Elon Musk posta un razzo per Trump e proclama: “Il futuro sarà straordinario”. Soprattutto per le sue aziende
di Pier Luigi Pisa“Il futuro sarà fantastico”. Elon Musk lo ha ribadito poco dopo la vittoria di Donald Trump, pubblicando sui social l’immagine di Starship, uno dei razzi più famosi della sua azienda aerosopaziale SpaceX, e un fotomontaggio che lo ritrae nello Studio Ovale della Casa Bianca con un lavandino in braccio.
Si tratta di un meme - uno di quei contenuti ironici e irriverenti che Musk condivide più volte al giorno – accompagnato da una frase idiomatica “Let that sink in”, che si usa per invitare qualcuno “a prendersi del tempo per comprendere qualcosa finché non lo apprezzerà completamente”. In sintesi: “Fatevene una ragione”.
Su Twitter, il social che Musk ha ribattezzato X dopo averlo acquistato per 44 miliardi di dollari nel 2022, in nome della “libertà di parola”, il Ceo di Tesla e SpaceX ha pubblicato il dietro le quinte dell'attesa per l'esito del voto, condividendo una foto che lo ritrae mentre parla con Trump, a tavola, in una cena esclusiva che il tycoon ha organizzato a Mar-a-L…
“Il futuro sarà fantastico”. Elon Musk lo ha ribadito poco dopo la vittoria di Donald Trump, pubblicando sui social l’immagine di Starship, uno dei razzi più famosi della sua azienda aerosopaziale SpaceX, e un fotomontaggio che lo ritrae nello Studio Ovale della Casa Bianca con un lavandino in braccio.
Si tratta di un meme - uno di quei contenuti ironici e irriverenti che Musk condivide più volte al giorno – accompagnato da una frase idiomatica “Let that sink in”, che si usa per invitare qualcuno “a prendersi del tempo per comprendere qualcosa finché non lo apprezzerà completamente”. In sintesi: “Fatevene una ragione”.
Su Twitter, il social che Musk ha ribattezzato X dopo averlo acquistato per 44 miliardi di dollari nel 2022, in nome della “libertà di parola”, il Ceo di Tesla e SpaceX ha pubblicato il dietro le quinte dell'attesa per l'esito del voto, condividendo una foto che lo ritrae mentre parla con Trump, a tavola, in una cena esclusiva che il tycoon ha organizzato a Mar-a-Lago.
È un'immagine che racconta il futuro cui va incontro l'America, in cui Musk sarà l'ombra del 47esimo presidente degli Stati Uniti: molto probabilmente guiderà anche un dipartimento per l'efficienza governativa, una sorta di macchina governativa chiamata a semplificare i processi burocratici.
Musk e il sogno di colonizzare Marte
Oltre al suo jet privato, con cui si sposta da una parte all'altra del globo, Musk non ha particolari possedimenti. Nonostante sia l'uomo più ricco del pianeta con un patrimonio personale di circa 220 miliardi di dollari, Musk non ha ville, tenute o supercar. Si dice, invece, che la sua unica abitazione sia un prefabbricato piazzato a Boca Chica, in Texas, vicino alle rampe di lancio dei razzi SpaceX con cui Musk sogna di colonizzare Marte. Eppure Elon Musk ha praticamente tutto. E tutto ciò che possiede sarà al servizio della prossima amministrazione Trump.
Le aziende di Musk nello spazio
Attraverso X, di cui è l'utente più popolare con più di duecento milioni di follower, Musk influenza quotidianamente l'agenda politica e quella dei media, spesso veicolando contenuti falsi, diffamatori e misogini. Attraverso Starlink, invece, la sua società che spedisce satelliti nella stratosfera per offrire connessione a banda larga anche nei luoghi più impervi della Terra, Musk garantisce comunicazioni nevralgiche in zone di guerra. Può decidere quando accendere o spegnere un segnale, condizionando - è già successo in Ucraina - l'esito di un attacco o di una battaglia. Attraverso SpaceX, l'azienda aerospaziale che ha fondato nel 2002, Elon Musk controlla inoltre l'accesso allo spazio e le missioni più ambiziose verso la Luna e, un giorno, verso Marte.
Musk e l’intelligenza artificiale
Recentemente Musk ha messo le mani anche sull’intelligenza artificiale, fondando un’azienda chiamata xAI che sta raccogliendo investimenti ingenti ed è proiettata verso una valutazione di 40 miliardi di dollari che la renderà tra le più influenti in questo settore.
xAI, fondata da Musk con l'obiettivo dichiarato di “comprendere l’universo”, ha finora sviluppato l’IA alla base di un chatbot chiamato Grok. Nelle ultime settimane, questo strumento è stato usato dagli utenti di X per generare immagini realistiche che hanno alimentato la disinformazione, colpendo l'immagine di Kamala Harris, candidata democratica alla Casa Bianca. Tra i contenuti diventati virali, spiccano una foto falsa di Trump che bacia la vicepresidente Usa e un’immagine di quest’ultima ritratta mentre parla a una presunta folla “comunista”.
Musk e il futuro: “Useremo i telefoni con la mente”
Trump, la Nasa e il Pentagono, insomma, dipendono ormai da tempo da Musk, dalle sue aziende, dalle sue infrastrutture e dalle sue innovazioni. E dalle sue idee, spesso umorali e controverse.
Nel futuro “straordinario” che ha in mente Musk, non esisteranno più gli smartphone. “Useremo i telefoni con la mente” ha detto l'imprenditore non molto tempo fa, riferendosi ai chip che una delle sue aziende, Neuralink, sta iniziando a impiantare nei cervelli delle persone, con l'intento di riparare lesioni gravi e, un domani, di ridare la vista “anche a chi è nato cieco”.
In cosa crede Musk
Nel futuro in cui crede Musk, inoltre, l’intelligenza artificiale svolgerà tutti i compiti riservati oggi agli esseri umani. Non ci sarà più bisogno di lavorare e le persone “dovranno dare un nuovo significato alle loro vite”. “Svolgeremo un lavoro solo se ne avremo davvero voglia” ha detto Musk.
Il senso della vita, per Musk, andrà cercato anche su Marte, dove l'imprenditore ha in programma di spedire le prime navicelle di SpaceX - chiamate Starship - già nel 2026. Non avranno equipaggio, ma Musk ha già predetto lo sviluppo di città autosufficienti sul Pianeta Rosso entro vent'anni.
Elon Musk dunque ha una visione chiara, seppur distopica, di quello che accadrà nei prossimi anni. E vuole applicarla all'America e al mondo intero. Servono i miliardi, ma fino a un certo punto.
Quello di cui ha bisogno Musk è un’investitura concreta: non a "Imperatore di Marte”, come si è definito scherzosamente tempo fa sui social, ma a innovatore che “renderà di nuovo l'America grande”.
Musk, la politica e il sostegno a Trump
Affinché la sua missione imprenditoriale possa coincidere con gli obiettivi della Casa Bianca, Musk ha bisogno di mettere un piede nello Studio Ovale.
Per questo ha scommesso sul candidato più in linea con i suoi valori e i suoi ideali. Un alter ego di cui forse, se avesse potuto, avrebbe anche fatto a meno.
Se Musk non fosse nato in Sudafrica, probabilmente si sarebbe già candidato alla presidenza degli Stati Uniti. Pur possedendo la cittadinanza americana, le sue origini glielo impediscono.
“Sarebbe un candidato orribile e un pessimo Presidente” ci ha detto Walter Isaacson, il biografo che seguito Musk per due anni per raccontare la sua vita nel libro Elon Musk (edito in Italia da Mondadori). “Lui ama infrangere le regole – ha aggiunto lo scrittore americano - non è diplomatico e ama essere controverso”.
Isaacson ci ha anche raccontato com’è cambiata, negli ultimi tempi, la fede politica di Musk: “In passato ha sostenuto Barack Obama e ha sostenuto Joe Biden. Ma ora dice di voler sostenere in parte i repubblicani, perché è sconvolto da quella che chiama l'ideologia progressista e il “woke mind virus”. Insomma si è spostato a destra, ma alcune volte mi ha detto di essere moderato e ha sostenuto che l’America avesse bisogno di politici più di centro. La sua politica è come tutto il resto. Un'ora sarà in un modo e l’altra sarà un po' diversa. Ma di sicuro si è avvicinato alle persone di destra e in particolare alle persone che sono anti-establishment, che si tratti di Bobby Kennedy jr. o Ron DeSantis”.
Musk e le aziende americane che Trump vuole difendere
Come politico, Trump è pronto a agevolare e difendere gli interessi delle aziende americane, in particolare quelle più innovative della Silicon Valley, come ha già fatto nel corso della suo primo mandato quando ha messo al bando diverse aziende cinesi, tra cui Huawei e ZTE, che minacciavano la sicurezza nazionale ma soprattutto il predominio tecnologico degli Stati Uniti.
“Se sarò eletto impedirò che le aziende americane vengano sfruttate” avrebbe detto recentemente Donald Trump a Tim Cook, il ceo di Apple, che si lamentava di una serie di multe inflitte dall’Unione europea all’azienda di Cupertino con l’intento di finanziare, in realtà, le società europee.
Musk parla di futuro “straordinario” per l'America. Ma in realtà sta pianificando, con l'aiuto di Trump, un futuro più “roseo” per sé stesso e per le sue aziende.