato più volte messo nel mirino.

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