Esteri

Usa, ipotesi Marco Rubio segretario di Stato. Il voto ispanico spinge il senatore della Florida

Usa, ipotesi Marco Rubio segretario di Stato. Il voto ispanico spinge il senatore della Florida
(afp)

La grande spinta dei latinos alla vittoria di Donald Trump potrebbe portare a un “premio” per il 53enne di origini cubane

2 minuti di lettura

La grande spinta degli ispanici alla vittoria di Donald Trump potrebbe portare a un “premio di produzione” all'elettorato: nel nuovo governo il posto di segretario di Stato potrebbe andare a Marco Rubio, il senatore ispanico della Florida, molto popolare nella comunità dei latinos, candidato in estate tra i possibili vice di Trump.

(afp)

Chi è

Rubio, 53 anni, nato a Miami, figlio di cubani emigrati negli Usa due anni e mezzo prima dell’ascesa di Fidel Castro, è stato uno dei molti critici di Trump diventati poi suoi fedelissimi. Nel 2016, durante le primarie Repubblicane, Rubio era stato uno degli avversari più agguerriti del tycoon, era quello che lo prendeva in giro per le fattezze anatomiche, usando giochi di parole.

La carriera

Come esponente del Congresso, Rubio ha fatto parte della commissione intelligence e relazioni estere al Senato, ha guidato la linea dura su Cina, Cuba e Iran, ma è stato anche un forte sostenitore degli aiuti militari all’Ucraina, dove invece Trump appare più sceticco.

La guerra in Ucraina e la svolta negoziale

Di recente, però, anche su questa posizione Rubio ha fatto un’inversione, e dichiarato che con l’arrivo alla Casa Bianca del tycoon la guerra con la Russia potrà finire “passando da un negoziato”. Rubio non ha spiegato cosa intendesse per negoziato e a cosa dovesse rinunciare Kiev. Tra conflitto in Ucraina e crisi in Medio Oriente, il ruolo di segretario di Stato avrà una grande visibilità nei primi mesi del 2025 e la scelta di un ispanico potrebbe galvanizzare la comunità in tutti gli Stati Uniti.

Alle domande dei giornalisti sul suo futuro, il senatore non ha escluso un impegno nel nuovo governo. “Non ho avuto - ha detto - alcun tipo di colloquio con qualcuno dell’amministrazione Trump. Io conto di lavorare con loro, o al Senato, che considero un luogo molto importante, o in altre forme”. Secondo la Cnn, ci sono stati già colloqui con lo staff presidenziale. La scelta di Rubio alla guida della diplomazia americana sarebbe un premio per l’elettorato ispanico, decisivo in queste elezioni.

Il voto dei latinos

Nel 2020 il 36 per cento dei latinos aveva votato per Trump, quest’anno è stato il 54 per cento. Le donne che hanno scelto il gringo Donald sono passate in quattro anni dal 30 al 37 per cento. Per un candidato che ha spesso insultato i latinos, e promosso la deportazione di milioni di immigrati illegali, equiparati a criminali nel dna, è un successo sorprendente. Lo stesso Rubio è nipote di un uomo entrato illegalmente negli Stati Uniti nel 1962 e espulso. Il giudice ne aveva ordinato la deportazione, ma i funzionari dell’ufficio immigrazione avevano bloccato il provvedimento, e ottenuto di riconoscere a Pedro Victor Garcia, che era entrato in Usa legalmente nel ’56 per poi tornare a Cuba tre anni dopo, di restare anche se in condizione di libertà vigilata. Nel ’66 il suo status venne riconosciuto e il nonno di Rubio potè restare legalmente nel Paese. Ci fosse stato Trump, probabilmente Garcia sarebbe stato rispedito a Cuba.

I commenti dei lettori