Ajax-Maccabi, ultrà israeliani aggrediti ad Amsterdam. La polizia smentisce la presenza di ostaggi. La sindaca: “Esplosione di antisemitismo”
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – E pensare che la sindaca di Amsterdam, Femke Halsena, aveva vietato una manifestazione filopalestinese contro la visita del club israeliano, che doveva tenersi prima della partita tra Ajax e Maccabi Tel Aviv ad Amsterdam. Non è bastato, in una città dove il 10% ha origini arabe, a scongiurare la furia che si è scatenata contro i tifosi israeliani ieri notte. Negli scontri almeno cinque persone sono rimaste ferite e il ministero degli Esteri ha segnalato di aver perso i contatti con alcuni cittadini israeliani. Ma la polizia di Amsterdam ha detto in conferenza stampa che “non risultano rapiti o scomparsi”.
"Siamo a conoscenza di segnalazioni riguardanti una possibile situazione di ostaggi e persone scomparse", aveva scritto su X in precedenza assicurando un’indagine in corso su queste segnalazioni. Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato che tutti gli israeliani sono stati contattati e rintracciati, dopo aver perso i contatti con 11 cittadini.
Sui social ci…
BERLINO – E pensare che la sindaca di Amsterdam, Femke Halsena, aveva vietato una manifestazione filopalestinese contro la visita del club israeliano, che doveva tenersi prima della partita tra Ajax e Maccabi Tel Aviv ad Amsterdam. Non è bastato, in una città dove il 10% ha origini arabe, a scongiurare la furia che si è scatenata contro i tifosi israeliani ieri notte. Negli scontri almeno cinque persone sono rimaste ferite e il ministero degli Esteri ha segnalato di aver perso i contatti con alcuni cittadini israeliani. Ma la polizia di Amsterdam ha detto in conferenza stampa che “non risultano rapiti o scomparsi”.
"Siamo a conoscenza di segnalazioni riguardanti una possibile situazione di ostaggi e persone scomparse", aveva scritto su X in precedenza assicurando un’indagine in corso su queste segnalazioni. Il ministero degli Esteri israeliano ha comunicato che tutti gli israeliani sono stati contattati e rintracciati, dopo aver perso i contatti con 11 cittadini.
Sui social circolano scene bestiali di israeliani costretti a dire se sono ebrei. E tra spinte e pugni balbettare “free Palestine”. Altri sono inseguiti al grido di “da dove vieni” e atterrati a calci. Ma nelle testimonianze video si vedono anche tifosi del Maccabi che strappano bandiere palestinesi e cantano “che vinca l’Idf -ammazzate tutti gli arabi”. La tedesca Bild riporta la notizia di cori intonati dagli ultrà israeliani che recitano “non ci sono più scuole perché non ci sono più bambini” - un inno alle stragi a Gaza.
Nella ricostruzione degli eventi la polizia ha spiegato di essere intervenuta già mercoledì per fermare i disordini nella città. Bandiere della Palestina sono state rimosse dai palazzi e bruciate dai tifosi del Maccabi, che hanno anche attaccato un taxi. La polizia ha cercato di prevenire scontri tra i due gruppi.
Ieri sera, poi, gli agenti hanno scortato i manifestanti pro-Palestina nel luogo della manifestazione, seppur vietata dalla sindaca. “Siamo riusciti a prevenire gli scontri grazie alla polizia antisommossa e al dispiegamento di agenti a cavallo e abbiamo fermato i tifosi dell'Ajax che volevano recarsi dalla zona della protesta”, si legge nel comunicato della polizia di Amsterdam. "Intorno alle 23 la situazione intorno allo stadio era calma – continua – I problemi sono sorti più tardi nel centro della città”.
Dopo la partita, infatti, sostenitori della squadra israeliana hanno camminato per il centro della città e "rivoltosi", si legge nella ricostruzione, si sono resi responsabili di attacchi "lampo" con i tifosi israeliani nel mirino.
Secondo Haaretz, le violenze contro gli israeliani erano programmate: alcuni tifosi hanno raccontato di vere e proprie imboscate in alcuni angoli di Amsterdam dov’era previsto il passaggio dei tifosi. Un tifoso, Yaakov Masri, ha raccontato al quotidiano di essere stato attaccato da quindici “giovani arabi”, alcuni dei quali armati di coltelli, mentre stava lasciando lo stadio. “Hanno cominciato ad aggredirci, mi hanno rotto un dente e spaccato le labbra. E mio figlio è stato colpito due volte da un pugno in faccia”.
La tensione era già salita alle stelle durante la partita, quando gli ultrà del Maccabi, invece di osservare un minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione di Valencia, avevano cominciato a sparare fumogeni - probabilmente perché la Spagna ha bloccato l’invio di armi in Israele. Nella notte è scattata la caccia furibonda ai tifosi israeliani, spesso filmata e postata dagli autori stessi dei “pogrom” come li ha definiti l’ambasciata israeliana in Germania su X, postando il video di un tifoso brutalmente attaccato.
Il bilancio è di 62 arresti, di cui 10 ancora in custodia e 5 ricoverati in ospedale e dimessi questa mattina. Sono stati feriti lievemente dai 20 ai 30 tifosi israeliani. Il Consiglio di sicurezza aveva invitato stamane gli israeliani che si trovavano ancora ad Amsterdam a rimanere negli alberghi, poco fa gli ha comunicato che possono raggiungere l’aeroporto in sicurezza. Le violenze scoppiate nella notte ad Amsterdam rappresentano un'"esplosione" di antisemitismo che "non si vedeva da molto tempo", ha dichiarato la sindaca della città Femke Halsema. “Sono furiosa, capisco che gli eventi della scorsa notte abbiano ricordato i pogrom”, ha continuato dopo aver annunciato l'apertura di una inchiesta indipendente su quanto accaduto, sui preparativi e sulle azioni delle autorità.
Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, inizialmente aveva annunciato che avrebbe mandato due aerei a recuperare i tifosi e aveva esortato le autorità olandesi ad “agire in fretta contro gli aggressori, e assicurare la sicurezza dei nostri cittadini”. Il primo è atterrato a Tel Aviv intorno alle 14.50. Successivamente il suo ufficio ha fatto sapere in una nota che "è stato deciso che non è necessario inviare una missione di salvataggio professionale” per recuperare i tifosi, a differenza di quanto precedentemente annunciato. Il neoministro degli Esteri Gideon Sa’ar ha chiesto al suo omologo olandese di fare di tutto affinché i connazionali possano tornare a casa in sicurezza e ha annunciato la sua partenza alla volta dei Paesi Bassi.
Immancabilmente, il leader dell’estrema destra Geert Wilders, si è buttato sul caso: “Sembra ci sia una caccia all’ebreo per le strade di Amsterdam. Che si arresti e si deporti la feccia multiculturale che ha attaccato i fan del Maccabi Tel Aviv”.
Il premier olandese Dick Schoof ha condannato con forza le violenze: “Ho seguito le notizie da Amsterdam con orrore. Gli attacchi antisemiti agli israeliani sono totalmente inaccettabili”.
Schoof ha annunciato su X che porrà la questione al Consiglio europeo, che si svolge oggi a Budapest. Nel frattempo, ha avuto un colloquio telefonico con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha condannato “con forza questi atti inaccettabili”. “L'antisemitismo - ha scritto su X - non ha assolutamente posto in Europa. E siamo determinati a combattere tutte le forme di odio”. Condanne anche dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, e dalla ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock.
“È inimmaginabile che qualcosa di simile possa accadere ad Amsterdam nel 2024. I rivoltosi filo-palestinesi hanno deliberatamente cercato i sostenitori israeliani per attaccarli e maltrattarli", ha detto Ronald Leopold, direttore esecutivo della Casa di Anne Frank. “Non c'è assolutamente alcuna giustificazione per il comportamento antisemita senza precedenti mostrato ieri sera. Non ci sono scuse per l'odio verso gli ebrei. Esortiamo il consiglio comunale di Amsterdam a prendere tutte le misure necessarie per garantire che la comunità ebraica si senta sicura e protetta in città”, ha concluso in un comunicato stampa.
Il ministero degli Esteri dell'Autorità palestinese ha condannato “i cori anti-arabi e gli atti barbarici commessi per tre giorni consecutivi da tifosi di una squadra di calcio israeliana ad Amsterdam", lo riferisce l'agenzia palestinese Wafa. Il ministero ha chiesto al governo olandese di "indagare" sui "responsabili" dei "disordini" e di "tutelare palestinesi e arabi nei Paesi Bassi da coloni e dai soldati israeliani che si sono recati nel Paese per diffondere la loro ideologia razzista e le loro azioni nelle capitali europee".