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Netanyahu stacca la spina all’Unrwa. L’Onu: “A Gaza collasso umanitario”

(reuters)

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Il governo mette al bando l’agenzia per gli aiuti ai palestinesi accusandola di collusione con Hamas. Le Nazioni Unite: “Mostri le prove”
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Adesso è ufficiale, il dad tratto e non si torna indietro: Israele ha comunicato all’Onu il proprio addio all’accordo che dal 1967 riconosce il ruolo dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi. È il passo formale che segue l’approvazione nella Knesset della legge che impedisce a Unrwa di operare all’interno di Israele, e vieta a qualsiasi agenzia o ente israeliano di collaborare. «Se applicata, causerà il collasso dell’operazione umanitaria internazionale nella Striscia, di cui l’Unrwa è la spina dorsale», dice l’Agenzia.

Il ministero degli Esteri ha scritto al presidente dell’Assemblea generale dell’Onu annunciando che «Israele continuerà a collaborare con partner internazionali, incluse altre agenzie delle Nazioni Unite, per garantire assistenza umanitaria ai civili di Gaza senza compromettere la sicurezza israeliana». La legge approvata dalla Knesset entrerà in vigore tra tre mesi: l’agenzia che fornisce sostegno, assistenza sanitaria e istruzione ai 5,9…

Adesso è ufficiale, il dad tratto e non si torna indietro: Israele ha comunicato all’Onu il proprio addio all’accordo che dal 1967 riconosce il ruolo dell’Unrwa, l’agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati palestinesi. È il passo formale che segue l’approvazione nella Knesset della legge che impedisce a Unrwa di operare all’interno di Israele, e vieta a qualsiasi agenzia o ente israeliano di collaborare. «Se applicata, causerà il collasso dell’operazione umanitaria internazionale nella Striscia, di cui l’Unrwa è la spina dorsale», dice l’Agenzia.

Il ministero degli Esteri ha scritto al presidente dell’Assemblea generale dell’Onu annunciando che «Israele continuerà a collaborare con partner internazionali, incluse altre agenzie delle Nazioni Unite, per garantire assistenza umanitaria ai civili di Gaza senza compromettere la sicurezza israeliana». La legge approvata dalla Knesset entrerà in vigore tra tre mesi: l’agenzia che fornisce sostegno, assistenza sanitaria e istruzione ai 5,9 milioni di discendenti dei rifugiati del 1948 sarà paralizzata: non potrà più sdoganare gli aiuti né pagare gli stipendi.

Non sarà una tragedia, sostiene il ministro Katz: solo il 13 per cento degli aiuti, dice, passa attraverso l’Unrwa, e potrà essere sostituita. Ma Oim e Unicef hanno già dichiarato che non riuscirebbero affatto a coprire il vuoto. È una corsa contro il tempo: per il Consiglio di sicurezza dell’Onu spetta agli Stati membri convincere Israele a non applicare la legge.

L’insofferenza di Israele nei confronti dell’Agenzia è antica, ma è esplosa definitivamente dopo il 7 ottobre: «Unrwa, i cui dipendenti hanno partecipato al massacro, e molti dei quali sono operativi di Hamas, è parte del problema nella Striscia di Gaza, non della soluzione», dice il ministro degli Esteri, Israel Katz. Israele ha più volte protestato presso l’Onu sostenendo che un decimo dello staff abbia legami con Hamas. Ad agosto l’ufficio di supervisione dell’Onu ha ammesso che 9 membri possano essere stati coinvolti nell’attacco del 7 ottobre, e li ha licenziati.

Un numero esiguo rispetto ai 30mila dipendenti, 13mila dei quali operativi nella Striscia. Recentemente anche il comandante di Hamas che guidò l’assalto al kibbutz Re’im, ucciso in Libano in un raid israeliano, è emerso fosse a libro paga Unrwa. Nonostante le «prove schiaccianti presentate evidenziando come Hamas si sia infiltrato nell’Unrwa, l’Onu non ha fatto nulla», sostiene l’ambasciatore israeliano all’Onu. Tra queste “evidenze” c’è la lista di cento dipendenti che Israele indica — senza fornire alcuna prova — come membri di Hamas. Quando l’Onu ha chiesto di circostanziare le accuse non ha ricevuto risposta.

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