NEW YORK - Malia Ann vuole farsi un nome nel mondo del cinema, solo che non vuole sia il suo. La figlia dell’ex coppia presidenziale Barack e Michelle Obama non sta usando il cognome dei genitori perché non vuole che la presenza di quella parola, Obama, finisca per oscurare il lavoro che questa ragazza di 26 anni sta cercando di fare: raccontare storie come regista e scrittrice, non come ‘figlia di’.
Per questo motivo, se la cercate nei cartelloni non troverete scritto Malia Obama. Troverete Malia Ann, cioè primo e secondo nome, ma non quello di famiglia, anche se ormai tutti sanno chi sia davvero. La storia è stata raccontata dal padre in un recente episodio di "The Pivot Podcast”, condotto da tre ex star di football americano, Channing Crowder, Fred Taylor e Ryan Clark. “Il suo primo film è andato al Sundance festival - ha spiegato l’ex presidente - e a tutti questi eventi non ha usato il nome Obama come regista nei titoli”. “Io le ho detto - ha aggiunto - tu sai che loro sanno chi sei tu, e lei mi ha risposto, sai cosa? Io voglio che loro lo vedano senza fare quell’associazione”. Nelle zone più puritane degli Stati Uniti l’italianissimo “lei non sa chi sono io” provoca reazioni irrigidite. Qui siamo dall’altra parte della sponda, al “lei non deve sapere chi sono io”.
Obama, 63 anni, ha notato che sia Malia, 26 anni, sia la sorella Sasha, 23, “vogliono staccarsi dall’idea di far pesare” la fama della famiglia. Le definisce due “cocciute”. “Il difficile per noi - ha ammesso Obama, parlando anche della moglie, Michelle - è aiutarle ma rendendoci conto che su questo le nostre figlie sono molto sensibili”.
Laureata ad Harvard, Malia ha lavorato con Donald Glover al corto “The Heart”, il cuore, che ha debuttato con successo al Sundance a gennaio. Nel video di un minuto e mezzo in cui la regista si presenta agli spettatori come Mary Ann, la figlia di Obama spiega di aver voluto raccontare nei diciotto minuti di film gli “oggetti smarriti e le persone sole, il perdono e il rimpianto”. “E’ una piccola storia un po’ strana - continua - per certi versi una favola su un uomo che piange la morte di sua madre, dopo che lei gli lascia una insolita richiesta nel suo testamento”. I commenti al link del festival sono in gran parte sarcastici, tra chi scrive “finalmente una che ce l’ha fatta da sola” e “ecco una venuta dal basso”. Nessuno, però, ha pensato che cosa sarebbe successo se Malia Ann avesse girato un brutto film: il fatto di essere figlia di Obama sarebbe stato usato contro di lei, e la regista sarebbe stata ridicolizzata a livello globale.
“Malia è una persona di talento - aveva raccontato Glover a Vanity Fair nel 2022 - è davvero concentrata sui suoi obiettivi e lavora duro”. “Sento - aveva aggiunto - che sarà una persona in futuro in grado di fare cose realmente buone. Ha un modo di scrivere grandioso”. E un forte senso di riconoscenza. Nei titoli di coda del corto, Malia Ann ha ringraziato la nonna scomparsa, la madre di Michelle, per aver cresciuto lei e la sorella. La nonna si chiamava Marian Robinson, anche lei non riconducibile agli Obama.