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Sondaggi Elezioni Usa 2024: tutto sulla Pennsylvania, lo Stato più importante. Harris–Trump, chi è favorito

(afp)

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Qui cruciale è il peso dei lavoratori e dei sindacati
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Da Clinton in poi (1992), la Pennsylvania ha sempre votato per il candidato democratico con l’eccezione di Trump nel 2016. Biden conquistò il Commonwealth di Pennsylvania per 1,2 punti percentuali grazie al recupero nelle zone urbane e nei sobborghi dei due grandi centri dello Stato, Philadelphia e Pittsburgh.

Secondo tutti gli osservatori, la Pennsylvania è lo Stato cruciale di questo voto 2024. Per entrambi i candidati, visti i sondaggi e gli andamenti, vincere senza la Pennsylvania sarebbe non impossibile, ma certo difficile. Già nel 2020 la Pennsylvania è stato il “tipping point”, ovvero la vittoria che ha sospinto Biden oltre la soglia dei 270 voti elettorali, portandolo alla Casa Bianca.

Cosa bisogna guardare nel voto …

Da Clinton in poi (1992), la Pennsylvania ha sempre votato per il candidato democratico con l’eccezione di Trump nel 2016. Biden conquistò il Commonwealth di Pennsylvania per 1,2 punti percentuali grazie al recupero nelle zone urbane e nei sobborghi dei due grandi centri dello Stato, Philadelphia e Pittsburgh.

Secondo tutti gli osservatori, la Pennsylvania è lo Stato cruciale di questo voto 2024. Per entrambi i candidati, visti i sondaggi e gli andamenti, vincere senza la Pennsylvania sarebbe non impossibile, ma certo difficile. Già nel 2020 la Pennsylvania è stato il “tipping point”, ovvero la vittoria che ha sospinto Biden oltre la soglia dei 270 voti elettorali, portandolo alla Casa Bianca.

Cosa bisogna guardare nel voto della Pennsylvania: lavoro, minoranze, gender gap

Siamo in uno Stato ad ampia maggioranza bianca (80%) e profondamente industriale. L’industria di Philadelphia – prima capitale degli States, al tempo della guerra d’indipendenza – è nell’immaginario collettivo dell’occidente perché l’abbiamo vista nel primo film di Rocky. E non è un caso che la squadra di football di Pittsburgh si chiami Steelers, da steel, acciaio.

In Pennsylvania è cruciale il ruolo dei lavoratori, e con loro dei sindacati, e della middle class. “It’s the economy stupid” si diceva negli anni ’90 per spiegare la vittoria di Clinton su Bush e sulle priorità dell’elettorato. Questo è un tema che qui resta centrale e i democratici rischiano di essere affossati da una percezione che l’economia non stia andando bene, nonostante i dati macro degli Stati Uniti siano positivi.Nell’ultimo sondaggio del Washington Post, diffuso ieri, l’elettorato della Pennsylvania ritiene che l’economia sia il tema più importante (la pensa così il 61% degli elettori) e il 62% dice che l’economia non è in buono stato. Solo il 42% approva il lavoro di Joe Biden, non una quota lusinghiera per il presidente in carica di cui Harris è la vice.

La minoranza nera, che qui vale il 10% della popolazione, può essere meno rilevante che in Georgia e North Carolina, dove oscilla tra un quarto e un terzo della popolazione. Ma è proprio qui, nella grande città di Pittsburgh, dove Barack Obama è sceso in campo e ha bacchettato gli uomini afroamericani perché si sono dimostrati restii a sostenere Kamala Harris, in quanto donna.

In numeri: i neri dovrebbero votare Harris al 74% contro il 19% che sceglie Trump. Con due caveat: il primo che è Biden poteva contare sul sostegno di oltre l’80% degli afroamericani; il secondo è che i neri potrebbero ricadere nella “trappola della timidezza”, ovvero non ammettere che sostengono Trump anche se sono neri. In Stati che si giocano su poche decine di migliaia di voti di differenza, tutto può fare la differenza. Se guardiamo infine alle differenze di genere - in Pennsylvania la popolazione maschile e quella femminile sono quasi equivalenti (49-51) – Harris è avanti nell’elettorato femminile di 8 punti, mentre Trump è +7 tra gli uomini.

Sondaggi Harris vs. Trump: le ultime rilevazioni

Dopo aver fornito un quadro dei temi in gioco tra Philadelphia (all’estremo est dello Stato) e Pittsburgh (all’estremo ovest), arriviamo al nocciolo. Per i sondaggi chi è avanti in Pennsylvania? Difficile dirlo perché la situazione – statica da almeno un mese – è ampiamente all’interno di ogni forbice statistica.

Secondo la rilevazione della Suffolk university per Usa Today la situazione è di pareggio, per il Marist College Harris sarebbe avanti di due punti, 50-48. AtlasIntel invece dice Trump +2, in peggioramento. Per l’ultimo report del WashPost – che abbiamo già analizzato lungamente – il dato secco è 48% Harris e 47% Trump. Ma nella stessa rilevazione il Post ha anche sondato gli umori degli elettori per la sfida per il Senato. Lì il candidato democratico Casey ha il 49% delle preferenze contro il 46% del repubblicano McCormick. Harris sconta quindi un gap rispetto al bacino potenziale del suo partito. Per l’ultima rilevazione del New York Times/Siena College i candidati sono pari al 47%.

Passiamo alle supermedie calcolate pesando tutti i diversi sondaggi diffusi in campagna elettorale, quando siamo ormai a un passo dal nastro finale (dati aggiornati al 2 novembre).

Per la media del WashPost: Harris <1(Trump ha recuperato oltre mezzo punto in una settimana)

Per la media del New York Times: Trump +1(Harris era avanti di uno fino al 27 ottobre)

Per la media di 538: parità(i due candidati oscillano all’interno di un punto da inizio ottobre)

Ci sono anche buone notizie per Harris: ha un ampio margine tra chi ha già votato (con l’early voting e per posta) guidando 63-32. L’altra faccia della medaglia: Trump è avanti 52-44 tra chi deve ancora votare. Però è significativo un dato che riporta Politico, guardando al voto anticipato degli over 65: i democratici stanno votando più dei repubblicani. Se Trump – dicono gli analisti – fallisce nell’ottenere il voto degli over 65, una fascia d’età che il Gop ha sempre conquistato, sarebbe un dato significativo. E sempre il WashPost, dà Harris avanti su Trump 55-41 tra gli anziani.

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