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Nel villaggio di origine di Kamala Harris in India le ragazze entrano in politica per imitarla

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A Thulasendrapuram cartelloni e grande attesa per il risultato della notte elettorale americana. I nonni della candidata dem partirono da qui
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THULASENDRAPURAM – La strada asfaltata che taglia a metà lunghe risaie color smeraldo, svolta di colpo in una distesa di sassi e terra battuta macchiata da pozze di fango. Il navigatore resiste qualche minuto, poi si perde. 'Kamala kiramam enke?' l'autista interroga una coppia che passa in motorino. La chiama così, Kamala, quasi fosse sua nipote. Loro annuiscono, per nulla stupiti dal fatto che gli si chiedano indicazioni per quello che a quanto pare tutti qui conoscono come il villaggio di Kamala Harris. Eppure, ci troviamo a quasi 14 mila chilometri da Washington DC e il cartello indica Thulasendrapuram in Tamil Nadu, non Oakland in California, dove la vicepresidente americana è nata.

Tuttavia, questo sonnolento paesello del sud dell’India rivendica con orgoglio di essere parte della storia, perché è qui che sono nati i nonni di Harris e, secondo alcuni abitanti del villaggio, anche la madre, Shyamala Gopalan. Pochi giorni fa Thulasendrapuram, che si trova a dieci chilometri da…

THULASENDRAPURAM – La strada asfaltata che taglia a metà lunghe risaie color smeraldo, svolta di colpo in una distesa di sassi e terra battuta macchiata da pozze di fango. Il navigatore resiste qualche minuto, poi si perde. 'Kamala kiramam enke?' l'autista interroga una coppia che passa in motorino. La chiama così, Kamala, quasi fosse sua nipote. Loro annuiscono, per nulla stupiti dal fatto che gli si chiedano indicazioni per quello che a quanto pare tutti qui conoscono come il villaggio di Kamala Harris. Eppure, ci troviamo a quasi 14 mila chilometri da Washington DC e il cartello indica Thulasendrapuram in Tamil Nadu, non Oakland in California, dove la vicepresidente americana è nata.

Tuttavia, questo sonnolento paesello del sud dell’India rivendica con orgoglio di essere parte della storia, perché è qui che sono nati i nonni di Harris e, secondo alcuni abitanti del villaggio, anche la madre, Shyamala Gopalan. Pochi giorni fa Thulasendrapuram, che si trova a dieci chilometri da una qualsiasi stazione ferroviaria e un’ora dalla pima città, celebrava Deepavali (o Diwali), una sorta di amatissimo Natale hinduista.

Ma se nel resto dell’India la festa è finita, nel piccolo villaggio il senso d’attesa ancora aleggia. «Abbiamo organizzato una preghiera puja quando Kamala era candidata alla vicepresidenza, ed è stata eletta. È la figlia di questa terra, non aspettiamo altro che la sua vittoria», spiega il sacerdote Narajan V del tempio di Sri Dharmasastha. Accompagna i curiosi ad un muro con lunghe lastre di pietra nera dove sono elencati i donatori che hanno contribuito alla creazione del luogo sacro. Accanto ai nomi della zia Shyamala Gopalan e dello zio Gopalan Balachandran, c’è quello di Kamala Harris, che pure non mette piede qui da quand’era bambina, ci dicono. «Nessuno della famiglia vive a Thulasendrapuram, una zia è a Chennai e l’ultima volta l’abbiamo vista tre anni fa. Lo zio è a Mumbai».

Legami di sangue a parte, le oltre 350 famiglie del villaggio seguiranno le elezioni americane in tv, assicura Mahendran, che ha un piccolo negozietto di quartiere, o kirana, appena di fronte al tempio. Di fianco alla cassa, tra cipolle, okra e barattoli di caramelle, ecco i volti sorridenti di Kamala Harris e Joe Biden. Entrano un ragazzino in cerca di una bibita e un uomo di mezza età che vuole delle patate: sentono discutere di Kamala e vogliono dire la loro. In una stradina poco distante, tra fango e galline, Anjamma esce malferma da una casetta che si apre sulla terra battura. Capelli candidi e anellini d’oro alle narici, sorride avvolta in un sari azzurro e ricorda ai presenti che la notte elettorale americana sarà il 5 novembre. Seguiranno le notizie della CNN, la rassicura un dirimpettaio.

(reuters)

Sempre che tv e troupe che da giorni gravitano in zona non anticipino qualcosa: accampato davanti al tempio c’è lo staff della tv locale News24. Il collega Muhammed Rahees spiega che sulla strada principale si trovava un cartellone gigantesco dedicato a Harris, ma le piogge monsoniche ne hanno minato la stabilità. Ora ce n’è uno più piccolo, legato ad una piccola cisterna. «Poco importa. Quel che lascia senza parole è il fatto che da un villaggio in mezzo al nulla nasca la parabola di colei che potrebbe diventare la donna più potente al mondo».

Una traiettoria legata proprio agli avi indiani, raccontata nella biografia “Le nostre verità" (La nave di Teseo): da un lato una nonna, Rajam Gopalan, abile organizzatrice di iniziative per la comunità. Nel villaggio la descrivono come una donna combattiva, pronta ad aiutare le donne maltrattate o sostenere gli studi dei bambini. Non da meno nonno P.V. Gopalan: attivo nel movimento per l’indipendenza dell’India, era diventato un diplomatico del governo indiano nello Zambia, dove si era adoperato per i profughi. «Da loro mia madre imparò che era l’essere di servizio per gli altri a dare scopo e significato alla vita. E da mia madre io e Maya abbiamo appreso la stessa cosa», scriveva Harris.

(reuters)

A un chilometro dal tempio c'è un sentiero stretto e trascurato, che porta a quello che era l'agraharam, l'insediamento bramino, casta di appartenenza di nonno Gopalan. Passa di lì Prema, che porta al pascolo piccole pecore nere. Inclina il bastone e indica un lotto incolto delimitato da fil di ferro: è quello, dice, il luogo dove è nato il nonno di Harris. «Mi rende felice sapere che una donna originaria di qui sia diventata così importante. Io prego che diventi presidente e che un giorno venga a visitarci» continua.

La presenza di donne nella vita politica di Thulasendrapuram aumenta, conferma il politico locale Murukanandan, mentre si solleva da una sedia di plastica azzurra, in una stanza che funge da sede locale del partito dravidico DMK, al potere in Tamil Nadu: «Abbiamo una ventina di iscritte. In questo villaggio le donne si sono sempre fatte rispettare, ma se Kamala Harris diventasse presidente, sarebbe d’ispirazione per le giovani». Murukanandan non crede che la incontrerà mai: «Non avrà certo tempo per un villaggio come questo».

Eppure, mentre sistema le pieghe del suo tradizionale veshti, una sorta di largo pareo di cotone che gli uomini drappeggiano intorno alla vita nel sud India, Sandil Kumar riflette sul fatto che negli ultimi mesi il villaggio ha già ricevuto visite dal Giappone, dagli Usa, dalla Nuova Zelanda: se eletta, Harris potrebbe portare Thulasendrapuram sulla mappa del turismo globale. Come molti, considera la vittoria ammantata di buon auspicio proprio perché il voto avverrà a ridosso di Deepavali - una festa che la candidata democratica ha celebrato e postando su X parole sul senso di questa ricorrenza, la “lotta del bene contro il male, della conoscenza con l'ignoranza e della luce contro l'oscurità”. Un auspicio che, assicurano da Thulasendrapuram, non potrebbe essere più chiaro di così.

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