Netanyahu e Putin, i “preferiti” di Donald Trump
di Paolo GarimbertiSe vince Kamala Harris cambierà ben poco, rispetto alla presidenza Biden, sui tre fronti più caldi per la Casa Bianca: le guerre in Ucraina e Medio Oriente, e la Cina. Ci sarà continuità, al massimo qualche leggero aggiustamento. Il New York Times ha avanzato l’ipotesi che, prima di terminare il suo mandato, Biden possa rinforzare il suo lascito all’Ucraina sui missili a lungo raggio o sui tempi di adesione alla Nato.
Ma lo farebbe a risultato elettorale acquisito per fare uno sgambetto a Trump in caso di sua vittoria. Perché è sull’Ucraina che ci sarebbero le maggiori differenze tra la linea Biden-Harris e quella di una seconda presidenza di Trump.
Basta leggere “War”, il documentatissimo libro di Bob Woodward, per capire che Trump preferisce di gran lunga Vladimir Putin a Volodymyr Zelensky. Anzi che prova una forma di idolatria per l’autocrate. E non solo quello russo. Trump ha affermato che con lui presidente Putin non avrebbe mai invaso l’Ucraina e si è detto convinto che, …
Se vince Kamala Harris cambierà ben poco, rispetto alla presidenza Biden, sui tre fronti più caldi per la Casa Bianca: le guerre in Ucraina e Medio Oriente, e la Cina. Ci sarà continuità, al massimo qualche leggero aggiustamento. Il New York Times ha avanzato l’ipotesi che, prima di terminare il suo mandato, Biden possa rinforzare il suo lascito all’Ucraina sui missili a lungo raggio o sui tempi di adesione alla Nato.
Ma lo farebbe a risultato elettorale acquisito per fare uno sgambetto a Trump in caso di sua vittoria. Perché è sull’Ucraina che ci sarebbero le maggiori differenze tra la linea Biden-Harris e quella di una seconda presidenza di Trump.
Basta leggere “War”, il documentatissimo libro di Bob Woodward, per capire che Trump preferisce di gran lunga Vladimir Putin a Volodymyr Zelensky. Anzi che prova una forma di idolatria per l’autocrate. E non solo quello russo. Trump ha affermato che con lui presidente Putin non avrebbe mai invaso l’Ucraina e si è detto convinto che, se eletto, farebbe finire subito la guerra, anche non ha spiegato come («Non posso dire esattamente ciò che farei. Ma direi certe cose a Putin. E direi certe cose a Zelensky», ha risposto gongolante a una domanda del canale Nbc). Ma da che parte penderebbe l’ago della mediazione trumpiana sull’Ucraina lo si può intuire dalle numerose (almeno sette) telefonate tra Putin e Trump tra il 2021 e il 2024, che Woodward racconta nel libro.
Sul Medio Oriente Trump avrebbe certamente migliori rapporti di Harris con Netanyau (Biden lo detesta e la sua vice non sembra essere in disaccordo) e farebbe probabilmente leva sull’amicizia personale con Mohammed Bin Salman per spingere l’Arabia Saudita a aderire agli “Accordi di Abramo” con Israele. “Mission impossible”, almeno al momento, perché MBS considera condizione irrinunciabile la creazione di uno Stato palestinese. Sulla Cina ci sarebbero solo differenze di accenti o di sfumature che vinca Trump o che vinca Harris. La vecchia linea del “containement” inventata per l’Urss di Stalin - allora più politica, oggi più economica - mette tutti d’accordo.