✕

Gli Usa: niente stop sulle armi a Israele. Ma per le Ong la situazione umanitaria è peggiorata

Un camion di aiuti arriva in un deposito dell'Onu a Gaza (reuters)

Ascolta l'audio

L’Amministrazione Biden ha annunciato che la politica verso lo Stato ebraico non cambia anche se non sono stati soddisfatti tutti i criteri sugli aiuti elencati un mese fa
1 minuti di lettura

GERUSALEMME – Il bastone e la carota: la politica dell’Amministrazione Biden verso Israele non cambia, nonostante la sconfitta elettorale avrebbe potuto concedere all’Amministrazione democratica uscente mani più libere che non nei mesi scorsi nei confronti del Paese alleato. Così ieri sera la Casa Bianca ha annunciato che non ci sarà nessuna revisione nella politica americana di fornitura di armi a Israele. Nonostante lo Stato ebraico non abbia soddisfatto tutti i criteri sull’aumento degli aiuti umanitari a Gaza che gli Usa avevano elencato un mese fa.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il responsabile alla Difesa Lloyd Austin, in una lettera del 13 ottobre, avevano consegnato agli israeliani un elenco specifico di passi da compiere entro 30 giorni per affrontare il peggioramento della situazione a Gaza. In caso contrario, recitava la missiva, avrebbero potuto esserci conseguenze sugli aiuti militari statunitensi.

Ieri sera il portavoce del Dipartimento di Stato, …

GERUSALEMME – Il bastone e la carota: la politica dell’Amministrazione Biden verso Israele non cambia, nonostante la sconfitta elettorale avrebbe potuto concedere all’Amministrazione democratica uscente mani più libere che non nei mesi scorsi nei confronti del Paese alleato. Così ieri sera la Casa Bianca ha annunciato che non ci sarà nessuna revisione nella politica americana di fornitura di armi a Israele. Nonostante lo Stato ebraico non abbia soddisfatto tutti i criteri sull’aumento degli aiuti umanitari a Gaza che gli Usa avevano elencato un mese fa.

Il segretario di Stato americano Antony Blinken e il responsabile alla Difesa Lloyd Austin, in una lettera del 13 ottobre, avevano consegnato agli israeliani un elenco specifico di passi da compiere entro 30 giorni per affrontare il peggioramento della situazione a Gaza. In caso contrario, recitava la missiva, avrebbero potuto esserci conseguenze sugli aiuti militari statunitensi.

Ieri sera il portavoce del Dipartimento di Stato, Vedant Patel, in una conferenza stampa ha rifiutato di dire se i criteri fossero stati soddisfatti, ma ha detto che Israele ha preso provvedimenti per rispondere alle richieste di Washington e dunque non ci saranno sospensioni nella fornitura di armi: per il futuro, gli Stati Uniti “continueranno a valutare la situazione”.

"Sono stati fatti progressi. Ci piacerebbe che ci fossero ulteriori cambiamenti. Ma crediamo che se non fosse stato per l'intervento degli Stati Uniti, questi cambiamenti forse non sarebbero mai avvenuti", ha detto Patel.

Il tutto nonostante otto gruppi umanitari internazionali, fra cui Oxfam e Save The Children, in un rapporto pubblicato ieri abbiano accusato Israele di affamare la popolazione della Striscia e non aver rispettato le condizioni imposte dagli Usa: le organizzazioni elencano 19 misure richieste degli Stati Uniti e affermano che Israele non è riuscito a rispettarne 15 e solo parzialmente quattro."Israele non solo non è riuscito a soddisfare i criteri statunitensi, ma ha contemporaneamente adottato misure che hanno peggiorato drasticamente la situazione sul campo, in particolare nella parte settentrionale di Gaza" - afferma il rapporto - dove la situazione è in uno stato ancora più disastroso oggi rispetto a un mese fa".

La situazione nella Striscia sarà uno dei punti al centro del primo incontro post-elezioni fra il presidente americano Joe Biden e il presidente eletto Donald Trump oggi alla Casa Bianca. Su Gaza i due uomini hanno un raro punto in comune: per entrambi la guerra deve finire il prima possibile.

Leggi i commenti