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Amsterdam, arresti al corteo pro-Pal. Ora l’Europa teme l’effetto contagio, Israele ai tifosi: “Non andate in Francia”

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Dopo le aggressioni ai support del Maccabi, si alza l’allerta per la partita di giovedì quando la nazionale francese affronterà quella israeliana. Macron: “Io ci sarò”
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AMSTERDAM – Marrit viene presa tra le prime, oppone resistenza, la trascinano sull’asfalto quando ancora ci sono i bambini che giocano con i colombi. Grida: «Free Palestine, free Palestine» che è la colonna sonora di questa giornata. E poi: «La mia spilla, la mia spilla». Ha perso una clip a forma di anguria, il simbolo della sua lotta. La Polizia la carica in una camionetta e la porta lontano: la spilla resterà su un mattoncino di piazza Dam, il cuore di Amsterdam, a testimoniare quella che è stata un’altra giornata difficile per la capitale olandese.

Doveva essere una domenica di shopping come le altre, decine di migliaia di turisti, le prime luci di Natale. E invece ci sono stati scontri tra la polizia e circa duecento attivisti Pro-Pal che hanno manifestato nonostante infatti il divieto della sindaca di Amsterdam, Femke Halsema (il decreto di emergenza che lo prevedeva, e che impedisce anche di passeggiare con i vi…

AMSTERDAM – Marrit viene presa tra le prime, oppone resistenza, la trascinano sull’asfalto quando ancora ci sono i bambini che giocano con i colombi. Grida: «Free Palestine, free Palestine» che è la colonna sonora di questa giornata. E poi: «La mia spilla, la mia spilla». Ha perso una clip a forma di anguria, il simbolo della sua lotta. La Polizia la carica in una camionetta e la porta lontano: la spilla resterà su un mattoncino di piazza Dam, il cuore di Amsterdam, a testimoniare quella che è stata un’altra giornata difficile per la capitale olandese.

Doveva essere una domenica di shopping come le altre, decine di migliaia di turisti, le prime luci di Natale. E invece ci sono stati scontri tra la polizia e circa duecento attivisti Pro-Pal che hanno manifestato nonostante infatti il divieto della sindaca di Amsterdam, Femke Halsema (il decreto di emergenza che lo prevedeva, e che impedisce anche di passeggiare con i visi coperti, è stato prorogato fino a giovedì).

Gli scooter - che giovedì sera erano partiti dai quartieri a ovest della città per trovare e picchiare i tifosi del Maccabi Haifa, alcuni dei quali si erano macchiati di provocazioni e violenze nelle ore precedenti – vengono bloccati dalla Polizia nella zona di Geunzenveld, dalle parti del mercato 40-45 dove si sono dati appuntamento un centinaio di cittadini d origine marocchina: sui social rimbalzavano le notizie e le fotografie (una in particolare: una donna sanguinante per terra) delle manifestazioni che si erano tenute in tutta l’Olanda e, in alcuni casi, finite con gli scontri con la polizia.

In piazza Dam ci sono invece per lo più gli antagonisti di sinistra, ma diversi passanti si uniscono a loro. Un ragazzo con la kefiah al collo e un megafono in mano, dice di chiamarsi Robert, spiega perché sono qui in piazza a sfidare l’ordinanza e dunque la Polizia: «Non vogliamo essere raccontati come antisemiti: noi siamo contro il governo di Netanyahu e denunciamo il genocidio di Gaza. Abbiamo orrore del nazismo e orrore di quello che sta accadendo oggi». «Questa è Auschwitz», gridano in una piazza che si è fatta sempre più grande e sempre più tesa.

L’ambasciata israeliana aveva avvisato i propri connazionali di tenersi alla larga dal centro di Amsterdam, ieri, perché poteva essere pericoloso: nella notte tra sabato e domenica è stato registrato un altro episodio, un ragazzo costretto a mostrare il documento a due aggressori per dimostrare di non essere israeliano. Di contro, alla polizia si sono presentati due cittadini che abitano in periferia, per denunciare di aver trovato le loro bandiere palestinesi, esposte sul balcone, bruciate. Il clima è questo: «Molto difficile», come dice il capo della polizia di Amsterdam, Peter Holla, nel fare un punto su quanto è accaduto in queste complicate di Amsterdam.

In piazza Dam, ieri, alla fine i fermati sono stati un centinaio: per portarli via sono stati necessari due autobus. Mentre il conto degli scontri di giovedì è di 62 denunciati e di quattro arrestati, tra cui due minorenni: 40 sono stati accusati di disordini, 14 di vandalismo e 8 di aggressioni. Gli israeliani si sono lamentati del numero esiguo degli arresti. «Sono in corso le indagini e ci saranno, grazie alle immagini, nuovi fermi», dicono gli olandesi.

La paura è che quello che è accaduto ad Amsterdam possa ripetersi in futuro. L’intelligence israeliana ha lanciato un allarme specifico, con riferimento proprio agli eventi sportivi. Giovedì a Parigi è in programma allo Stade de France, in una zona dove vivono principalmente cittadini di origine araba, la partita tra le nazionali di calcio di Francia e Israele. Il governo israeliano ha raccomandato ai suoi cittadini di non andare allo stadio. Il presidente francese Emmanuel Macron ha fatto sapere, invece, che lui ci sarà.

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