Aggressioni ad Amsterdam, Muzicant: “Rafforzano i politici di destra che vogliono cacciare i musulmani”
dalla nostra inviata Tonia MastrobuoniAriel Muzicant. Presidente delle Comunità Ebraiche in Europa
(afp)AMSTERDAM — «Non è stato un pogrom ma un tentativo di pogrom». Ma la violenza intollerabile degli ultrà del Maccabi alla vigilia della partita con l’Ajax non giustifica la reazione da parte di frange violente filo-palestinesi. Sui fatti di Amsterdam il presidente della Comunità ebraica europea, Ariel Muzicant, fa appello alle comunità musulmane del continente: non fatevi strumento dell’Iran, che soccombe in Medio Oriente e cerca sfogo in Europa. «Finirà che le destre estremiste di Salvini e Orbán vi cacceranno dal continente».
Muzicant, come valuta la notte infernale di Amsterdam?
«Sono abbastanza certo che sia stata una cosa organizzata. Che non aveva nulla a che fare con la partita tra Maccabi e Ajax. Dieci giorni fa avevo diffuso un allarme alle Comunità ebraiche europee: l’Iran pianifica azioni destabilizzanti in Europa. Non ho informazioni dirette dai servizi, ma osservo che gli istituti culturali e le ambasciate iraniane si stanno rafforzando. E che in Europa ci sono sempre p…
AMSTERDAM — «Non è stato un pogrom ma un tentativo di pogrom». Ma la violenza intollerabile degli ultrà del Maccabi alla vigilia della partita con l’Ajax non giustifica la reazione da parte di frange violente filo-palestinesi. Sui fatti di Amsterdam il presidente della Comunità ebraica europea, Ariel Muzicant, fa appello alle comunità musulmane del continente: non fatevi strumento dell’Iran, che soccombe in Medio Oriente e cerca sfogo in Europa. «Finirà che le destre estremiste di Salvini e Orbán vi cacceranno dal continente».
Muzicant, come valuta la notte infernale di Amsterdam?
«Sono abbastanza certo che sia stata una cosa organizzata. Che non aveva nulla a che fare con la partita tra Maccabi e Ajax. Dieci giorni fa avevo diffuso un allarme alle Comunità ebraiche europee: l’Iran pianifica azioni destabilizzanti in Europa. Non ho informazioni dirette dai servizi, ma osservo che gli istituti culturali e le ambasciate iraniane si stanno rafforzando. E che in Europa ci sono sempre più incidenti che potrebbero portare quell’impronta. Si sa per certo che gli attacchi ai consolati israeliani in Danimarca e Svezia sono stati sferrati da criminali comuni assoldati dall’Iran. Per Teheran, sotto attacco anche in Libano, l’Europa è un anello debole. Gli ayatollah lo dicono in modo chiaro. Visto che in Libano e a Gaza soccombono, devono cercare obiettivi altrove».
Gli ebrei devono aver paura?
«Non penso, ma bisogna essere lucidi sulla direzione che abbiamo imboccato. C’è un odio enorme verso la comunità ebraica, alimentato anche da Paesi terzi come la Turchia di Erdogan. E occorrerebbe fare appello ai leader dei Paesi sunniti perché si facciano un esame di coscienza e intervengano per continuare a garantire la convivenza civile in Europa. Che facciamo se gli ebrei ricominciano ad andare via? Bisognerebbe fare appello ai mullah, ai religiosi, anche agli estremisti che vivono in Europa: alimentano un’islamofobia che farà in modo che saranno cacciati. Io mi sento ormai, con la contemporanea ascesa dell’estrema destra, tra la peste e il colera. Con azioni come quella di Amsterdam si rafforzano gli Orbán, i Salvini, i Trump, i Fico, le ultradestre che prima o poi costringeranno i musulmani a fare le valigie».
Lei definirebbe quello di Amsterdam un pogrom?
«No, penso sia stato un tentativo di pogrom - che è molto diverso. Gli ingredienti ci sono, ma non ci sono stati morti né gli eccessi di un pogrom».
Inoltre non è stata un’azione di uno Stato totalitario, come la Germania nazista.
«Ecco, di questo non sono convinto. Non sappiamo se l’Iran abbia o no avuto un ruolo in questa storia».
Di certo il conflitto in Medio Oriente ora è arrivato in Europa.
«Succede da un pezzo. E non solo in Europa. La più grande fonte di guadagno di Hezbollah è il traffico di droga in Sudamerica. E gli attacchi in Argentina, come quello alla comunità ebraica di Buenos Aires, sono riconducibili a Hezbollah e Iran. Teheran cerca “soft target” come le comunità ebraiche in Europa e Sudamerica».
Però la tifoseria del Maccabi è violenta: ad Amsterdam ha urlato “morte agli arabi” ed elogiato la strage dei bambini a Gaza.
«Sono hooligans, frange estremiste delle curve che esistono anche in Austria. Sono teppisti che commettono atti violenti. Hanno strappato e bruciato bandiere palestinesi e gridato cose orribili. Ma ciò non giustifica il tentativo di un pogrom».