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Spagna, nuova allerta Dana: a rischio le aree di Malaga e Tarragona

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Le due zone messe al livello estremo di allerta ma sono nove le comunità coinvolte dalla nuova ondata di maltempo, inclusa la regione di Valencia. Intanto continua la polemica sulla gestione dell’emergenza del 29 ottobre. L’estrema destra di Vox accusa Sánchez: “A uccidere è l’inazione del governo non il cambiamento climatico”
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L’acqua continua a fare paura in Spagna. A due settimane dalla Dana mortale che ha ucciso nella regione di Valencia almeno 215 persone (i dispersi sono 17), un nuovo episodio climatico estremo minaccia in particolare le zone di Malaga, dove la pioggia ha inondato zone dell’Hospital Clínico e i trasporti pubblici e l’alta velocità che collega la città a Madrid sono stati interrotti, e Tarragona. Ma sono nove le comunità in allerta, tra Andalusia, Baleari e Catalogna, dove stavolta la macchina dell’emergenza si è mossa in tempo con misure che vanno dall’evacuazione delle aree a rischio alla chiusura di scuole e luoghi di lavoro.

L'Agenzia meteorologica spagnola (Aemet) ha messo in allerta rossa o…

L’acqua continua a fare paura in Spagna. A due settimane dalla Dana mortale che ha ucciso nella regione di Valencia almeno 215 persone (i dispersi sono 17), un nuovo episodio climatico estremo minaccia in particolare le zone di Malaga, dove la pioggia ha inondato zone dell’Hospital Clínico e i trasporti pubblici e l’alta velocità che collega la città a Madrid sono stati interrotti, e Tarragona. Ma sono nove le comunità in allerta, tra Andalusia, Baleari e Catalogna, dove stavolta la macchina dell’emergenza si è mossa in tempo con misure che vanno dall’evacuazione delle aree a rischio alla chiusura di scuole e luoghi di lavoro.

L'Agenzia meteorologica spagnola (Aemet) ha messo in allerta rossa oggi le due province sul versante mediterraneo, per precipitazioni localmente forti e persistenti che possono essere accompagnate da tempeste e piogge torrenziali. Nel sud di Tarragona in particolare si prevedono quantità di pioggia pari a 180 litri per metro quadro in 12 ore: tremila sono gli evacuati per il rischio di esondazione del fiume Guadalhorce e le scuole rimarranno chiuse nella provincia di Malaga, dove diversi comuni hanno chiesto ai funzionari pubblici di lavorare da casa.

Sul tema, dopo le polemiche per la Dana di Valencia, nella quale sono rimasti coinvolti decine di lavoratori che non erano stati invitati a rimanere a casa nonostante l’allerta rossa, stavolta è intervenuta la vicepremier e ministra del Lavoro Yolanda Díaz. "Siamo in allerta rossa e pertanto non si devono correre rischi, non bisogna andare a lavorare", ha spiegato.

Dopo la grande manifestazione che lo scorso sabato si è tenuta a Valencia per chiedere le dimissioni del governatore regionale Carlos Mazón, la drammatica gestione dell’emergenza del 29 ottobre continua a essere al centro del dibattito politico. Da un lato con il governo di Madrid, che prende le distanze dall’operatore regionale, dall’altro con la destra, e in particolare l’estrema destra di Vox, che accusa il premier Pedro Sánchez di non essere intervenuto in tempo.

"Alle 20:36. quando si è chiesto lo spiegamento dell'Unità militare delle emergenze (Ume) la situazione era obiettivamente drammatica", ha detto il ministro di Politica territoriale, Ángel Víctor Torres, nell'audizione oggi davanti al Congresso spagnolo sulla Dana. Torres ha assicurato che il governo centrale "era pronto dal primo momento a inviare rinforzi", il che "ha permesso di salvare 36.907 vite" ad oggi. Il ministro ha fatto appello all'unità per far fronte a catastrofi e fenomeni meteorologici come la Dana, e a "non alimentare la violenza né discorsi contro i poteri pubblici".

Ma l’opposizione non sembra voler raccogliere l’invito e rilancia. "Il governo ha fallito già prima del 29 ottobre, sottostimando infrastrutture necessarie per proteggere la popolazione", ha replicato il deputato del Partito Popolare spagnolo César Sánchez Pérez attaccando in particolare la vicepremier e ministra per la Transizione Ecologica Teresa Ribera, attuale candidata a diventare commissaria europea per una transizione pulita, giusta e competitiva.

Sulla stessa linea l’ultradestra di Vox che attraverso la portavoce al Congresso dei deputati Pepa Millán replica a Torres accusando il premier Sánchez di essere “fuggito” a Baku, alla Cop29 "per dire che il cambiamento climatico uccide". Ma a uccidere, rilancia, “è il non aver dichiarato l'emergenza nazionale" per l'alluvione, "l'essere stati a braccia conserte vedendo la catastrofe senza muovere un dito per interesse politico", "il non aver costruito opere idrauliche per il fanatismo climatico", "questo uccide, non il cambiamento climatico".

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