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Un presidente condannato: ecco che fine faranno tutti i processi di Trump

La porno star Stormy Daniels e Donald Trump 

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Dai soldi alla pornostar Stormy Daniels all’assalto al Congresso, il tycoon ha diversi fronti legali aperti. Dopo la seconda elezione ha evitato la prigione e avrà l’immunità
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LONDRA – Con la vittoria alle elezioni del 5 novembre, Donald Trump non soltanto ha riconquistato la Casa Bianca: ha anche probabilmente archiviato i numerosi processi contro di lui, o come minimo li ha rinviati di quattro anni, sino alla fine del suo secondo mandato presidenziale. E i primi effetti si inizierebbero già a vedere: secondo fonti riportate dalla Cnn, il procuratore speciale Jack Smith – che lo ha incriminato per l'assalto al Congresso del 6 gennaio e per le carte segreta a Mar-a-Lago - è in trattative da giorni con i vertici del Dipartimento di Giustizia su come porre fine ai procedimenti penali contro il futuro presidente.

Già protetto dalla controversa sentenza della Corte Suprema americana del 1° luglio 2024, che con una maggioranza di 6 giudici a 3 (frutto dei tre da lui personalmente nominati) gli ha concesso “l’immunità assoluta” per tutti gli atti compiuti nelle passate funzioni di presidente, ora Trump potrà anche usare il dipartimento di Giustizia per licenziar…

LONDRA – Con la vittoria alle elezioni del 5 novembre, Donald Trump non soltanto ha riconquistato la Casa Bianca: ha anche probabilmente archiviato i numerosi processi contro di lui, o come minimo li ha rinviati di quattro anni, sino alla fine del suo secondo mandato presidenziale. E i primi effetti si inizierebbero già a vedere: secondo fonti riportate dalla Cnn, il procuratore speciale Jack Smith – che lo ha incriminato per l'assalto al Congresso del 6 gennaio e per le carte segreta a Mar-a-Lago - è in trattative da giorni con i vertici del Dipartimento di Giustizia su come porre fine ai procedimenti penali contro il futuro presidente.

Già protetto dalla controversa sentenza della Corte Suprema americana del 1° luglio 2024, che con una maggioranza di 6 giudici a 3 (frutto dei tre da lui personalmente nominati) gli ha concesso “l’immunità assoluta” per tutti gli atti compiuti nelle passate funzioni di presidente, ora Trump potrà anche usare il dipartimento di Giustizia per licenziare i procuratori che conducono i procedimenti giudiziari nei suoi confronti e per rimandare così qualsiasi processo a dopo il 19 gennaio 2029, quando avrà lasciato definitivamente la Casa Bianca. Non avrà un potere simile nei prossimi tre mesi, quando sarà soltanto il “presidente eletto”, non il presidente in carica, ma per i suoi avvocati non sarebbe difficile rinviare qualunque condanna fino al 20 gennaio 2025.

Se poi nel 2029 il suo successore fosse un altro presidente repubblicano, come ad esempio l’attuale vicepresidente eletto J.D. Vance, quest’ultimo potrebbe concedergli il perdono presidenziale per ogni reato in cui venisse riconosciuto colpevole, chiudendo per sempre la porta a processi e condanne. Se avesse perso le elezioni, teoricamente il tycoon sarebbe potuto finire perfino in prigione. Vincendole, oltre a diventare il leader più potente della terra, resterà libero. Ecco come.

I soldi alla porno star

Trump è già stato riconosciuto colpevole di falsificazione di bilancio per la bustarella da 420 mila dollari data durante la campagna elettorale del 2016 alla porno star Stormy Daniels allo scopo di assicurarsene il silenzio circa la loro relazione. La sentenza di quel processo dovrebbe essere emessa da un tribunale di New York il 26 novembre. Ma ancora prima, il 12 novembre, la Corte Suprema dello Stato di New York deciderà se accogliere la richiesta dei suoi avvocati di avere più tempo per argomentare che la sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti con cui ha ottenuto l’immunità per tutti gli atti commessi come presidente, arrivata dopo il verdetto del tribunale newyorchese, rende nullo quest’ultimo. Se la Corte Suprema di New York non concederà più tempo, gli avvocati di Trump faranno immediatamente appello. Se anche questo venisse respinto e il tribunale di New York emettesse la sentenza, che potrebbe comportare una pena carceraria, Trump farebbe appello anche a questo. Così si arriverà verosimilmente al 20 gennaio 2025, quando l’ex-presidente diventerà di nuovo presidente e sarà di nuovo protetto dall’immunità presidenziale, facendo arenare il processo per almeno quattro anni.

Interferenza nelle elezioni 2020

Il procuratore speciale Jack Smith potrebbe continuare a costruire il caso per mandare Trump sotto processo per le azioni compiute nel novembre 2020 con l’obiettivo di rovesciare il risultato delle elezioni che assegnò la presidenza a Joe Biden. Un processo che doveva essere già iniziato, ma è stato rinviato per attendere la sentenza della Corte Suprema Usa sull’immunità presidenziale, dopo la quale, secondo gli avvocati di Trump, il caso dovrebbe venire archiviato. Se anche così non fosse, una volta insediato alla Casa Bianca Trump, oltre a godere di nuovo dell’immunità, potrebbe ordinare al proprio ministro della Giustizia di licenziare il procuratore Smith, accusandolo di non essere politicamente imparziale, e la questione sarebbe comunque chiusa o almeno rinviata di quattro anni.

Interferenza elettorale in Georgia

Un procedimento giudiziario analogo verte solamente sulle interferenze di Trump per rovesciare il voto delle presidenziali 2020 in Georgia, allora come oggi uno degli “swing states”, gli Stati in bilico da cui dipende l’esito delle elezioni, con la differenza che quattro anni fa lo vinse Biden. Anche qui i difensori di Biden affermano che la sentenza della Corte Suprema Usa dovrebbe nullificare il procedimento e in ogni caso, dopo il 20 gennaio 2025, il dipartimento di Giustizia potrebbe sostituire il procuratore che conduce l’inchiesta.

Rivolta del 6 gennaio 2021

Trump è imputato in varie cause civili per l’assalto dei suoi sostenitori al Congresso del 6 gennaio 2021. Ma nessuna data è stata fissata per questi processi, i suoi avvocati hanno presentato ricorso citando l’immunità concessa dalla Corte Suprema (sebbene l’accusa sostenga che gli atti per cui è giudicato riguardano il suo status di candidato alla Casa Bianca, non di presidente degli Stati Uniti) e dopo il 20 gennaio prossimo il dipartimento di Giustizia potrebbe intervenire pure in questo ambito. I suoi difensori potrebbero comunque chiedere un rinvio delle cause civili a dopo l’eventuale svolgimento dei processi per interferenza elettorale in Georgia e a livello nazionale.

Processo per i documenti segreti

Sostenendo che la nomina del procuratore era illegale, in luglio la Corte di Appello ha annullato il procedimento contro Trump per il trasferimento illecito di documenti segreti alla sua residenza privata in Florida dopo che aveva lasciato la Casa Bianca. La pubblica accusa ha fatto appello per fare ripartire il caso, ma anche qui l’immunità concessa dalla Corte Suprema americana e il dipartimento di Giustizia presto di nuovo in mano a Trump potrebbero fare arenare tutto.

Cause civili per danni

Potrebbero invece andare avanti i ricorsi in appello presentati da Trump contro varie sentenze che lo hanno condannato a pagare più di 500 milioni di dollari per frodi commerciali e 88 milioni di dollari alla giornalista E. Jean Carroll, che lo ha accusato di abuso sessuali e diffamazione. In entrambi i casi i suoi difensori affermano che il risarcimento danni a cui è stato condannato è troppo alto o che il caso non sussiste. E in entrambi i casi la sua posizione sarà ulteriormente protetta e rafforzata, una volta che sarà nuovamente alla Casa Bianca.

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