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Stephen Miller, l’architetto del Muslim Ban e dei discorsi xenofobi sarà il vice capo di gabinetto

Stephen Miller (afp)

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Lo speechwriter del tycoon scelto come braccio destro di Susie Wiles
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NEW YORK – Stephen Miller, 39 anni, già consigliere sull’immigrazione di Donald Trump durante il primo mandato e pure speechwriter del tycon, sarà il braccio destro di Susie Wiles, la ex presidente della campagna repubblicana.

È considerato un nativista di estrema destra (è cioè convinto delle necessità di proteggere a qualunque costo gli americani dagli immigrati, sebbene sia un ebreo della California figlio di genitori dem). Nel 2017 fu l’architetto del Muslim Ban, il divieto d’ingresso ai cittadini di determinati paesi musulmani. La sua retorica apocalittica e xenofoba nutre da tempo l’ostilità dei trumpiani verso le minoranze.

A ispirarlo, sono d’altronde le teorie del “maggioritario etnico” di Christopher Caldwell: secondo cui le leggi contro le discriminazioni degli anni ‘60 hanno “ridotto” i bianchi a “occupare il gradino più basso della gerarchia di razze”. È a capo dell’America First Legal Foundation, l’organizzazione che ha trascinato in tribunale almeno 100 compagnie consid…

NEW YORK – Stephen Miller, 39 anni, già consigliere sull’immigrazione di Donald Trump durante il primo mandato e pure speechwriter del tycon, sarà il braccio destro di Susie Wiles, la ex presidente della campagna repubblicana.

È considerato un nativista di estrema destra (è cioè convinto delle necessità di proteggere a qualunque costo gli americani dagli immigrati, sebbene sia un ebreo della California figlio di genitori dem). Nel 2017 fu l’architetto del Muslim Ban, il divieto d’ingresso ai cittadini di determinati paesi musulmani. La sua retorica apocalittica e xenofoba nutre da tempo l’ostilità dei trumpiani verso le minoranze.

A ispirarlo, sono d’altronde le teorie del “maggioritario etnico” di Christopher Caldwell: secondo cui le leggi contro le discriminazioni degli anni ‘60 hanno “ridotto” i bianchi a “occupare il gradino più basso della gerarchia di razze”. È a capo dell’America First Legal Foundation, l’organizzazione che ha trascinato in tribunale almeno 100 compagnie considerate “Woke” – cioè con programmi dedicati alle minoranze – ottenendo pure la cancellazione da parte della Corte Suprema dell’Affirmative Action, che per decenni aveva garantito quote universitarie ai non bianchi.

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