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Biden accoglie Trump alla Casa Bianca, ma Melania dice no al tè con Jill

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La moglie del tycoon ha rifiutato l’invito: sarebbe furiosa per la perquisizione a Mar-a-Lago
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NEW YORK — Dopo quattro anni di accuse reciproche, il calumet della pace sarà il caffè che il presidente uscente Joe Biden offrirà oggi alle 11 nello Studio ovale al suo predecessore/successore Donald Trump. Il tycoon rientra dunque alla Casa Bianca per la prima volta da quando – dopo aver scioccato il Paese incitando all’assalto del Congresso il 6 gennaio 2021 per bloccare la ratifica della vittoria del suo avversario – se ne andò sbattendo la porta prima dell’insediamento, accusando il rivale di avergli «rubato le elezioni». L’incontro dà ufficialmente il via ai colloqui per il passaggio di poteri tra le due amministrazioni, con il democratico ad assicurare: «Sarà una transizione ordinata e pacifica»

Nel corso del colloquio, accuratamente preparato dai capi di gabinetto dei due leader, Susie Wiles e Jeff Zients, Biden – che dall’ambiente all’università sta facendo di tutto per blindare le sue politiche – proverà a convincere Trump della necessità di confermare il dossier ucrain…

NEW YORK — Dopo quattro anni di accuse reciproche, il calumet della pace sarà il caffè che il presidente uscente Joe Biden offrirà oggi alle 11 nello Studio ovale al suo predecessore/successore Donald Trump. Il tycoon rientra dunque alla Casa Bianca per la prima volta da quando – dopo aver scioccato il Paese incitando all’assalto del Congresso il 6 gennaio 2021 per bloccare la ratifica della vittoria del suo avversario – se ne andò sbattendo la porta prima dell’insediamento, accusando il rivale di avergli «rubato le elezioni». L’incontro dà ufficialmente il via ai colloqui per il passaggio di poteri tra le due amministrazioni, con il democratico ad assicurare: «Sarà una transizione ordinata e pacifica»

Nel corso del colloquio, accuratamente preparato dai capi di gabinetto dei due leader, Susie Wiles e Jeff Zients, Biden – che dall’ambiente all’università sta facendo di tutto per blindare le sue politiche – proverà a convincere Trump della necessità di confermare il dossier ucraino. Lo dice il consigliere per la Sicurezza nazionale Jake Sullivan: «Gli spiegherà che abbandonare Kiev significa più instabilità in Europa». Motivo d’altronde che ha spinto il segretario di Stato Antony Blinken a intraprendere il viaggio d’emergenza in Europa di queste ore nel tentativo di accelerare la consegna di aiuti a Zelensky, perché del pacchetto americano votato in primavera restano ancora da stanziare ben 9,2 miliardi di dollari.

Quasi certamente Trump arriverà da solo a Pennsylvania Avenue: sua moglie Melania ha infatti declinato l’invito a prendere un tè con Jill Biden, citando un impegno precedente legato all’autobiografia appena pubblicata (ma per Cnn la decisione non è definitiva). Secondo il tabloid conservatore New York Post, che cita fonti a lei vicine, il motivo è però un altro: è ancora furiosa per la perquisizione di Mar-a-Lago in cerca di file riservati dell’agosto 2022 quando «gli agenti frugarono perfino fra la sua biancheria». Per altri è invece una scelta coerente con il profilo basso da lei sempre mantenuto, sebbene nel 2016 obbedì alla tradizione centenaria e prese il tè con Michelle Obama.

D’altronde, pure Lady Trump prepara la sua transizione: a guidarla nel rientro all’East Wing, l’ala della Casa Bianca, “regno” delle mogli dei presidenti, è John Rogers, vicepresidente e segretario del cda di Goldman Sachs, già a capo della White House Historical Association, l’organizzazione senza scopo di lucro che si occupa di preservare la storica dimora. Presenza fissa nei circoli repubblicani, l’aiuterà (privatamente, senza lasciare il suo incarico) a scegliere il personale, stabilire il cerimoniale e preparare l’agenda.

Intanto, dopo l’annullamento delle scadenze giudiziarie a venire a carico di Trump per i fatti del 6 gennaio chiesto dal procuratore speciale Jack Smith (in attesa di «valutare la circostanza senza precedenti e determinare la linea di condotta appropriata da seguire in linea con le politiche del dipartimento di Giustizia», secondo cui un presidente eletto non è più perseguibile), c’è un’altra buona notizia per The Donald. Anche la sentenza sul caso dei pagamenti alla ex pornostar Stormy Daniels, per il quale è stato condannato a maggio, è rinviata. Il giudice Juan Merchan deciderà entro il 19 novembre se rientra nell’ambito dell’immunità presidenziale.

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