Un surf pieno di luci. La soluzione della scienza per evitare gli attacchi degli squali
di Elena DusiUn semplice stratagemma può aiutare i surfisti a evitare gli squali. Munire di luci la propria tavola aiuta a tenere lontani i predatori. Sembra controintuitivo – si ha l’idea che un oggetto luminoso attiri un animale in cerca di preda – invece permette allo squalo di distinguere un surfista dagli animali di cui si ciba più di frequente, ad esempio le foche.
La tesi è stata dimostrata da Laura Ryan, naturalista della Macquarie University in Australia e appassionata di surf un po’ spaventata dalla presenza degli squali nel suo paese. Dopo sei anni di ricerche, con i suoi colleghi ha pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Current Biology, insieme a un video degli esperimenti. “La nostra ricerca è nata per proteggere le persone, ma anche gli squali”, ha aggiunto il suo collega Nathan Hart.
I ricercatori hanno scelto per il loro esperimento la baia di Mossel, in Sudafrica, un luogo molto ricco di squali bianchi e delle loro prede. Hanno trainato dietro a una barca dei manichini …
Un semplice stratagemma può aiutare i surfisti a evitare gli squali. Munire di luci la propria tavola aiuta a tenere lontani i predatori. Sembra controintuitivo – si ha l’idea che un oggetto luminoso attiri un animale in cerca di preda – invece permette allo squalo di distinguere un surfista dagli animali di cui si ciba più di frequente, ad esempio le foche.
La tesi è stata dimostrata da Laura Ryan, naturalista della Macquarie University in Australia e appassionata di surf un po’ spaventata dalla presenza degli squali nel suo paese. Dopo sei anni di ricerche, con i suoi colleghi ha pubblicato uno studio sulla rivista scientifica Current Biology, insieme a un video degli esperimenti. “La nostra ricerca è nata per proteggere le persone, ma anche gli squali”, ha aggiunto il suo collega Nathan Hart.
I ricercatori hanno scelto per il loro esperimento la baia di Mossel, in Sudafrica, un luogo molto ricco di squali bianchi e delle loro prede. Hanno trainato dietro a una barca dei manichini a forma di foca. Alcuni erano senza luci, altri avevano delle lampadine a Led disposte in strisce orizzontali, altre verticali o con forme diverse. Le luci posizionate in strisce orizzontali sotto alla finta foca sono state quelle che hanno meno attirato gli squali, distorcendo di più la forma del manichino.
“La paura degli squali bianchi esiste da tempo immemore, ma in parte si spiega con il fatto che non comprendiamo bene il loro comportamento”, ha spiegato Ryan. Secondo gli autori dello studio gli squali bianchi attaccherebbero i surfisti perché non hanno una buona vista e dal fondo del mare, con la luce solare sullo sfondo, vedrebbero solo la silhouette in superficie, scambiandola per una preda.
Le luci di dissuasione potranno essere montate su tavole da surf, canoe e mute indossate dagli sportivi per aiutare i predatori a cambiare obiettivo. “Funzionerebbe come una sorta di mantello dell’invisibilità” spiega Hart.
Attualmente le spiagge più frequentate dagli squali vengono protette con reti, droni, radiotrasmittenti applicate sotto alla pelle degli animali, pattuglie in barca o altri sistemi di avvistamento e allarme. Le luci a Led, sostengono gli autori dello studio, sarebbero meno costose e invadenti.
L’esperimento dovrà ora essere ripetuto con altre specie di squali. Non tutti infatti usano le stesse tecniche di predazione.In Australia dal 1791 si sono contati più di 1.200 attacchi di squali contro gli uomini, ha calcolato la Taronga Conservation Society. Di questi incidenti, 255 si sono conclusi con la morte. In 94 casi il responsabile era proprio lo squalo bianco.