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Amsterdam, le testimonianze dei tifosi del Maccabi: “I musulmani ci aspettavano per linciarci e la polizia è rimasta a guardare”

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La stampa israeliana riporta le voci di alcuni dei supporter della squadra di Tel Aviv coinvolti nelle violenze dopo il match con l’Ajax. “Oggi abbiamo vissuto quello che a scuola ci avevano detto non sarebbe accaduto mai più”
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GERUSALEMME – I primi, drammatici messaggi sono cominciati a circolare sui gruppi WhatsApp, e sui social media, poche ore dopo la fine della partita. “Mi serve aiuto immediatamente. Il mio compagno ha bisogno di un medico”, ha scritto alle undici di sera di giovedì Neta in un gruppo per israeliani ad Amsterdam. Terminata la partita contro l’Ajax, i tifosi israeliani del Maccabi in centro, chi sulla via dell’albergo, chi per godersi la serata in una città europea nota per la sua vita notturna, si sono ritrovati sotto tiro.

“Siamo scesi dal treno dopo la partita e abbiamo trovato ad aspettarci migliaia di musulmani che hanno iniziato a picchiare gli israeliani e a compiere linciaggi”, ha raccontato a Ynet Liv Zengi, che era andata all’incontro con il compagno Raviv. “Sono scesi …

GERUSALEMME – I primi, drammatici messaggi sono cominciati a circolare sui gruppi WhatsApp, e sui social media, poche ore dopo la fine della partita. “Mi serve aiuto immediatamente. Il mio compagno ha bisogno di un medico”, ha scritto alle undici di sera di giovedì Neta in un gruppo per israeliani ad Amsterdam. Terminata la partita contro l’Ajax, i tifosi israeliani del Maccabi in centro, chi sulla via dell’albergo, chi per godersi la serata in una città europea nota per la sua vita notturna, si sono ritrovati sotto tiro.

“Siamo scesi dal treno dopo la partita e abbiamo trovato ad aspettarci migliaia di musulmani che hanno iniziato a picchiare gli israeliani e a compiere linciaggi”, ha raccontato a Ynet Liv Zengi, che era andata all’incontro con il compagno Raviv. “Sono scesi dai taxi, sono venuti fuori dai vicoli, e sono arrivati in motocicletta. Hanno lanciato granate e cercavano di bloccarci. Abbiamo corso il più velocemente possibile per nasconderci, ma erano ovunque". La coppia è entrata per cercare rifugio nel primo hotel che ha trovato. “Non potevamo uscire e andare nel nostro appartamento, quando centinaia di musulmani ci aspettavano fuori. Ho visto la morte in faccia”.

Secondo quanto riportato dalle autorità israeliane c’erano state delle avvisaglie. Il ministro della Diaspora Amichai Chikli ha spiegato che il Centro per la Lotta contro l’Antisemitismo del ministero aveva ricevuto varie allerte, tra cui una di possibili violenze organizzate contro un giovane che è volato in città, un soldato della polizia di frontiera, che è stato avvertito del rischio. Secondo quanto riportato dalla stampa israeliana erano parecchi i tifosi ad Amsterdam che negli scorsi mesi hanno servito a Gaza o in Libano (in Israele la leva è universale e con alcune eccezioni, agli uomini si richiede di prestare servizio come riservisti se necessario fino ai 41 anni).

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Secondo uno dei militari sentiti daYnet, che non ha voluto rivelare il nome, quella di ieri è stata una imboscata: “Siamo sotto shock. Ho visto con i miei occhi bambini rimasti coinvolti nelle esplosioni. Erano ovunque. Niente polizia, caos. Tutto era prestabilito. La polizia qui ci ha abbandonato. Una persona su quattro che cammina per strada è un musulmano venuto ad attaccare gli ebrei”.

In Israele, lo shock è fortissimo. Il Paese è appassionatissimo di calcio e le tifoserie sono solite seguire le loro squadre. “Era chiaro che si trattasse di un attacco pianificato", ha raccontato Danny a Maariv. "Erano ben organizzati, ci aspettavano ad ogni angolo, mascherati. Quando abbiamo provato ad entrare in un hotel a caso, il proprietario si è rifiutato di darci rifugio. È stato solo grazie a un gruppo di giovani olandesi che sono intervenuti e hanno chiamato la polizia che siamo riusciti a scappare".

In molti nel Paese hanno descritto l’attacco come un vero e proprio pogrom, anche il presidente israeliano Isaac Herzog. “Abbiamo visto con orrore alle immagini e ai video scioccanti che dopo il 7 ottobre speravamo di non vedere mai più: un pogrom antisemita contro i tifosi del Maccabi Tel Aviv e i cittadini israeliani nel cuore di Amsterdam,” le parole di Herzog.

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Il tutto, secondo i tifosi, sotto gli occhi della polizia, che non ha fermato le violenze. "È incredibile che siamo dovuti scappare da migliaia di musulmani per le strade di Amsterdam e nasconderci in un KFC quando la polizia era lì e non poca e non sapeva come gestire la situazione”, Yarin Chai Yitzchak ha scritto su X. “Non hanno portato un medico per quelli che sanguinavano dicendo ‘non c'è modo di aiutarvi’”.

“Oggi capisco quanto ci troviamo in pericolo ovunque", ha detto uno dei tifosi del Maccabi Tel Aviv al canale israeliano i24news. “Oggi abbiamo sperimentato quello che a scuola ci avevano detto non sarebbe accaduto mai più”.

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