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Usa 2024, Trump lancia la sfida alle donne: “Vi proteggerò io vi piaccia o no”

(reuters)

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A pochi giorni dal voto, il candidato repubblicano tenta la carta dell’elettorato femminile. Ma considerati i suoi trascorsi, la dichiarazione potrebbe essere un boomerang
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NEW YORK — «Proteggerò le donne, che vi piaccia o no». Volendo prenderla con ironia, la rassicurazione fatta da Donald Trump all’elettorato femminile americano ricorda quella elargita dal Lupo a Cappuccetto Rosso, dove ogni elemento più raccapricciante del suo aspetto serviva a profondere più amore. Non può essere ridotta a uno scherzo, però, la dichiarazione dell’ex presidente, se non altro perché è stato lui a nominare i tre giudici della Corte Suprema che hanno decretato l’illegalità dell’aborto a livello federale. Perciò i Democratici si augurano che questa ultima uscita di Donald si riveli un boomerang, come già quello di Portorico per gli ispanici, capace di risvegliare le poche donne rimaste incerte davanti alla realtà, e possibilmente spingerle ai seggi il 5 novembre per fare la differenza a favore di Harris.

Parlando mercoledì in Wisconsin, Trump ha raccontato che i consiglieri gli avevano suggerito di evitare i toni paternalistici nei confronti delle elettrici, perché «…

NEW YORK — «Proteggerò le donne, che vi piaccia o no». Volendo prenderla con ironia, la rassicurazione fatta da Donald Trump all’elettorato femminile americano ricorda quella elargita dal Lupo a Cappuccetto Rosso, dove ogni elemento più raccapricciante del suo aspetto serviva a profondere più amore. Non può essere ridotta a uno scherzo, però, la dichiarazione dell’ex presidente, se non altro perché è stato lui a nominare i tre giudici della Corte Suprema che hanno decretato l’illegalità dell’aborto a livello federale. Perciò i Democratici si augurano che questa ultima uscita di Donald si riveli un boomerang, come già quello di Portorico per gli ispanici, capace di risvegliare le poche donne rimaste incerte davanti alla realtà, e possibilmente spingerle ai seggi il 5 novembre per fare la differenza a favore di Harris.

Parlando mercoledì in Wisconsin, Trump ha raccontato che i consiglieri gli avevano suggerito di evitare i toni paternalistici nei confronti delle elettrici, perché «inappropriati». Lui però ha risposto di testa sua, come al solito: «Bene, io lo farò, che piaccia o meno alle donne. Le proteggerò».

Guardare dall’alto in basso non è mai il miglior approccio verso gli altri esseri umani, chiunque essi siano. Però minaccia di avere un particolare effetto negativo sull’elettorato femminile, se tu sei il candidato condannato in sede civile per molestie sessuali nei confronti della giornalista Jean Carroll, e in sede penale per frode relativa ai pagamenti fatti alla pornostar Stormy Daniels nel tentativo di nascondere una relazione extraconiugale, mentre tua moglie Melania metteva al mondo vostro figlio Barron. Per non parlare poi del famigerato video del programma televisivo “Access Hollywood”, in cui sostenevi di sentirti autorizzato a prendere le donne per i genitali a tuo piacimento.

Ma il problema è più ampio. Va oltre il fatto che Trump ha reso illegale l’aborto a livello federale, e si prepara a bandirlo completamente se sarà rieletto. Il sospetto infatti è che parli così apposta, sapendo cosa sta facendo, perché il suo elettorato è prevalentemente maschile e pensa di consolidarlo con un linguaggio da caserma.

Lo ha capito Kamala Harris, tacciata durante il comizio di domenica al Madison Square Garden di essere un pupazzo «gestito da qualche pappone», che su X ha castigato così il rivale: «Trump pensa di poter decidere cosa fate col vostro corpo. Vi piaccia o no. In Wisconsin ha ricordato alle donne quanto poco valore dia alle loro scelte». Ma forse lo ha capito anche meglio Nikki Haley, che lo aveva sfidato nelle primarie, prima di inginocchiarsi nella speranza di avere ancora un futuro politico nel Partito repubblicano: «Questo non è il modo di vincere tra le donne. Non è il modo di vincere tra le persone preoccupate per lo stile di Trump. Non è il momento della mascolinità e della fratellanza machista. Il 53% dell’elettorato è composto da donne. Le donne voteranno. Fanno attenzione a come vengono trattate e ai temi di sostanza politica». E questo lo dice un’alleata di Donald.

La portavoce Karoline Leavitt ha risposto che le donne sono diventate più povere e meno sicure per colpa di Biden e Harris, e solo questo conterà alle urne. Nella valanga dei voti anticipati già consegnati ai seggi, però, il 54% l’ha depositato l’elettorato femminile contro il 44% di quello maschile. I sondaggi danno Trump leggermente in vantaggio, ma i Democratici sperano sia in azione la “maggioranza silenziosa” che l’ex deputata repubblicana Barbara Comstock ha descritto così: «Le donne cammineranno in ginocchio sui cocci di vetro, pur di andare a votare contro Trump».

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