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Musk: “Gioco, partita, incontro”. E sui social i suprematisti esultano

(reuters)

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Un milione di post e fake news spingono i gruppi trumpiani più estremisti. In prima fila i Proud Boys, protagonisti dell’assalto al Congresso
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NEW YORK — Si definiscono “bravi ragazzi”, ma nessuno di loro sembra avere il senso dell’ironia come il Joe Pesci del film di Martin Scorsese. Sono i gruppi di destra sostenuti da Donald Trump, i miliziani che su Telegram si sono scambiati anche ieri, mentre milioni di americani votavano, informazioni e dritte su come presidiare i seggi, intimidire i potenziali elettori democratici e costruire la strada per la vittoria, che ha visto il tycoon avanzare nella notte.

Nelle stesse ore Elon Musk, proprietario di X e sostenitore di Trump, ha pubblicato sul suo account un video che richiama all’ideologia estremista QAnon, nel tentativo di seminare dubbi sulla regolarità del voto. La clip conteneva la voce di Trump e mostrava le lettere “Patrioqts”, giocando sulla “Q” cara ai seguaci del movimento QAnon, che da anni diffonde notizie false per istigare alla violenza contro Washington. Con l’arrivo delle prime notizie positive, Musk ha pubblicato un video celebrativo del tycoon, con il «c…

NEW YORK — Si definiscono “bravi ragazzi”, ma nessuno di loro sembra avere il senso dell’ironia come il Joe Pesci del film di Martin Scorsese. Sono i gruppi di destra sostenuti da Donald Trump, i miliziani che su Telegram si sono scambiati anche ieri, mentre milioni di americani votavano, informazioni e dritte su come presidiare i seggi, intimidire i potenziali elettori democratici e costruire la strada per la vittoria, che ha visto il tycoon avanzare nella notte.

Nelle stesse ore Elon Musk, proprietario di X e sostenitore di Trump, ha pubblicato sul suo account un video che richiama all’ideologia estremista QAnon, nel tentativo di seminare dubbi sulla regolarità del voto. La clip conteneva la voce di Trump e mostrava le lettere “Patrioqts”, giocando sulla “Q” cara ai seguaci del movimento QAnon, che da anni diffonde notizie false per istigare alla violenza contro Washington. Con l’arrivo delle prime notizie positive, Musk ha pubblicato un video celebrativo del tycoon, con il «conto alla rovescia» sulle note degli Europe e un Trump con occhi di laser. «Gioco, partita, incontro», ha poi scritto. Se su X basta l’account di Musk, seguito da più di 200 milioni di utenti, su Telegram servono molte più voci. Ma non mancano. Nell’ultimo mese i messaggi negazionisti e d’odio sulla piattaforma sono aumentati del 320 per cento.

«Il giorno - ha scritto un rappresentante in Ohio dei Proud Boys, la milizia coinvolta nell’insurrezione del 6 gennaio 2021 - in cui restare neutrali non sarà più possibile si sta avvicinando velocemente». «O vi schiererete con la resistenza - aveva aggiunto - o vi inginocchierete e accetterete il giogo della tirannia e dell’oppressione». I messaggi, raccolti dal New York Times che sostiene di averne analizzati più di un milione, sono stati postati su Telegram.

Cecchini, droni, barriere, metal detector, giubbotti e vetri anti proiettili: la più grande democrazia al mondo si è preparata così a garantire la regolarità delle elezioni. Il procuratore distrettuale di Philadelphia, Larry Kranser, ha avvisato gli estremisti: «Se qualcuno vuole giocare a fare la milizia, sappia che lo troveremo». Un falso allarme bomba in Georgia. Un uomo arrestato in Michigan per aver minacciato una strage tra i conservatori cristiani in caso di vittoria di Trump. Uno fermato a Capitol con una torcia e una lanciarazzi. Minacce di attentati in decine di seggi in tutti gli Stati Uniti sono partite da email russe. Pane per gli estremisti che si ritrovano nei cinquanta canali Telegram la maggior parte dei quali nati dopo le elezioni del 2020, quando Trump aveva parlato di brogli e lanciato appelli a ribellarsi.

I gruppi, che hanno in tutto più di mezzo milione di partecipanti, sono attivi in decine di Stati, tra cui quelli considerati decisivi per la vittoria finale, come Pennsylvania, Georgia, Wisconsin, North Carolina e Michigan. I messaggi sono un condensato psicotico di odio e teorie complottiste. Più di quattromila post hanno incoraggiato i membri a passare all’azione, partecipando a meeting di gruppi locali e alle manifestazioni di protesta, o facendo donazioni. Molti gli inviti a prepararsi per la violenza, anche in zone insospettabili. In New Hampshire, un canale Telegram ha chiesto ai membri di interrogare gli scrutatori sui metodi usati per il conteggio dei voti per corrispondenza. I seguaci di un gruppo in Georgia sono stati esortati a partecipare alle riunioni del consiglio elettorale per imporre limiti al voto per posta. In New Mexico hanno chiesto di monitorare i seggi con telecamere, presentare denunce alla polizia e, se necessario, essere pronti a «combattere come dannati». «Questa è la vostra occasione», ha scritto uno in Pennsylvania.

Il fondatore di Telegram, Pavel Durov, arrestato in Francia in agosto con l’accusa di aver diffuso materiale illegale, aveva promesso di bloccare i contenuti d’odio, ma lui stesso è considerato di estrema destra e complottista. Nel 2020 questa piattaforma non aveva svolto un ruolo di primo piano nella insurrezione, ma oggi la sua influenza è cresciuta in modo abnorme. Nelle ultime ore circolavano video cospirazionisti secondo cui il governo americano aveva usato le patenti di immigrati illegali per farli registrare ai seggi e votare per la vicepresidente Kamala Harris. Ma nella notte l’onda rossa ha portato avanti il tycoon. Immagini di bandiere sudiste e di suprematisti bianchi hanno inondato la piattaforma. Una riportava la scritta: «20/1/2025 Trump giura da Presidente». E accanto: «21/1/25: Io e i Proud Boys cominciamo le deportazioni».

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