New York — Alidilà del colore, i tradimenti coniugali nel segreto del seggio o i plotoni d’esecuzione, la verità è una sola: la possibilità che Kamala Harris diventi presidente degli Stati Uniti dipende dal voto delle donne. Anche delle minoranze afroamericana e ispanica, certo, ma soprattutto dalle donne.
Trump non ha capito come sedurle, elettoralmente parlando, oppure ci ha rinunciato, perché tanto la sua forza principale sta nei maschi bianchi arrabbiati e poco istruiti, che anzi apprezzano i suoi insulti misogini. I sondaggi lo danno leggermente in vantaggio, e comunque lo avevano sottovalutato tanto nel 2016, quanto nel 2020. Se ciò si ripetesse il 5 novembre, Harris non avrebbe scampo. L’asso nella manica di Kamala è quindi sperare che stavolta sia accaduto il contrario, ossia che i rilevamenti abbiano sottovalutato il consenso per lei. Perché in realtà un’ondata silenziosa di donne si prepara a votarla, magari alla faccia dei mariti trumpisti, determinando così la sconfitta de…
New York — Alidilà del colore, i tradimenti coniugali nel segreto del seggio o i plotoni d’esecuzione, la verità è una sola: la possibilità che Kamala Harris diventi presidente degli Stati Uniti dipende dal voto delle donne. Anche delle minoranze afroamericana e ispanica, certo, ma soprattutto dalle donne.
Trump non ha capito come sedurle, elettoralmente parlando, oppure ci ha rinunciato, perché tanto la sua forza principale sta nei maschi bianchi arrabbiati e poco istruiti, che anzi apprezzano i suoi insulti misogini. I sondaggi lo danno leggermente in vantaggio, e comunque lo avevano sottovalutato tanto nel 2016, quanto nel 2020. Se ciò si ripetesse il 5 novembre, Harris non avrebbe scampo. L’asso nella manica di Kamala è quindi sperare che stavolta sia accaduto il contrario, ossia che i rilevamenti abbiano sottovalutato il consenso per lei. Perché in realtà un’ondata silenziosa di donne si prepara a votarla, magari alla faccia dei mariti trumpisti, determinando così la sconfitta del candidato repubblicano che le ha umiliate e offese tanto nella vita privata quanto in quella pubblica.
Per capire meglio è utile guardare i numeri. L’elettorato femminile costituisce il 53% del totale ed è storicamente più ligio a esercitare il diritto di voto. Nel 2020 il gender gap si era ridotto rispetto al 2016, ma secondo il Pew Center Biden aveva comunque prevalso di 11 punti, 55% a 44%. Un sondaggio Ipsos a ottobre dava Harris avanti tra le donne di 12 punti su Trump, quindi un miglioramento molto limitato, ma secondo la Cnn nel frattempo ha guadagnato parecchio terreno soprattutto fra le elettrici bianche. Queste ultime nel 2012 avevano premiato il candidato repubblicano Romney con 9 punti di scarto, mentre nel 2016 e 2020 Trump aveva prevalso di 6 e 7 punti. Ora il vantaggio di Donald è sceso all’1%, entro il margine d’errore. Se uno considera che le donne bianche sono il 36% dell’elettorato, e il 27% considera l’aborto la prima motivazione di voto, si capisce perché i democratici sperano nel sorpasso. Secondo Ipsos, ad esempio, Biden nel 2020 aveva conquistato l’elettorato femminile suburbano con 6 punti di vantaggio, ma ora Harris è avanti a Trump di 19 punti.
I repubblicani sono preoccupati anche da dimensioni e caratteristiche del voto anticipato. Tra i 65 milioni di elettori che hanno già espresso la preferenza via posta o con altri metodi, il 55% sono donne e il 45% uomini. Il vantaggio accumulato da Harris in questo gruppo è 62% a 33% secondo il rilevamento di Abc/Ipsos; 59% a 40% secondo New York Times/Sienna; e 61% a 33% secondo Cnn. Queste percentuali nazionali si riflettono grosso modo anche nei sette Stati chiave. Trump sta andando meglio del 2020 in Arizona, Nevada, Georgia, e North Carolina, ma Harris lo batte nel “Blue wall” di Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, che le basterebbe per conquistare i 270 voti del Collegio elettorale necessari a prendersi la Casa Bianca. Nella sola Pennsylvania sono andati a votare 100.000 nuovi elettori, più degli 80.000 voti di margine con cui Biden aveva vinto questo Stato nel 2020. Se le percentuali di distribuzione degli esordienti tra i due generi rispecchiano quelle nazionali, la spinta a favore di Kamala potrebbe risultare decisiva.
La portavoce repubblicana Karoline Leavitt, cercando di mettere una pezza alla minaccia di Trump di «proteggere le donne che vi piaccia o meno», ha detto che l’elettorato femminile è più povero e insicuro di quattro anni fa, e solo questo conterà nei seggi. Perciò il Gop ha puntato ieri sulla frenata dell’occupazione, con soli 12.000 posti di lavoro creati il mese scorso, almeno in parte per colpa di uragani e scioperi, mentre la Casa Bianca teme altre gaffe di Biden, come quella che l’ha spinta a cambiare la trascrizione della battuta in cui diceva che i sostenitori di Trump sono immondizia. Le donne però hanno la forza elettorale di superare tutto questo e consegnare la presidenza a Kamala, se decidono di farlo e si presentano ai seggi.