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Le donne non hanno scelto compatte Harris, giovani e ispanici con il tycoon. Il voto 2024 dissolve la politica delle identità

Donald Trump 

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Le prime analisi sulle elezioni. La svolta a destra dell’America è assai superiore di quella del 2016, quando Hillary Clinton prevalse nel voto popolare. Le battutacce contro i latinos all’ultimo comizio Gop al Madison Square Garden sono state dimenticate in cerca del calo dei prezzi e di meno imposte
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NEW YORK - Quando l’ago del New York Times, l’indice che il quotidiano usa online per calcolare le chances di vittoria di un candidato presidenziale ha superato il 90% il leader repubblicano Donald Trump non aveva ancora raggiunto i 270 voti necessari alla sua seconda presidenza, primo a tornare alla Casa Bianca subito dopo una sconfitta dopo Grover Cleveland nel 1892. I lavoratori informatici del giornale erano in sciopero, eppure l’indice è apparso a sorpresa e ha colpito le speranze della vicepresidente Kamala Harris, accendendo l’entusiasmo dei trumpiani, primo il miliardario Elon Musk che dal suo X gongolava “Gioco Partita Incontro” come in una partita a tennis.

La svolta a destra dell’America è assai superiore di quella del 2016, quando Hillary Clinton prevalse nel voto popolare e alla fine cedette per un pugno di voti, per di più allora gli elettori scelsero Trump in segno di protesta, ignari del suo stile di irruento e senza che il sacco del Campidoglio, 6 gennaio 2021, f…

NEW YORK - Quando l’ago del New York Times, l’indice che il quotidiano usa online per calcolare le chances di vittoria di un candidato presidenziale ha superato il 90% il leader repubblicano Donald Trump non aveva ancora raggiunto i 270 voti necessari alla sua seconda presidenza, primo a tornare alla Casa Bianca subito dopo una sconfitta dopo Grover Cleveland nel 1892. I lavoratori informatici del giornale erano in sciopero, eppure l’indice è apparso a sorpresa e ha colpito le speranze della vicepresidente Kamala Harris, accendendo l’entusiasmo dei trumpiani, primo il miliardario Elon Musk che dal suo X gongolava “Gioco Partita Incontro” come in una partita a tennis.

La svolta a destra dell’America è assai superiore di quella del 2016, quando Hillary Clinton prevalse nel voto popolare e alla fine cedette per un pugno di voti, per di più allora gli elettori scelsero Trump in segno di protesta, ignari del suo stile di irruento e senza che il sacco del Campidoglio, 6 gennaio 2021, facesse parlare i suoi ministri stessi di “fascismo” del loro leader. Il controllo del Senato, riconquistato, permetterà all’amministrazione Donald Trump e J.D. Vance di governare senza troppe scosse fino almeno alle elezioni di Midterm 2026.

Oggi l’America vota appassionata un referendum per il trumpismo che sceglie il manifesto dei dazi e delle tariffe, della lotta radicale all’emigrazione con deportazione degli illegali, del no all’aborto, della diffidenza verso gli alleati tradizionali e le istituzioni fondate dopo la guerra mondiale e la guerra fredda. Trump ha parlato chiaramente di ritorno all’America First!, grido di battaglia isolazionista e protezionista diffuso negli anni Trenta del secolo scorso e ha prevalso a mani basse.

Le dinamiche dell’elezione Usa 2024 non potrebbero essere più chiare e presto mondo, Unione Europea, Cina, Russia, ne apprenderanno la lezione, dalle pianure dell’Ucraina con le scorrerie dei fanti nord coreani, al Medio Oriente in fiamme. Gli Stati chiave, dove Harris sognava la risicata vittoria si sono andati via via schierati con Trump e la notte si è fatta scura per i democratici.

Le prime avvisaglie erano venute presto, dalla Florida, quando ancora al quartiere generale Harris si ballava e cantava ignari. Nella contea Miami Dade, dove è storica la presenza democratica, Trump otteneva un risultato lusinghiero e anche nelle zone forti del Grand Old Party Repubblicano migliorava i dati 2016 e 2020.

Analoga struttura veniva fuori dal voto in Georgia, con le donne a non sostenere Harris nella mole prevista, i giovani uomini a votarlo in percentuale tale da cancellare la possibile supremazia Dem fra le donne under 30 e soprattutto gli ispanici a non schierarsi come fecero con il presidente Joe Biden. Le battutacce contro i latinos all’ultimo comizio Gop al Madison Square Garden dimenticate in cerca di calo dei prezzi e meno imposte.

È questa la corrente delle elezioni 2024, con tutta evidenza, che gli strateghi di Biden prima e di Harris dopo hanno sottovalutato. La politica delle identità, maschi, femmine, neri, bianchi, latini, asiatici, Lgbtq+, operai, contadini, laureati, diplomati si dissolve dopo la pandemia Covid, otto anni caotici di populismo in un vortice di individualismi dove gli sgravi fiscali promessi dai repubblicani alle persone singole risultano più affascinanti delle migliaia di miliardi investiti in riforme e spesa pubblica da Biden. E la minaccia di deportare milioni di immigranti illegali, che tanto sdegno sembrava sollevare online, è applaudita alle urne con piacere.

È un’America stanca di guerre in paesi lontani dove, segnala uno studio dell’Istituto Pew, il vero sogno per la maggioranza dei cittadini non è arricchirsi e andare avanti nella scala sociale, come nel classico romanzo di Fitzgerald “Il Grande Gatsby”, ma, più modestamente, mantenere il proprio status sociale e non far passi indietro, come i nonni e i padri dopo la caduta del Muro di Berlino e la globalizzazione.

Il voto di ieri lascia Donald Trump padrone del paese e alleati e avversari faranno presto i conti con un protagonista che non avrà le timidezze e le prudenze del primo mandato, certo di avere dalla sua i compatrioti e con un vice come Vance a fornirgli spunti intellettuali, radicalizzandone a destra la politica.

La crociata della Silicon Valley conservatrice, guidata dai gemelli sudafricani Elon Musk e Peter Thiel, con i fondi nelle casse della campagna e la mobilitazione dei social media, dà al neo-trumpismo una valenza particolare. Musk potrebbe essere nominato alla spending review, tagliando quel Deep State, la burocrazia federale che Trump detesta da sempre e gli oligarchi tech contrastano per espandere i mercati senza freni: il no di Jeff Bezos, patron di Amazon ed editore del Washington Post ad appoggiare Harris si spiega così, con il motto di Thiel “la libertà non è più compatibile con la democrazia”.

La struttura sociale e politica del voto 2024 sbatte i democratici davanti a un esame di coscienza brutale. Come scrivevamo ieri, la sconfitta pesa su Joe Biden, incapace di ritirarsi in tempo per una stagione di primarie aperte e poi padrino della Harris, con il doppio azzardo di candidare una donna, nera ed asiatica che, come sua vice, ne condivide l’impopolarità. Mai, nella storia Usa, il partito di un leader impopolare come Biden è tornato alla Casa Bianca e la tradizione non si è rotta. I grandi artisti, l’energia di Kamala Harris, una mobilitazione di volontari stile anni Sessanta non sono bastati a rimontare la nazione che ha deciso di vedere Trump II, vivendo in diretta l’esperimento di tagli alle tasse, tariffe, nazionalismo.

Per Donald Trump è una vittoria personale straordinaria, dopo i due attentati subiti, la reazione immediata sanguinando a Butler in Pennsylvania e una campagna condotta con una ancora più fosca retorica sul declino americano e muri da alzare contro tutti.

La Casa Bianca trumpiana richiamerà a destra i conservatori europei, a partire dall’Italia, radicalizzando a sinistra i progressisti, a partire dai democratici di Schlein e dai militanti di Melenchon in Francia. Nessuno può prevedere, con razionalità, quali correnti e derive apra la piena del voto Usa 2024 e quanto lontano ci porteranno tutti.

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