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Trump chiama Zelensky e al suo fianco c’è Musk: “Stop ai guerrafondai”

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Il tycoon ha ribadito sostegno a Kiev, ma ha chiesto di negoziare. “L’ucraino non era allarmato”. Peskov afferma che Putin è pronto a parlare, ma per ora la guerra continua. Cresce il peso di Elon
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NEW YORK — C’era anche Elon Musk al telefono, durante la chiamata che mercoledì Donald Trump ha avuto con Volodymyr Zelensky, e secondo il sito Axios il presidente ucraino «non è uscito dal colloquio con un sentimento di disperazione». Perché il prossimo capo della Casa Bianca e il proprietario di Starlink, che consente a Kiev di difendersi collegandosi via satellite a internet, hanno promesso di continuare a sostenerlo.

Certo, sul tavolo resta il piano di pace pensato da Trump, che il leader russo Putin sembra intenzionato quanto meno ad ascoltare, secondo quanto ha ripetuto ieri il suo portavoce Peskov. Zelensky lo ha rigettato, dicendo che non può accettare una soluzione basata sulla fine dell’indipendenza e la sovranità del suo Paese, però i dettagli non sono ancora noti e il presidente eletto gli ha detto che «vuole dare una possibilità alla diplomazia».

Secondo Axios la telefonata è durata 25 minuti e Musk è stato coinvolto direttamente, confermando il ruolo di grande inf…

NEW YORK — C’era anche Elon Musk al telefono, durante la chiamata che mercoledì Donald Trump ha avuto con Volodymyr Zelensky, e secondo il sito Axios il presidente ucraino «non è uscito dal colloquio con un sentimento di disperazione». Perché il prossimo capo della Casa Bianca e il proprietario di Starlink, che consente a Kiev di difendersi collegandosi via satellite a internet, hanno promesso di continuare a sostenerlo.

Certo, sul tavolo resta il piano di pace pensato da Trump, che il leader russo Putin sembra intenzionato quanto meno ad ascoltare, secondo quanto ha ripetuto ieri il suo portavoce Peskov. Zelensky lo ha rigettato, dicendo che non può accettare una soluzione basata sulla fine dell’indipendenza e la sovranità del suo Paese, però i dettagli non sono ancora noti e il presidente eletto gli ha detto che «vuole dare una possibilità alla diplomazia».

Secondo Axios la telefonata è durata 25 minuti e Musk è stato coinvolto direttamente, confermando il ruolo di grande influenza che avrà sulla nuova amministrazione, non solo su questioni relative all’economia, i tagli della spesa, l’efficienza del governo e gli interessi delle sue compagnie. Tanto che ieri ha postato: «Le uccisioni insensate finiranno presto. Il tempo per gli speculatori guerrafondai è scaduto». Zelensky, che aveva incontrato Trump a settembre durante l’Assemblea Generale Onu, è stato rincuorato dal fatto che il contatto sia avvenuto così presto.

Il presidente eletto gli ha assicurato che «continuerà a sostenere l’Ucraina», senza scendere nei dettagli, però ha anche detto che vuole tentare la via diplomatica. Musk, che all’inizio dell’invasione aveva difeso Kiev, ma poi ha minacciato di staccare Starlink, ha promesso che la sua azienda continuerà a garantire l’accesso alla rete di cui gli ucraini hanno bisogno per difendersi. Sempre secondo Axios, «niente di ciò che Zelensky e i suoi collaboratori hanno sentito da Trump, e dal suo team in privato, è stato allarmante o ci ha fatto pensare che l’Ucraina ne pagherà il prezzo».

Le indiscrezioni circolate finora hanno anticipato le linee del piano. Donald chiederà a Volodymyr di sedersi al tavolo, perché altrimenti interromperà gli aiuti militari. Se Putin non accetterà di negoziare, riarmerà Kiev più di quanto non abbia fatto Biden. Una volta aperto il dialogo, la soluzione prevederà la fine dei combattimenti con il congelamento del fronte. I territori occupati resteranno alla Russia, ma senza riconoscimento formale, e verrà creata una zona demilitarizzata pattugliata da truppe straniere, non Onu, ma europee e pagate dagli europei. L’Ucraina rinuncerà all’ingresso nella Nato per 20 anni, ma in cambio riceverà armi che le permetteranno di difendersi meglio, anche come deterrenza da nuove aggressioni di Putin. Peskov ha detto ieri che il Cremlino è disposto a parlare, ma la guerra per ora procede: «I nostri obiettivi non sono cambiati». Zelensky ha bocciato ogni soluzione che costi a Kiev l’indipendenza.

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