Alluvione Spagna, le news su Valencia di oggi 3 novembre
“Il governo invierà altri 5mila militari e agenti della Guardia Civil e forze di polizia”, con queste parole Pedro Sanchez ha annunciato un nuovo dispiego di forze dell’ordine per continuare le ricerche di coloro che mancano all’appello. Il bilancio parla di oltre duecento morti e ancora 1900 dispersi. Tragedia nel parcheggio del centro commerciale vicino alla città di Aldaya, sempre nella regione di Valencia. I sub sono al lavoro per estrarre i cadaveri dalle auto: “Quel parking è un cimitero”:
Crescono le polemiche attorno al presidente della Comunidad Valenciana Carlos Mazón. Oltre al video in cui negava l’emergenza, secondo il quotidiano spagnolo El Pais, dopo l’alluvione non ha dichiarato “l’emergenza catastrofica” e questo avrebbe ritardato i soccorsi.
- Il parcheggio della morte al centro commerciale | Il video
- Il meteorologo dopo l'alluvione: "Non esistono più luoghi sicuri"
- Carlos Mazon, sotto accusa il governatore di Valencia
MotoGp: ultima gara a Barcellona, attesa l’ufficializzazione
Sarà il circuito di Catalogna, a Montmelò, a chiudere la stagione 2024 del Motomondiale e a decidere la sfida in MotoGp tra la Pramac di Martin, favorito, e la Ducati di Bagnaia. Dopo la cancellazione della corsa di Valencia a causa della drammatica alluvione degli ultimi giorni, la scelta è ricaduta sul circuito di Barcellona. A confermarlo Carlos Ezpeleta, chief sporting officer della Dorna, anche se manca ancora l'ufficialità attesa però entro un paio di giorni. "Pensiamo che Barcellona sia il posto migliore vista la vicinanza a Valencia - sono le sue parole - sappiamo di poter aiutare la comunità valenciana da lì". La decisione è arrivata a ridosso del Gp della Malesia e Bbarcellona è stata preferita al circuito di Losail, in Qatar. Confermato, per l'ultima corsa dell'anno, il fine settimana del 17 novembre.
Si cerca nel fango del parcheggio di Aldaida
Nel parcheggio del mall di Aldaida i sommozzatori cercano di individuare le auto e i corpi sommersi ancora da tre metri d'acqua e fango. Le operazioni richiederanno tempo, difficile calcolare quanto. Quando è arrivata l'acqua il centro commerciale funzionava a pieno regime. Il centro commerciale ha una capacità di 5.700 posti auto, sia di superficie sia sotterranei ed il timore poco celato è che quando è arrivato il torrente di fango, alcuni clienti possano aver cercato di raggiungere le loro auto nella parte sotterranea per andarsene.
Il governo spagnolo fa sapere intanto che sono 3.633 i soldati dispiegati nella zona. Re Felipe sarà nelle prossime ore nella Comunità Valenciana. Secondo fonti di Zarzuela, Felipe e Letizia visiteranno questa comunità insieme al premier, Pedro Sanchez, e al presidente della Comunità Valenciana, Carlos Mazòn.
Il parcheggio sommerso di Aldaia: vigili del fuoco cercano di rimuovere acqua e fango
Allerta arancione: rischio forti temporali
L'Agenzia Meteorologica Statale (Aemet) ha avvertito della possibilità che si verifichino temporali molto forti oggi nel Mediterraneo, attivando l'allerta arancione nelle zone di Murcia, Catalogna e Comunidad Valenciana. Secondo Aemet nelle zone già colpite dalle alluvioni del 29 ottobre potrebbero cadere più di 100-150 litri per metro quadrato. Dove è prevista la maggior quantità di pioggia, 150 l/m, è sulla costa meridionale, sulla costa settentrionale e interna di Castellòn e sulla costa settentrionale e meridionale di Valencia. A Vega del Segura, nella regione di Murcia, potrà piovere fino a 100 l/m. Proprio a causa della pioggia prevista per oggi, il transito dei non residenti e dei volontari negli undici comuni della Valencia colpiti dalla Dana è stato limitato, poiché nuove piogge potrebbero complicare la situazione.
In zona alluvionata arrivati 3.633 soldati
Sono 3.633 i soldati dispiegati nella zona colpita dai danni nei pressi di Valencia. Lo riferisce il Governo sui social network. Il governo precisa che sono 1.992 i soldati dispiegati dell'Unità militare di emergenza; 1.093 soldati dell'esercito; altri 286 dalla Marina e 200 dall'Aeronautica Militare. A queste truppe se ne aggiungono 57 della Guardia Reale e 5 dell'Ispettorato Sanitario Generale della Difesa. Secondo il Ministero degli Interni, venerdì scorso erano già stati dispiegate 4.473 guardie civili e polizia nazionale nelle zone colpite dalla dana della Comunità Valenciana.
Rischio forti temporali Comunidad Valenciana e Murcia
L'Agenzia Meteorologica Statale (Aemet) ha avvertito della possibilità che si verifichino temporali molto forti oggi nel Mediterraneo, attivando l'allerta arancione nelle zone di Murcia, Catalogna e Comunidad Valenciana. Secondo Aemet nelle zone già colpite dalle alluvioni del 29 ottobre potrebbero cadere più di 100-150 litri per metro quadrato. Dove è prevista la maggior quantità di pioggia, 150 l/m, è sulla costa meridionale, sulla costa settentrionale e interna di Castellòn e sulla costa settentrionale e meridionale di Valencia. A Vega del Segura, nella regione di Murcia, potrà piovere fino a 100 l/m. Proprio a causa della pioggia prevista per oggi, il transito dei non residenti e dei volontari negli undici comuni della Valencia colpiti dalla dana è stato limitato, poiché nuove piogge potrebbero complicare la situazione.
Sale a 213 il bilancio delle vittime
Sale a 213 il bilancio delle vittime delle piogge torrenziali cadute nella notte tra martedì e mercoledì nel sud-est della Spagna, secondo l'ultimo rapporto dei servizi di emergenza. Tra questi, 210 sono morti nella regione di Valencia, due in Castiglia-la-Mancia e uno in Andalusia.
Il governo spagnolo ha annunciato l'invio di altri 10.000 soldati e agenti di polizia nel sud-est della Spagna per aiutare le vittime e contribuire alla ricerca dei dispersi, quattro giorni dopo le tragiche inondazioni. In totale, "altri 5.000 soldati" saranno schierati sul posto per affrontare quello che costituisce "il più grande disastro naturale della storia recente del nostro Paese", ha annunciato in un comunicato il primo ministro Pedro Sanchez dal Palazzo della Moncloa, sua residenza ufficiale.
Questa cifra porta a 7.500 il numero dei soldati mobilitati nelle zone colpite, si tratta del "più grande dispiegamento di forze armate mai effettuato in Spagna in tempo di pace", ha insistito il capo del governo, che domenica si recherà nelle zone colpite insieme al re Filippo VI. A questi soldati si aggiungeranno 5.000 agenti di polizia e gendarmi, responsabili di sostenere i 5.000 colleghi già sul posto, secondo Sanchez. Rinforzi attesi con ansia in alcune località ancora alle prese con una situazione caotica. Tuttavia, nei giorni scorsi le autorità hanno avvertito che il numero delle vittime potrebbe aumentare, mentre le carcasse di automobili accumulate nei tunnel e nei parcheggi sotterranei delle zone più colpite vengono ora esaminate metodicamente.
Il governatore Mazon annuncia cinque gruppi di risposta alla Dana
Il presidente della Generalitat Valenciana, Carlos Mazon, ha annunciato la creazione di cinque gruppi di risposta immediata alla crisi che saranno diretti da diversi consiglieri e per i quali ha chiesto l'immediata incorporazione di sette ministri del governo spagnolo e del capo dello Stato Maggiore della Difesa.
L'entità dell'uragano ha superato ogni immaginazione, ha dichiarato Mazon dopo la riunione del Centro di coordinamento operativo integrato (Cecopi), durata diverse ore.
I cinque gruppi di risposta alla crisi coprono i settori della sanità, delle infrastrutture, dei servizi sociali e delle abitazioni, dell'occupazione e delle imprese e degli interni, e il loro obiettivo è quello di realizzare piani di recupero per aiutare tutte le persone colpite e riparare tutti i danni causati dalle inondazioni, che finora hanno causato 211 vittime accertate.
Governatore di Valencia: “Siamo davanti alla sfida della nostra vita”
"So che stiamo attraversando il momento peggiore della nostra storia nel nostro Paese, di una portata che nessuno poteva immaginare. Stiamo affrontando la sfida della nostra vita e insieme la risolveremo". Lo ha detto il governatore della regione di Valencia Carlos Mazón, come riporta El Pais.
Valencia, 19 volontari intossicati da monossido in un garage
Diciannove volontari sono stati avvelenati dal monossido di carbonio, due dei quali in modo grave, in un garage della città valenciana di Chiva dove si trovavano per pulire la zona.
Il fatto è avvenuto intorno alle 14,30 in un garage situato in via Ramón y Cajal della località alluvionata, apparentemente a causa della cattiva combustione del motore di un impianto di areazione danneggiato dall'acqua.
Re Felipe e la regina Letizia domani nelle regioni colpite dalla Dana
Re Felipe VI e la regina Letizia saranno domani in visita nelle zone devastata dalla Dana. Lo ha reso noto il Palazzo reale spagnolo, secondo cui i reali saranno accompagnati dal premier Pedro Sanchez e dal presidente della Generalitat valenciana, Carlo Mazon. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulla visita, ma è stato comunicato anche re Felipe presiederà lunedì mattina nella base aerea Torrejon di Madrid una riunione del comitato di crisi.
Chiva, 19 volontari intossicati in un garage
Diciannove volontari che stavano cercando di ripulire un garage dal fango dopo l'inondazione dei giorni scorsi sono rimasti intossicati e due di loro sono ricoverati in gravi condizioni. Come ha spiegato una fonte della Guardia Civil, nel pomeriggio di oggi le persone impegnate nei lavori di pulizia del garage che si trova nella cittadina di Chiva della regione di Valencia hanno mostrato sintomi di intossicazione da monossido di carbonio, probabilmente a causa del cattivo funzionamento dell'impianto di aerazione, danneggiato dall'acqua. danno. Fonti della Guardia Civile hanno informato l'Efe che il fatto è avvenuto intorno alle 14,30 in un garage situato in via Ramo'n y Cajal del paese, apparentemente a causa della cattiva combustione nel motore della pompa di scarico. Alcune delle persone colpite hanno dovuto essere curate presso il centro sanitario di Chiva. I servizi sanitari hanno mobilitato due unità Samu, due unità Svb e un elicottero medico, oltre alle e'quipe mediche di assistenza primaria del comune.
“Solo il popolo salva il popolo”: il motto degli angeli del fango diventa anche quello dei gruppi neonazisti
Nelle ultime ore, sui social spagnoli, è esploso lo slogan 'Solo il popolo salva il popolo'. Una frase nata per accompagnare i video dei tanti atti di eroismo dei singoli che durante l'alluvione sono stati capaci di salvare persone in difficoltà. Ed è presente anche nei post pubblicati per rendere omaggio alla generosità spontanea, all'opera orgogliosa e solidale dei tanti cosiddetti "angeli del fango". Tuttavia, nel corso della giornata è diventato anche il motto di tutti gli account vicini all'estrema destra, a partire dai gruppi filonazisti spagnoli come la Falange o Revuelta. Piccole organizzazioni che stanno anche organizzando la raccolta di generi alimentari e di prima necessità, e che allo stesso tempo stanno veicolando l'ira contro i ritardi degli aiuti per attaccate il governo di Pedro Sanchez, ogni forma di Stato sociale, l'ente del Meteo, con messaggi di odio e negazionismo climatico.
Valencia, il drammatico racconto della prima ondata di fango (Video)
Alluvione a Valencia: il drammatico video della prima ondata di fango
Caritas: “Cerchiamo dispersi nelle zone più difficili da raggiungere”
''Cerchiamo ancora scomparsi, ci sono zone ancora irraggiungibili'', quindi l'appello ai volontari perché si coordino con le autorità locali e le forze di sicurezza nelle attività di pulizia nelle aree colpite dal Dana. Caritas Spagna sottolinea che ''quattro giorni dopo la tragedia, in alcune città o zone l'accesso è ancora limitato''. Le comunicazioni sono difficili perché continuano le interruzioni di corrente e delle linee telefoniche, ma la Caritas di Valencia cerca di mantenere i contatti con i quattro vicariati che hanno sofferto più duramente per il passaggio di Dana. Si portano i rifornimenti nelle zone più accessibili (Aldaya Benetúser, Alfafar e Sedaví): cibo e mascherine, guanti, prodotti per la pulizia. La difficoltà di accedere ad alcune aree rende difficile organizzare la logistica degli aiuti. Si sta anche cercando di allestire gli spazi della Caritas a Valencia per accogliere le persone più vulnerabili che le diverse Caritas parrocchiali già sostenevano prima di questa catastrofe naturale. Alcuni comuni hanno chiesto alla Caritas di coordinare l'aiuto e l'accompagnamento delle persone anziane a mobilità ridotta ed è proprio la priorità di molte Caritas parrocchiali quella di rintracciare le persone che si trovavano in situazioni di vulnerabilità: sia persone che erano già seguite, ma anche famiglie che, dopo il passaggio di Dana, hanno richiesto un aiuto.
''Siamo in contatto con le persone, stabilendo priorità e identificando i bisogni che considerano più urgenti'', riferisce nella nota la direttrice di Caritas Valencia, Aurora Aranda. Se Dana ha lasciato ovunque devastazione, Letur, comune di Albacete, è quello che più ha sofferto. ''Stiamo ancora cercando le persone scomparse e speriamo che possano essere ritrovate presto'', ha dichiarato la direttrice della Caritas diocesana di Albacete, Rosa García. ''Ma nel mezzo di quella ferita profonda, le persone di Leture che hanno perso così tanto hanno una forza incredibile e sono tutte unite dando quello che hanno. Apprezziamo sinceramente le espressioni di affetto e solidarietà di persone, aziende e associazioni che fin dal primo momento si sono messe a disposizione della Caritas per collaborare''. Intanto la Caritas nazionale ha lanciato una campagna di raccolta fondi.
Tragedia nel parking del centro commerciale di Valencia. I sub: “Un cimitero”
"Quel parcheggio è un cimitero". Sono le prime parole dei sommozzatori militari della Ume che sono riusciti a entrare nel parcheggio sotterraneo, totalmente allagato, dell'enorme centro commerciale Bonaire, nei pressi della città di Aldaya. Nel momento dell'inondazione, martedì pomeriggio, i negozi di abbigliamento, i ristoranti e i cinema erano aperti e in zona c'erano centinaia di persone. Anche qui il livello dell'acqua è salito fino a tre metri, e il parking, con 5.700 posti disponibili, è diventato una vera trappola mortale. Secondo fonti dei soccorsi, citate dal giornale eldiario.es, le vittime possono essere "incalcolabili".
Alluvione a Valencia, acqua e fango trasformano il centro commerciale allagato in un cimitero
Il governo: “Permessi pagati agli alluvionati che non possono lavorare”
"Dal ministero del Lavoro, vogliamo lanciare un messaggio chiaro: tutte le persone che hanno difficoltà ad andare al lavoro in sicurezza potranno usufruire del telelavoro. Coloro che non sono in grado di lavorare non devono andare al lavoro e possono assentarsi e godere di permessi retribuiti". Lo scrive su X la vicepremier e ministra del Lavoro, Yolanda Diaz.
Abascal: “Sanchez è il primo responsabile nel ritardo degli atti”
"È tempo di aiutare e accompagnare le persone colpite, ma di fronte a una delle più grandi catastrofi che abbiamo dovuto affrontare, di fronte a tanta malvagità e incompetenza, e dopo l'infame apparizione del presidente del governo, non possiamo tacere: Sánchez è il primo responsabile di non aver attivato tutte le risorse dello Stato quando ancora si potevano salvare vite umane". Lo ha detto Santiago Abascal, leader di Vox, il partito dell'ultradestra spagnola.
Il mea culpa di Sanchez: “Non stiamo facendo abbastanza” (Video)
Valencia, il mea culpa del premier Sanchez: "Situazione tragica, non stiamo facendo abbastanza"
Sanchez: “È il momento dell’unità, poi verranno le responsabilità”
"Ci sarà il tempo di guardare indietro e appurare le responsabilità, come è avvenuto dopo la pandemia di Covid 19. Ma ora è necessario orientare gli sforzi al colossale compito che abbiamo davanti, mantenere il nostro Paese unito nell'avversità e nella solidarietà". È l'appello lanciato dal premier spagnolo Pedro Sanchez dal Palazzo della Moncloa nella gravissima crisi provocata dall'alluvione che ha causato finora 211 morti e un numero indefinito di dispersi.
"In questo momento centinaia di persone stanno cercando i loro familiari dispersi e decine di famiglie stanno piangendo i loro cari defunti. A tutti loro va il nostro profondo affetto", ha detto Sanchez che, come all'inizio della crisi, ha assicurato che "il governo spagnolo mobiliterà tutte le risorse necessarie per tutto il tempo che ci vorrà per superare questa tragica situazione". Il premier ha invitato a "lasciare da parte i contrasti" per il momento, in riferimento alle polemiche sui ritardi nei soccorsi e, prima, nel rilanciare l'allerta rossa alla popolazione della Dana in arrivo dopo le critiche riversate sul governo regionale guidato da Carlos Mazon, del Partito Popolare, in coalizione con il partito ultraconservatore Vox, negazionista del cambiamento climatico.
"Non si tratta ora del fatto che l'amministrazione dello Stato sostituisca l'amministrazione regionale", ha detto il capo del governo. "Ora bisogna sostenere l'amministrazione regionale con risorse e altro". Sanchez ha spiegato che l'esecutivo sta operando su 5 priorità, la prima delle quali "è salvare vite". E
ha fatto sapere che nelle ultime 48 ore sono stati mobilitati a Valencia oltre 2.500 militari, 1.800 agenti di polizia e 2.700 agenti della guardia civile, assieme a gruppi di salvataggio specializzati in attività sub "per soccorrere i sopravvissuti, garantire la sicurezza e ristabilire la normalità nelle strade".
Nei soccorsi sono impegnati 400 veicoli specializzati, 30 elicotteri e una cinquantina di droni e imbarcazioni, che hanno realizzato 4.800 salvataggi, soccorso 30mila persone in case, su strada e in veicoli inondati. Mezzi tuttavia insufficienti di fronte alle dimensioni della catastrofe e per far arrivare ovunque gli aiuti e soccorrere tutti "nelle case e nei garage ancora bloccati dalle inondazioni". Per cui, il governo "procederà immediatamente" all'invio di altri 5.000 soldati dell'esercito richiesti dal governatore Mazòn. E di "una nave anfibia della Marina militare dotata di sale operatorie e una flotta di veicoli in appoggio che arriveranno nelle prossime ore al porto di Valencia". Assieme ad altri 5.000 agenti delle forze di sicurezza, che in totale raggiungeranno le 10.000 unità.
Il premier ha infine ribadito di aver detto sin dal primo momento al governo regionale di Valencia che "se ha bisogno di più uomini, mezzi, finanziamenti o consulenza tecnica non ha che da chiederlo".
Danneggiate circa 4500 imprese e 1800 aziende distrutte
La Camera di Commercio di Valencia stima che circa 4.500 imprese della provincia abbiano subito danni e che circa 1.800 di queste attività potrebbero essere state distrutte dai danni provocati dalle inondazioni. I comuni colpiti, secondo lo stesso rapporto, contano una popolazione di 845.371 abitanti, pari al 31,8% della popolazione della provincia di Valencia.
Valencia. salvata donna intrappolata da 3 giorni nella sua auto
Una donna è stata ritrovata viva ed è stata salvata dopo aver trascorso tre giorni intrappolata in un'auto abbandonata in fondo a un sottopassaggio a Benetússer, uno dei centri più colpiti dalle inondazioni nei dintorni di Valencia.
Media: il presidente della regione di Valencia non ha dichiarato “l’emergenza catastrofe” per non assumere il comando della situazione
Ad inchiodare il presidente della Regione di Valencia Carlos Mazón, del Partito popolare, alle sue gravi responsabilità non è solo il video in cui martedì pomeriggio, il giorno della catastrofe, si diceva convinto che la pioggia sarebbe calata di lì a poco. Ma anche le sue scelte amministrative. Come scrive El Pais, malgrado fosse già scoppiato il più grande disastro naturale avvenuto in Spagna negli ultimi decenni, con oltre 200 morti certificati al momento e chissà quanti dispersi, la Regione non ha dichiarato 'l'emergenza catastrofica', il livello di mobilitazione più alto previsto dalla legge locale. La principale conseguenza che avrebbe avuto questa dichiarazione, secondo le norme regionali, è che il presidente, cioè Mazon, avrebbe "assunto il comando e la direzione esclusiva di tutte le attività di emergenza" e tutta la struttura organizzativa del piano di emergenza sarebbe passata direttamente nelle sue mani. Cioè, il presidente Carlos Mazón sarebbe diventato non solo politicamente ma anche giuridicamente responsabile dell'intera operazione di lotta alla Dana e alle sue conseguenze.
Non essendo stato attivato tale provvedimento, il comando unico al momento continua ad essere detenuto dall'assessore regionale responsabile della protezione civile e della gestione dell'emergenza, Salomé Pradas. Sotto di lei, il massimo responsabile è il direttore dell'Agenzia Valenciana per la sicurezza e la risposta alle emergenze, Emilio Argüeso, che ha ammesso di essere entrato nel posto di comando avanzato solo il giorno dopo l'alluvione. In pratica, la direzione tecnica del Cecopi, il Centro integrato di coordinamento operativo, il cervello delle operazioni di emergenza e di aiuto alle popolazioni, è stata esercitata nelle ore cruciali da José Miguel Basset, l'ispettore capo del vigili del fuoco di Valencia.
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Sanchez: “Dichiareremo aree alluvionate zone gravemente colpite”
"Il Consiglio dei ministri approverà la dichiarazione di zona gravemente colpita per le aree della Regione di Valencia, Castiglia La Mancia, Andalusia e Catalogna che si sono viste più colpite" dalle piogge torrenziali e "nominerà una commissione interministeriale per la ricostruzione e il rilancio economico . Il ministero delle Finanze autorizzerà il governo della Comunità autonoma di Valencia a effettuare tutte le spese urgenti necessarie". Lo ha annunciato il premier Pedro Sanchez nell'indicare le priorità per far fronte alla catastrofe che ha anche detto che saranno istituiti 100 posti di lavoro amministrativi alla Delegazione dello Stato a Valencia, la prefettura regionale, per rendere più rapidi gli iter per imprese, autonomi e famiglie per ricevere aiuti statali. Sanchez ha informato di essere "in contatto con la Commissione Europea", che ha messo a disposizione "il Fondo europeo di solidarietà e altre risorse di aiuti comunitari" e ha ringraziato per "i messaggi di solidarietà ricevuti da tutte le autorità estere".
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Sanchez: “La priorità è ristabilire i servizi nei Comuni di Valencia colpiti”
"Oltre alla ricerca dei dispersi la priorità è ristabilire i servizi danneggiati nei municipi", ha segnalato il premier Pedro Sanchez, nel tracciare un bilancio della "seconda inondazione che ha registrato più vittime dall'inizio del secolo", al termine della riunione del comitato di crisi alla Moncloa. "La Dana ha provocato danni severi a ponti, autostrade, linee elettriche, imprese di distribuzione e altre infrastrutture che non furono progettate per sopportate i venti e il volume d'acqua che le ha travolte", ha poi aggiunto. "Sono stati realizzati senza sosta lavori di riparazione in stretta collaborazione con il settore privato. Abbiamo fatto passi avanti notevoli, ma resta molto da fare", ha segnalato Sanchez. "Si è ristabilito il consumo elettrico al 94% dei colpiti" dall'interruzione delle erogazioni "ed è stata recuperata la metà delle 550.000 linee interrotte, con la previsione di recuperare il resto nel fine settimana".
L’alluvione distrugge anche il ristorante dello chef stellato Dacosta
L'alluvione porta via El Poblet, ristorante due stelle Michelin dello chef pluristellato Enrique, più noto come Quique, Dacosta che ha ottenuto anche le tre stelle Michelin al Denìa. Il superchef spagnolo aveva aperto questo secondo locale all'interno del Parco naturale di Albufera, un'ampia area lacustre dove i Valenciani usavano fare gite fuoriporta per immergersi nella natura e assaporare la paella più tradizionale. È anche la zona natìa di Dacosta che sui social fa sapere: "Siamo collassati. Ma siamo vivi. I danni sono notevoli, inestimabili al momento. Siamo crollati. Ma stiamo bene, e questo è la cosa più importante".
Dacosta continua a postare e a ringraziare la schiera dei volontari e dei soccorritori al lavoro sulla sua terra d'origine. In Italia lo chef Davide Oldani, due stelle Michelin e stella verde al D'O, che nelle ultime settimane aveva cucinato a Ein Prosit a Udine proprio con Dacosta, lancia la campagna di solidarietà per Valencia: "un dramma che non ci può lasciare indifferenti. Troppe vite perse e troppa vita persa.
Aiutiamoli!"
Carlo III solidale con Filippo VI dopo l’alluvione: “Le nostre preghiere vanno alla Spagna”
Carlo III d'Inghilterra ha inviato una lettera a Filippo VI di Spagna per esprimere le sue "più sincere e sentite condoglianze" per le devastanti inondazioni nella provincia di Valencia. "Molti nel Regno Unito hanno forti legami personali con la Spagna e le nostre nazioni sono unite da quanto abbiamo in comune", si legge nel messaggio inviato dal sovrano e pubblicato sulle pagine social di Buckhingham Palace, "Inviamo le nostre più sincere e sentite condoglianze a voi e al popolo spagnolo per la tragica perdita di così tante vite. I nostri pensieri speciali, le nostre preghiere e le più sentite condoglianze vanno a tutti coloro che hanno perso i loro cari e i loro mezzi di sussistenza in questa terribile settimana"
Sanchez: “Il bilancio delle vittime è salito a 211”
"Il bilancio delle vittime della catastrofe", che ha colpito la regione di Valencia "è salito a 211". Lo ha detto il premier Pedro Sanchez in un discorso alla tv.
Sanchez: “Altri 10mila tra militari e agenti a Valencia”
"La regione di Valencia richiede più militari, macchine, finanziamenti", per far fronte alla "seconda peggiore inondazione del secolo registrata in Europa", per questo "il governo invierà oggi stesso 5mila soldati dell'esercito che si uniscono ai 3mila già dispiegati, e altri 5mila tra Guardia Civil e forze di polizia". Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in una dichiarazione istituzionale dopo il comitato di crisi alla Moncloa.
In Spagna 2,7 milioni di persone vivono in zone a rischio alluvione
In Spagna ci sono 26.733 chilometri di tratti fluviali con zone alluvionali e 2,7 milioni di persone vivono in aree che sono più a rischio di inondazioni frequenti. È quanto emerge, come scrive El Pais, dalle mappe del rischio che i cittadini possono consultare nel sito web del Ministero per la Transizione Ecologica e dove possono facilmente verificare se la loro casa è stata costruita in una zona a rischio alluvionale e la probabilità che arrivi un'alluvione in un periodo compreso tra 500, 100, 50 o 10 anni.
La città delle Scienze di Valencia invasa dai volontari: raggiungeranno le parti della città più colpite dall’alluvione (Video)
Spagna, la lotta di residenti e volontari per rimuovere il fango: "Ancora tante macchine sepolte, forse ci sono persone dentro"
I sindaci delle città della cintura di Valencia: “Aiutateci, da soli non ce la facciamo”
"Èterribile, il paesaggio è desolante: ci sono 10mila auto ammassate nelle strade, fango ovunque. Abbiamo bisogno di macchine pesanti per sgomberare le vie. Da soli non possiamo farcela". È il grido di aiuto del sindaco di Aldaia, uno dei municipi della cintura sud di Valencia colpiti dalla catastrofe, sommersi dall'onda lunga delle inondazioni provocate dalla Dana. A quattro giorni dal fenomeno estremo, molti quartieri restano isolati, senza luce e acqua potabile, nonostante l'ingente mobilitazione dell'esercito e dei mezzi di emergenza. "Dei ponti che avevamo nel paese ne resta in piedi solo uno. Stiamo lavorando con gli abitanti e i corpi di sicurezza dello Stato per tentare di ristabilire a poco a poco una così detta normalità e aiutare la gente a tornare a casa", ha dichiarato Amparo Folgado, la sindaca di Torrent a Tve. Almeno 800 sfollati restano ospitati nel palasport e solo questa mattina la corrente elettrica è stata riattivata in gran parte del comune. Ma molti quartieri restano con gli accessi bloccati da montagne di veicoli, detriti e suppellettili trascinate dalla marea di fango.
Da Chiva la sindaca Amparo Fort ha lanciato un appello urgente in un comunicato diffuso sui social: "C'è bisogno di acqua e viveri per rifornire la popolazione perché qui non è ancora arrivata assistenza di nessun genere e non c'è copertura telefonica nel territorio comunale", ha detto Fort, che ha definito la situazione "di estrema gravità". Il Centro di Emergenze del governo valenziano ha chiesto ai municipi colpiti di indicare le zone dove possano atterrare elicotteri e aree dove possano parcheggiare mezzi pesanti come scavatrici e gru, informa l'agenzia Efe.
Il ministro dell’Interno spagnolo: 207 morti accertati e 1900 dispersi
"È ragionevole pensare che avremo altri morti" anche perché mancano all'appello "1.900 dispersi". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, in merito al numero di vittime causate dalla dana, nel corso del programma Hora 25 di Cadena Ser. "L'aggiornamento è che ci sono 207 vittime accreditate. E' impossibile conoscere il numero di persone scomparse e non sarebbe saggio da parte mia fornire una cifra" ha aggiunto.
La ministra della Difesa spagnola: “Tutti sopraffatti dalla portata dell’evento”
La ministra della Difesa, Margarita Robles, ha dichiarato veche i militari sono in tutti i luoghi in cui si sono verificati i danni causati dalla dana e che non sa se si sarebbe dovuta dichiarare l'emergenza nazionale, pur riconoscendo che "tutti" sono stati sopraffatti dalla portata della tragedia. "Dal primo momento in cui e' stata dichiarata la situazione di emergenza, l'Ume è stata dispiegata nell'area assegnata. Oggi abbiamo duemila soldati dispiegati dai tre eserciti", ha dichiarato nelle dichiarazioni rilasciate al programma 'La Bru'jula' di Onda Cero. In merito alla possibilità di dichiarare lo stato di allarme, la ministra spagnola ha dichiarato: "Non so se si tratta di un'emergenza nazionale. In linea di principio, quando la situazione sale al livello 2, l'Ume puo' agire.È una decisione tecnica che deve essere rispettata". Ha aggiunto: "Tutti sono stati sopraffatti dalla portata" della tragedia, che "non ha precedenti". "Si è ritenuto che la zona piu' difficile fosse quella di Utiel e Requena, ed è per questo che l'Ume è stata inviata" in queste localita', secondo la ministra della Difesa che insiste sul fatto che "la cosa importante è l'impegno dell'esercito e del governo" che "sarà con le persone vive e con quelle morte fino alla fine". Sul numero dei dispersi, Margarita Robles ha spiegato di non poterlo dire al momento e ha sottolineato l'importanza del lavoro dell'Ume e dell'esercito nella ricerca e nel salvataggio.
Fin dal primo giorno - ha concluso - siamo andati con squadre di droni nella zona, ma la situazione meteorologica e la pioggia erano tali che non era possibile volare. Tutto questo deve essere tenuto in considerazione".
Attesa una dichiarazione di Sanchez in mattinata
Il premier spagnolo Pedro Sanchez alle 10.30 farà una dichiarazione istituzionale dal Palazzo della Moncloa, dove presiede il comitato di crisi per la devastazione provocata dalla Dana che martedì si è abbattuta sul sud est della penisola. Del comitato di crisi fanno parte le tre vicepremier per le Finanze, Maria Jesus Montero, per il Lavoro, Yolanda Diaz, e per la Transizione ecologica, Teresa Ribera, assieme ai ministri della Presidenza, Felix Bolanos, per la Difesa, Margarita Robles, per i Trasporti, Oscar Puentes e i titolare della Politica territoriale, Angel Victor Torres, e della Scienza e Innovazione, Diana Morant. Nella giornata odierna il capo del governo ha previsto di visitare il quartiere generale dell'Unità di emergenza dell'esercito (Ume), con la ministra di Difesa.
Migliaia di volontari a Valencia con la Protezione civile
Erano stati convocati dal governo regionale alle 7 del mattino alla Ciudad de las Artes di Valencia dove la Protezione civile coordina l'intervento dei soccorsi nelle zone colpite dalla catastrofe, ma a quell'ora erano già in centinaia in fila, un'ora dopo sono divenuti migliaia. Sono i volontari di ogni età accorsi dall'intera regione e da molte parti della Spagna, divisi in interminabili file, in disciplinata attesa di passare all'interno del complesso dove i responsabili dell'organizzazione distribuiscono magliette per l'identificazione, mascherine, guanti, pale, spazzoloni e secchi a chi non ne è munito, per poi dividerli in squadre di 50 persone. Le brigate, coordinate da un membro della Protezione Civile, sono poi trasferite ai municipi da martedì in ginocchio per la Dana più letale del secolo, come Sadavi, Alfafar o Catarroja e che ha finora provocato almeno 202 morti accertati. Portano taniche d'acqua e borse di viveri da distribuire alle popolazioni colpite. I 50 autobus previsti dalla Regione risultano subito insufficienti per la marea di solidarietà accorsa a prestare aiuto.
"Si tratta di coordinare gli aiuti per non intralciare i lavori di squadre di emergenza, esercito e protezione civile", spiega Miguel Salvador, responsabile del coordinamento dell'amministrazione regionale. In fila intere famiglie, con genitori e figli, come Luz Maria, 16 anni, assieme al papà Alfonso, di 52. Ma anche pensionati, professionisti come Cristina Sanz, un medico di 34 anni, che anche ieri con un gruppo di colleghi aveva scavato nel fango ad Alfafar: "E' importante un minimo di coordinamento, altrimenti rischiamo di alimentare il caos", dice. In processione almeno sei o settemila angeli del fango, stimano i coordinatori. Provengono da varie regioni di Spagna, ma ci sono anche turisti, come Ingrid e Mark, una coppia di tedeschi, che non hanno voluto rinunciare a dare il proprio contributo. "Abbiamo visto le immagini di sofferenza della popolazione e non possiamo restare con le mani in mano", spiegano.
La Generalitat valenziana ha limitato da oggi alla mezzanotte di domani la circolazione nei comuni della cintura sud colpiti dalla catastrofe, per evitare il collasso del traffico e consentire il passaggio dei mezzi di emergenza e dell'esercito. Da stamattina, su richiesta del governatore di Valencia Carlos Mazon, altri 1000 militari si sono uniti ai 2.000 impegnati da ieri a scavare nel fango per rimuovere le montagne di veicoli e detriti che bloccano interi quartieri e nelle ricerche dei dispersi. Il ministero dell'Interno ha mobilitato oltre 4.470 agenti di polizia e guardia civile. I militari con i mezzi pesanti dell'Unità di emergenze dell'esercito (Ume) hanno proseguito nella notte i lavori per drenare l'acqua che invade centinaia di garage, alla ricerca di eventuali vittime o dispersi.