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Violenze ad Amsterdam, Salomon: “Forse è ora che nel nostro Paese la sicurezza venga prima del diritto a manifestare”

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Il rettore dell’Amsterdam Business School: “Non è facile trovare un compromesso, ma in questa fase la nostra sindaca dovrebbe essere più coraggiosa”
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Non tutti l’avevano visto arrivare. Ma loro sì. Al Cidi, centro dell’Aia che monitora dal 1984 l’antisemitismo nei Paesi Bassi, avevano bene in mente dati come questo: «Gli episodi di odio anti-ebraico nel Paese sono aumentati dell’818% tra l’ottobre 2022 e la fine dell’ottobre 2023, dopo il massacro nel sud di Israele e l’inizio della guerra. Casi di ogni tipo, inclusi quelli di bullismo su bambini di 8 anni», ci dice il ricercatore Hans Wallage. Nessuna sorpresa, dunque, per la caccia ai tifosi del Maccabi Tel Aviv avvenuta giovedì notte.

Anche Marc Salomon, a capo della Amsterdam Business School all’università cittadina, sapeva che poteva succedere. Ebreo, in questi mesi ha visto moltiplicarsi episodi preoccupanti nel suo stesso storico ateneo. …

Non tutti l’avevano visto arrivare. Ma loro sì. Al Cidi, centro dell’Aia che monitora dal 1984 l’antisemitismo nei Paesi Bassi, avevano bene in mente dati come questo: «Gli episodi di odio anti-ebraico nel Paese sono aumentati dell’818% tra l’ottobre 2022 e la fine dell’ottobre 2023, dopo il massacro nel sud di Israele e l’inizio della guerra. Casi di ogni tipo, inclusi quelli di bullismo su bambini di 8 anni», ci dice il ricercatore Hans Wallage. Nessuna sorpresa, dunque, per la caccia ai tifosi del Maccabi Tel Aviv avvenuta giovedì notte.

Anche Marc Salomon, a capo della Amsterdam Business School all’università cittadina, sapeva che poteva succedere. Ebreo, in questi mesi ha visto moltiplicarsi episodi preoccupanti nel suo stesso storico ateneo. «L’antisemitismo è decisamente cresciuto. Devo dire che prima del 7 ottobre non l’avevo mai visto manifestarsi così apertamente. Lo so che è per lo più di natura anti-israeliana e anti-guerra, ma ci sono molti casi in cui si va ben oltre», ci spiega, e coglie nel suo ragionamento un punto essenziale nel dibattito che ha lacerato la società olandese, storicamente tra le più liberali d’Occidente, dopo l’11 settembre, l’uccisione del regista Theo van Gogh da parte di un fondamentalista islamico nel 2004 e le provocazioni dell’estremista di destra Geert Wilders, oggi esponente chiave della maggioranza. Il dibattito cioè su sicurezza e libertà di espressione: «Ad Amsterdam abbiamo cercato di spiegare alla nostra sindaca Femke Halsema che la sicurezza e la protezione del popolo ebraico e israeliano dovrebbe avere la priorità sulla libertà di manifestazione. Consentire la protesta anti-israeliana del 7 ottobre vicino alla commemorazione delle vittime del 7 ottobre è un esempio molto doloroso, e la stessa cosa è accaduta all’apertura del nuovo Museo dell’Olocausto. So che non è facile trovare il giusto compromesso, ma dovrebbe essere più coraggiosa in questa fase. Odio dirlo, ma se fossi stato un tifoso del Maccabi avrei evitato Amsterdam, data la situazione attuale in città. Se è vero che hanno gridato slogan contro i bambini di Gaza è comunque davvero una cosa deplorevole e molto stupida».

Di alcuni episodi di antisemitismo Salomon è stato testimone nella sua stessa università: «Una studentessa israeliana di Lettere mi ha raccontato che i suoi compagni di classe la chiamavano “assassina di bambini” e che nella sua facoltà giravano foto antiebraiche. Alla fine ha lasciato l’Olanda. Il nostro Consiglio ha gestito molto bene la situazione, secondo me. Permettono cioè le manifestazioni, ma solo se i partecipanti si comportano bene. In caso contrario, vengono messe in campo forti misure di polizia. Inoltre, ascoltano e discutono con entrambe le parti. E abbiamo anche un fantastico rabbino studentesco».

L’antisemitismo olandese, spiega Salomon, è di varia natura. C’è quello dell’estrema destra, ad esempio del partito Forum voor Democratie di Thierry Baudet (mentre Wilders è sin da giovane legato a Israele). Poi quello della sinistra e dell’estrema sinistra. E infine della comunità araba: «Conosco molti arabi nei Paesi Bassi che odiano davvero l’antisemitismo, vogliono starne molto, molto lontani e incolpano gli arabi che lo fanno. Sanno benissimo che l’odio non porterà la pace e che le soluzioni si possono trovare solo insieme. Ma sfortunatamente, come altrove, c’è una piccola parte della popolazione araba che odia gli ebrei e pensa che Israele non dovrebbe esistere». La politica sta facendo abbastanza contro l’antisemitismo? «Da un lato sì, la maggior parte dei partiti condanna esplicitamente. Il problema, però, è l’enforcement, la tutela effettiva degli ebrei. Devo ammettere che non è facile prevenire sempre, ma anche in questo caso le cose da noi continuano ad andare storte».

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