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Englander: “Quella di Trump è una setta ma quanti errori a sinistra. Kamala?Troppo debole”

Nathan Englander posa durante la IX edizione di Libri Come, Festa del libro e della letteratura all'Auditorium Parco della Musica. Roma, 18 marzo 2018 

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La sua abilità è stata quella di vendere paure e forgiare il culto della propria personalità. Il suo popolo ritiene che le condanne siano una persecuzione: è la vittoria delle fake news
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Nathan Englander è sotto shock per i risultati delle elezioni e confessa che era convinto che sarebbe andata in maniera diversa. “Pensavo che avrebbe prevalso Kamala con una vittoria travolgente: puoi immaginare come mi sento…».

Cosa non ha funzionato per i democratici?

«Con il senno di poi nulla. Il primo colossale errore è stato nascondere le condizioni di Biden fino al disastroso dibattito televisivo. Su questo elemento ci sono responsabilità politiche e anche da parte della stampa liberal. Il secondo errore è stato il tentativo di trasformare una vicepresidente opaca e poco popolare in una star. Tentativo che ha avuto successo su tante persone come me, ma poi ha rivelato la propria fragilità».

Trump ha vinto due volte contro candidate donne.

«Purtroppo questo è un dato inoppugnabile, come il fatto che abbia perso solo contro un candidato maschio. Tuttavia a mio avviso l’elemento femminile è solo uno dei tanti fattori della sconfitta, che certifica la crisi dell’idea stessa di…

Nathan Englander è sotto shock per i risultati delle elezioni e confessa che era convinto che sarebbe andata in maniera diversa. “Pensavo che avrebbe prevalso Kamala con una vittoria travolgente: puoi immaginare come mi sento…».

Cosa non ha funzionato per i democratici?

«Con il senno di poi nulla. Il primo colossale errore è stato nascondere le condizioni di Biden fino al disastroso dibattito televisivo. Su questo elemento ci sono responsabilità politiche e anche da parte della stampa liberal. Il secondo errore è stato il tentativo di trasformare una vicepresidente opaca e poco popolare in una star. Tentativo che ha avuto successo su tante persone come me, ma poi ha rivelato la propria fragilità».

Trump ha vinto due volte contro candidate donne.

«Purtroppo questo è un dato inoppugnabile, come il fatto che abbia perso solo contro un candidato maschio. Tuttavia a mio avviso l’elemento femminile è solo uno dei tanti fattori della sconfitta, che certifica la crisi dell’idea stessa di democrazia, e, per quanto riguarda l’America un sistema che non funziona più».

Non è troppo facile prendersela con il sistema quando si perde?

«Una riflessione sul sistema elettorale è in corso da decenni, anche quando hanno vinto i democratici».

Come spieghi che il popolo americano si affidi di nuovo a Trump dopo la profanazione di Capitol Hill, il tentativo di cambiare i precedenti risultati, la condanna penale, e gli altri processi?

«La lista potrebbe continuare con la bancarotta delle sue attività, le continue menzogne, l’incredibile violenza verbale. La sua abilità maggiore è stata quella di vendere paure e forgiare il culto della propria personalità mentre trasformava il partito repubblicano in una setta: quello che dice è sempre la verità. Il suo popolo ritiene che le precedenti elezioni gli siano state rubate e che le condanne siano una persecuzione: è la vittoria delle fake news».

La democrazia americana è a rischio?

«Non voglio crederlo, ma ci sono molti segnali inquietanti, a cominciare dalla minaccia di utilizzare l’esercito contro i nemici interni. Non si deve poi sottovalutare che Trump ha la maggioranza in entrambe le camere, per non parlare della Corte Suprema: è un quadro inedito e raggelante che fa saltare il sistema di check and balance. La sinistra americana sembra aver perso il contatto con intere fasce della popolazione, con le quali invece Trump ha saputo parlare. Questo è un fenomeno esteso a tutto il mondo, sul quale nessuno ha riflettuto abbastanza e soprattutto ha trovato una risposta adeguata. In America la popolazione ignorata e dimenticata è stata sedotta da un miliardario».

E poi c’è il ruolo molto importante di Elon Musk...

«È un altro elemento estremamente inquietante. Si tratta di un altro miliardario, ancora più ricco e se possibile ancora più ambizioso».

Quali sono le ripercussioni sulle guerre, in particolare quella in Medio Oriente?

«L’intensificarsi dell’azione militare di Netanyahu indica che aveva scommesso sulla vittoria di Trump, approfittando parallelamente del vuoto di potere in questi ultimi giorni. Credo che nei prossimi mesi l’azione del nuovo presidente sarà guidata da due stimoli differenti: il narcisismo che lo spingerà a mostrarsi al mondo come colui che risolve il problema, e l’intimo disinteresse per questa tragedia. Per Trump quello che conta è ciò che tutela il proprio interesse, e in seconda battuta quello dell’America. Lo stesso vale per l’Ucraina e in quel caso vedremo che peso avranno i rapporti con Putin».

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