VALENCIA — La disperazione ha certamente portato gli alluvionati di Paiporta, domenica pomeriggio, ai gesti violenti nei confronti del re Felipe e della consorte Letizia, del premier Pedro Sánchez e del governatore della Generalità valenciana, Carlos Mazón. Lancio di fango sulle autorità, un colpo con una mazza sulle spalle di Sánchez. Si ipotizza, tuttavia, anche una regia dell’ultradestra locale. La polizia ha già identificato chi ha colpito il capo del governo, il socialista Sánchez, e danneggiato con calci e pugni l’auto di rappresentanza. «Un minimo di organizzazione da parte di gruppi marginali e violenti c’è stata», ha detto il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska, «ci sono dati oggettivi».
Un tribunale di Torrent, nella provincia di Valencia, ha aperto un’inchiesta ipotizzando tre reati: attentato, disordini pubblici e danni. Alla base l’indagine di polizia nei confronti di alcuni elementi dell’ultradestra, ripresi nelle immagini degli incidenti. In una chat un militante di “Revuelta”, sindacato della destra radicale collegato a Vox, ha peraltro rivendicato l’assalto. Nei video postati sui social, ancora, sono ripresi manifestanti con simboli nazisti. E “Solidariedad”, un’altra associazione legata al partito di Santiago Abascal, ha offerto assistenza legale gratuita a eventuali arrestati o sanzionati per le proteste.
Nello scenario devastato di Paiporta, comune che ha avuto 72 vittime, ieri si è presentato Luis Perez, detto Alvise, eurodeputato e leader del partito populista di destra “Se acabo la fiesta” (Salf). È stato cacciato da alcuni residenti, come documenta un video: «Che fai qui, non c’entri niente nazista di m...».