Valencia, una settimana dopo Dana: dispersi, morti, comuni colpiti. Tutto quello che sappiamo sull’alluvione del secolo
dal nostro inviato Corrado ZuninoVALENCIA – Una settimana dopo lo sconvolgimento di quattro province del Sud della Spagna, serve chiarezza su quello che si sa e quello che ancora deve essere messo a fuoco dal governo di Pedro Sanchez, dall’esecutivo regionale della Comunità valenciana guidata da Carlos Mazon e dai 70 comuni colpiti in quattro province diverse: Valencia, appunto, poi Cuenca, Albacete e Málaga.
Sono 2.600 gli edifici gravemente colpiti, e poi le infrastrutture: strade e ponti. E le grandi strutture private: centri commerciali alberghi, parcheggi pubblici e privati. L’ultimo dato disponibile parla di 46.000 segnalazioni di danni subiti. La Camera di commercio di Valencia ha fin qui calcolato il coinvolgimento, solo nella provincia più colpita, di 54.000 aziende. O…
VALENCIA – Una settimana dopo lo sconvolgimento di quattro province del Sud della Spagna, serve chiarezza su quello che si sa e quello che ancora deve essere messo a fuoco dal governo di Pedro Sanchez, dall’esecutivo regionale della Comunità valenciana guidata da Carlos Mazon e dai 70 comuni colpiti in quattro province diverse: Valencia, appunto, poi Cuenca, Albacete e Málaga.
Sono 2.600 gli edifici gravemente colpiti, e poi le infrastrutture: strade e ponti. E le grandi strutture private: centri commerciali alberghi, parcheggi pubblici e privati. L’ultimo dato disponibile parla di 46.000 segnalazioni di danni subiti. La Camera di commercio di Valencia ha fin qui calcolato il coinvolgimento, solo nella provincia più colpita, di 54.000 aziende. O si sono fermate o sono state rallentate e sono 354.000 i lavoratori coinvolti. Una catastrofe economica.
La confusione nelle segnalazioni
La questione più urgente e meno compresa è quella dei dispersi. Da venerdì scorso circola una cifra “monstre”: 1.900. Intorno a questo numero si è creato il mistero dell’incolmabile distanza tra i morti ritrovati – nelle ultime ore una media di 4-5 al giorno – e, appunto, i presunti dispersi.
In verità quella cifra, attribuita dal sito Eldiario.es alle conversazioni riservate tra il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska e il governatore Carlos Mazon, rappresenta il numero di telefonate fatte da familiari, questo a venerdì scorso, per segnalare al “112” persone care scomparse. Quindi 1.900 non è il numero dei “desaparecidos”. Come ha detto il ministro dei Trasporti Oscar Puente a Cadena Ser, "più persone denunciano la scomparsa di uno stesso familiare" e, poi,"ci sono molte persone che denunciano e poi non richiamano i servizi di emergenza quando il parente si fa vivo". Per esempio, nella giornata di giovedì scorso, 600 cittadini segnalati come dispersi erano stati successivamente rintracciati.
Il numero di dispersi su cui ragionano gli uomini dell’emergenza “è piuttosto basso”, ma, dice sempre il ministro Puente, “non siamo sicuri che questa cifra corrisponda alla realtà e vogliamo essere molto cauti". Da ieri l’esecutivo non offre numeri sulle persone non trovate: "Non c'è alcuna intenzione di nascondere qualcosa al pubblico”, chiude il ministro dei Trasporti, “semplicemente non esiste una cifra sufficientemente affidabile per il numero di persone non ancora trovate e per questo non la rendiamo pubblica".
Un fatto che complica le cose è che si teme che ci siano "persone scomparse di cui nessuno abbia denunciato la scomparsa".
Per ora nessun corpo al park Bonaire
La mancanza di certezze sui dispersi ha portato, per esempio, un’attenzione spasmodica sulla ricerca dei corpi nei parcheggi sotterranei, a partire da quello del centro commerciale Bonaire di Aldaia, da dove i vigili del fuoco portano via acqua da venerdì scorso: per ora, dal parking Bonaire non sono emersi corpi all’interno delle auto parcheggiate. Non molte, peraltro.
Il centro delle ricerche è ora diventato la Laguna di Albufera, area di acqua dolce e riserva naturale a undici chilometri a sud di Valencia, estuario di diversi torrenti che martedì scorso si sono gonfiati travolgendo cose e persone.
Solo 111 vittime identificate
Il numero di vittime ufficiali della catastrofe resta quello di sabato 2 novembre, per il centro operativo delle emergenze: 211 nella provincia di Valencia, a cui si aggiungono 6 persone decedute nelle regioni in Castilla La Mancia e in Andalusia. Da questo numero sono per ora esclusi i cinque ritrovati senza vita ieri e le quattro di questa mattina a Letus, nella provincia di Albacete. Questo accade perché i passaggi delle comunicazioni tra i comuni e il centro operativo sono più lenti delle comunicazioni pubbliche degli stessi municipi. Su 211 morti, solo 111 sono stati identificati.