La Cina ha inaugurato il suo megaporto in Perù, che ha anche un tunnel sotterraneo di due chilometri
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Un’altra bandierina rossa in America Latina. Segno della crescente presenza economica (e influenza politica) cinese in Sudamerica, a lungo considerato il “cortile di casa” degli Stati Uniti. Xi Jinping, in Perù per il vertice dell’Apec, ha inaugurato nel Paese andino il nuovo megaporto di Chancay, finanziato da Pechino e controllato al 60% dai cinesi: sarà uno dei più grandi hub commerciali di tutto il Sudamerica, tra i progetti più importanti della Via della Seta, e permetterà di ridurre i tempi di navigazione tra l’America del Sud e l’Asia.
“Da Chancay a Shanghai”, questo lo slogan usato dal leader di Pechino, che ha appena inaugurato virtualmente il terminal insieme alla presidente peruviana Dina Boluarte dal palazzo presidenziale di Lima. “Stiamo assistendo non solo al radicamento e alla fioritura dell'iniziativa Belt and Road in Perù, ma anche alla nascita di un nuovo corridoio terra-mare tra Asia e America Latina”, dice Xi.
Situato a circa 80 chilometri a nord di Lim…
PECHINO - Un’altra bandierina rossa in America Latina. Segno della crescente presenza economica (e influenza politica) cinese in Sudamerica, a lungo considerato il “cortile di casa” degli Stati Uniti. Xi Jinping, in Perù per il vertice dell’Apec, ha inaugurato nel Paese andino il nuovo megaporto di Chancay, finanziato da Pechino e controllato al 60% dai cinesi: sarà uno dei più grandi hub commerciali di tutto il Sudamerica, tra i progetti più importanti della Via della Seta, e permetterà di ridurre i tempi di navigazione tra l’America del Sud e l’Asia.
“Da Chancay a Shanghai”, questo lo slogan usato dal leader di Pechino, che ha appena inaugurato virtualmente il terminal insieme alla presidente peruviana Dina Boluarte dal palazzo presidenziale di Lima. “Stiamo assistendo non solo al radicamento e alla fioritura dell'iniziativa Belt and Road in Perù, ma anche alla nascita di un nuovo corridoio terra-mare tra Asia e America Latina”, dice Xi.
Situato a circa 80 chilometri a nord di Lima, in questa remota cittadina di pescatori, il porto gestirà un milione di container nel primo anno di attività segnalando l’enorme interesse cinese per il Sudamerica ricco di risorse. È stato costruito dalla Cosco Shipping Ports (una filiale del gigante cinese delle spedizioni Cosco) che ne avrà la gestione: è già costato 1,3 miliardi di dollari, Cosco ne possiede il 60% (il restante 40% è della società mineraria peruviana Volcan).
Inizialmente le banchine saranno 4, ma potrebbero arrivare a 15 in base alla domanda futura. La prima nave dovrebbe salpare da Chancay la prossima settimana, trasportando frutta peruviana in Cina. Soprattutto, visto che il porto si trova in acque profonde fino a quasi 18 metri, sarà in grado di ospitare le navi portacontainer più grandi del mondo, bestioni con una capacità di trasporto fino a 22mila container. Ha anche un tunnel sotterraneo di circa due chilometri Ridurrà di circa dieci giorni i viaggi via mare tra la Cina e il Perù, riducendo così i costi di trasporto. Altri Paesi sudamericani ne beneficeranno: Cile, Colombia, Ecuador e Brasile. Per inviare le merci in Asia non ci sarà più bisogno di passare dai porti messicani o statunitensi con navi più piccole.
In tempi di restrizioni commerciali con Usa e Europa (e, da ultimo, con i dazi minacciati da Donald Trump), per la Cina è cresciuta in questi anni dunque l’esigenza di una maggiore capacità portuale nel Pacifico. Il commercio dell'America Latina con la Cina è passato da circa 12,5 miliardi di dollari nel 2000 a circa 483 miliardi di dollari nel 2022. La Cina importa dall’America Latina rame (il Perù è il secondo produttore mondiale, il 67% del quale è destinato alla Cina), litio (utile anch’esso alla sua transizione ecologica), ma pure carne e soia. Ed esporta principalmente macchine elettriche e acciaio. Negli ultimi dieci anni Pechino è diventata il principale partner commerciale della maggior parte dei Paesi latinoamericani, soppiantando gli Stati Uniti: fonti di materie prime, e anche clienti per la sua produzione industriale da esportare.
L'importante investimento cinese a Chancay ha fatto scattare un campanello d'allarme a Washington. Il generale Laura Richardson, ex capo del Comando meridionale degli Stati Uniti, ha avvertito all'inizio di questo mese che la Cina potrebbe fare un “doppio uso” del porto, sostenendo che la marina cinese potrebbe utilizzarlo o che possa essere usato per attività di intelligence. Affermazioni bollate come infondate da Pechino.
Grazie alla nuova rotta commerciale “un'armata di esportatori cinesi potrebbe trarne vantaggio”, scrive The Wire China. “I produttori di pannelli solari hanno trovato un mercato in espansione nella Comunità andina, che comprende il Perù e i vicini Bolivia, Colombia ed Ecuador, dove le vendite sono aumentate del 900% negli ultimi cinque anni. Nello stesso periodo, le esportazioni cinesi verso il Brasile, che beneficerà di collegamenti via terra con il porto di Chancay, sono aumentate del 50%”.
A dimostrazione della crescente presenza cinese in America Latina, secondo la società di ricerca AidData, Pechino ha già speso 286,1 miliardi di dollari in progetti in tutto il Sudamerica: le linee metropolitane di Bogotà e Città del Messico, le dighe idroelettriche in Ecuador. Una filiale della China Communications Construction Group, di proprietà statale, ha accettato di prestare al Nicaragua 70,55 milioni di dollari per la costruzione di un impianto solare alle porte di Managua. Finora, 22 Paesi della regione hanno firmato documenti di cooperazione Belt&Road con la Cina. Il 3 ottobre anche la Colombia ha annunciato l'intenzione di aderire alla Via della Seta.
Come ricorda il Financial Times “Chancay si aggiunge a un portafoglio di investimenti cinesi che comprende la più grande miniera di rame del Perù, Las Bambas. Nell'aprile del 2023, China Southern Power Grid ha acquisito le attività elettriche peruviane di Enel, che forniscono energia alla parte settentrionale di Lima. Il resto della fornitura elettrica di Lima è stato venduto nel 2020 alla China Three Gorges Corporation, che possiede anche una diga idroelettrica peruviana. A marzo il Perù ha assegnato una concessione per la costruzione e la gestione di un porto nel sud a una filiale della società cinese Jinzhao, che gestisce una miniera di minerale di ferro vicino a Ica”.
In Perù, al vertice Apec, Xi avrà un bilaterale con il presidente sudcoreano Yoon Suk-yeol e, domani, anche con il presidente statunitense Joe Biden. Secondo gli analisti, Xi sta sfruttando il suo viaggio al forum dell’Apec e poi al G20 a Rio de Janeiro per presentarsi come un campione della globalizzazione di fronte all'approccio protezionistico al commercio del presidente eletto Usa Donald Trump. Assieme al leader cinese viaggia una delegazione di circa 400 persone, tra cui i ministri delle Finanze e del Commercio e gli imprenditori di oltre 50 aziende.