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Il mausoleo di Maradona sorgerà nel cuore di Buenos Aires. Ecco dove sarà sepolto el Pibe. “Diventerà il simbolo della città”

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Una superficie di 1000 metri quadrati a 200m dalla Casa Rosada, si convertirà in luogo di culto per il campione argentino
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Maradona potrà dove non ha potuto Evita. A partire da marzo dell’anno prossimo il suo corpo riposerà in un mausoleo dedicato. Sorgerà a 200 metri dalla Casa Rosada, sarà un edificio rettangolare, con le pareti di vetro e una grande scalinata che permetterà di osservare l’imponente Rio de la Plata e lo spettacolare skyline di Puerto Madero. Il corpo dell’idolo troverà in questo luogo la pace che non trovò nel corso della sua esistenza burrascosa. L’intero memoriale occuperà uno spazio di mille metri quadrati, con un percorso a serpentina che illuminerà la città e per cui si attendono un milione di visitatori all’anno. «Sostituirà l’obelisco come simbolo di Buenos Aires», assicurano gli organizzatori riuniti a festa giovedì sera in avenida Huergo 10, che sarà per sempre l’indirizzo del luogo di culto.

La vicenda di Evita

Anche per Evita era stato previsto un mausoleo. Il suo corpo imbalsamato dal dottor Pedro Ara (lo ste…

Maradona potrà dove non ha potuto Evita. A partire da marzo dell’anno prossimo il suo corpo riposerà in un mausoleo dedicato. Sorgerà a 200 metri dalla Casa Rosada, sarà un edificio rettangolare, con le pareti di vetro e una grande scalinata che permetterà di osservare l’imponente Rio de la Plata e lo spettacolare skyline di Puerto Madero. Il corpo dell’idolo troverà in questo luogo la pace che non trovò nel corso della sua esistenza burrascosa. L’intero memoriale occuperà uno spazio di mille metri quadrati, con un percorso a serpentina che illuminerà la città e per cui si attendono un milione di visitatori all’anno. «Sostituirà l’obelisco come simbolo di Buenos Aires», assicurano gli organizzatori riuniti a festa giovedì sera in avenida Huergo 10, che sarà per sempre l’indirizzo del luogo di culto.

La vicenda di Evita

Anche per Evita era stato previsto un mausoleo. Il suo corpo imbalsamato dal dottor Pedro Ara (lo stesso imbalsamatore di Lenin) era stato esposto in una teca di vetro di fronte alla Confederazione Generale dei Lavoratori avvolto nella bandiera bianca e celeste in attesa dell’edificio dedicato. Ma la rivolta popolare e la fine del peronismo (di Perón) innescarono la lunga e celebre peregrinazione della salma che viaggiò per l’Europa prima di rientrare in Argentina in piena dittatura militare. Riconsegnata alla famiglia dallo stesso Videla, Evita riposa ora in una cappella privata nel cimitero della Recoleta.

Il mausoleo

La presentazione del memoriale per el Pibe è stata celebrata giovedì sera e c’erano tutti. Protagonista è stata la figlia Dalma, che è presidentessa della fondazione M10, «Vogliamo che nostro padre sia vicino all’amore della gente e che esaudisca i desideri di tutti coloro che vogliono andare a portargli un fiore», spiega a Repubblica al telefono da Buenos Aires. Presentava l’evento Sergio Goycochea, e non era l’unico big del “fútbol”: non potevano mancare Marcelo “el loco” Bielsa, e Guillermo Coppola, storico manager del Diego.

«La fondazione non è governativa e non ha alcun legame politico», insiste Dalma. «L’accesso al memoriale sarà gratuito per tutti gli argentini, gli stranieri dovranno pagare», spiega. Non mancano le polemiche per la megalomania dell’intero impianto in un Paese che si è sempre spaccato sulla figura del calciatore: «Il fatto stesso che ci siano critiche prima che il memoriale sia costruito la dice lunga su mio padre: è sempre stato controverso», sorride. L’evento ha lanciato una raccolta fondi per finanziare l’intera costruzione. E l’idea è questa: 100.000 fan possono donare una somma che va da circa 100 euro per avere la propria foto impressa per sempre come un pixel che finirà a comporre una gigantografia del giocatore.

La vicenda giudiziaria

La realizzazione del memoriale corre parallela alla vicenda giudiziaria sulla morte. All’inizio di ottobre, la giustizia ha autorizzato il trasferimento del corpo di Maradona in questo luogo. Nel marzo 2025 si aprirà il processo sulle circostanze della morte e delle potenziali negligenze. Devono essere giudicati sette professionisti: un neurochirurgo, un medico clinico, uno psichiatra, uno psicologo, una caposala, e due infermieri. I reti che vengono loro imputati sono punibili con condanne da 8 a 25 anni di carcere. La figlia Dalma è tranquilla: «Ci sono prove sufficienti a dimostrare che queste persone avevano un obiettivo chiaro e lo hanno portato a termine. Giustizia sarà fatta».

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