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Donald Trump e l’Europa: su commercio e difesa l’Ue trema

(reuters)

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Se il candidato repubblicano dovesse vincere le elezioni, il continente rischia di dover difendere la pace da solo e di ritrovarsi in conflitto economico con gli Stati Uniti
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Per 80 anni, dalla Seconda guerra mondiale in poi, l’Europa ha vissuto sotto la protezione della Pax Americana. Se Donald Trump vincerà le elezioni del 5 novembre, il continente rischia di dover difendere la pace da solo e di ritrovarsi al tempo stesso in conflitto economico con gli Stati Uniti.

È quello che prevedono capi di governo, think tank e commentatori internazionali alla vigilia del voto per la Casa Bianca. Se vincerà Kamala Harris, il rapporto con l’America cambierà meno. Un po’ cambierà comunque, afferma Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, l’organismo che rappresenta i 27 Stati della Ue: «Il tono sarebbe più cordiale, ma dagli Usa spira un vento protezionista». È Trump, tuttavia, il pericolo discusso in questi giorni nelle capitali d’Europa.

Tre sono i problemi immediati per la Ue nel caso di una sua seconda presidenza: una possibile raffica di dazi doganali imposti da Washington alle esportazioni europee; la probabile fine degli aiuti militari american…

Per 80 anni, dalla Seconda guerra mondiale in poi, l’Europa ha vissuto sotto la protezione della Pax Americana. Se Donald Trump vincerà le elezioni del 5 novembre, il continente rischia di dover difendere la pace da solo e di ritrovarsi al tempo stesso in conflitto economico con gli Stati Uniti.

È quello che prevedono capi di governo, think tank e commentatori internazionali alla vigilia del voto per la Casa Bianca. Se vincerà Kamala Harris, il rapporto con l’America cambierà meno. Un po’ cambierà comunque, afferma Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, l’organismo che rappresenta i 27 Stati della Ue: «Il tono sarebbe più cordiale, ma dagli Usa spira un vento protezionista». È Trump, tuttavia, il pericolo discusso in questi giorni nelle capitali d’Europa.

Tre sono i problemi immediati per la Ue nel caso di una sua seconda presidenza: una possibile raffica di dazi doganali imposti da Washington alle esportazioni europee; la probabile fine degli aiuti militari americani all’Ucraina; e il mantenimento delle sanzioni alla Russia, se gli Stati Uniti cancellano le proprie. Il candidato repubblicano minaccia tariffe doganali del 10 per cento su tutti i prodotti dall’estero; è apertamente critico del sostegno a Kiev; ed esprime scetticismo sulla Nato. I dazi potrebbero ridurre di 150 miliardi di dollari l’anno le esportazioni europee negli Usa.

La Ue fornisce maggiori aiuti economici dell’America all’Ucraina, ma non potrebbe riempire, nemmeno insieme al Regno Unito, il vuoto lasciato da Washington negli aiuti militari. E l’Unione Europea è ancora indietro sul progetto di una forza di difesa comune.

La vittoria di Trump avrebbe anche un pesante risvolto politico interno per l’Europa, incoraggiando i leader di destra a lui ispirati. Il premier ungherese Viktor Orbán, unico capo di governo europeo a visitare la Georgia dopo la vittoria del partito filorusso nelle recenti elezioni, diventerebbe l’interlocutore privilegiato della Casa Bianca. La Pax Americana sarebbe rimpiazzata dal populismo atlantico.

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