Una risata contro il complottismo: la rivista satirica The Onion compra Infowar
dalla nostra inviata Anna LombardiNEW YORK Una risata seppellirà i complottisti? Di certo se lo augura The Onion, letteralmente “La Cipolla”, celebre pubblicazione satirica americana – nata come fanzine universitaria a fine anni Ottanta – che da ormai trent’anni pubblica articoli surreali su eventi, veri o fittizi, mondiali. Con una mossa che ha sorpreso il mondo dell’informazione online si è infatti impossessata di Infowar, il sito-spazzatura del complottista Alex Jones, un vero crogiolo di notizie false amatissimo dall’estrema destra americana, andato in bancarotta dopo aver perso una causa milionaria: e sacrosanta, giacché era stata intentata dalle famiglie delle giovanissime vittime di Sandy Hook, la scuola elementare dove nel dicembre 2012 il ventenne Adam Lanza fece strage di bambini, uccidendone venti insieme a sei insegnanti (per poi suicidarsi subito dopo aver ucciso pure sua madre).
Per anni Jones aveva sostenuto che quella strage non era mai avvenuta e i piccini morti, così come i loro familiari, erano sol…
NEW YORK Una risata seppellirà i complottisti? Di certo se lo augura The Onion, letteralmente “La Cipolla”, celebre pubblicazione satirica americana – nata come fanzine universitaria a fine anni Ottanta – che da ormai trent’anni pubblica articoli surreali su eventi, veri o fittizi, mondiali. Con una mossa che ha sorpreso il mondo dell’informazione online si è infatti impossessata di Infowar, il sito-spazzatura del complottista Alex Jones, un vero crogiolo di notizie false amatissimo dall’estrema destra americana, andato in bancarotta dopo aver perso una causa milionaria: e sacrosanta, giacché era stata intentata dalle famiglie delle giovanissime vittime di Sandy Hook, la scuola elementare dove nel dicembre 2012 il ventenne Adam Lanza fece strage di bambini, uccidendone venti insieme a sei insegnanti (per poi suicidarsi subito dopo aver ucciso pure sua madre).
Per anni Jones aveva sostenuto che quella strage non era mai avvenuta e i piccini morti, così come i loro familiari, erano solo attori. Una fandonia che ha provocato molto dolore: l’Alt Right scatenata nel molestare online padri e madri già provati dalla scomparsa dei loro bambini. Al punto da far appunto causa a Infowar: vincendo un risarcimento miliardario da 1,4 miliardi di dollari. Jones ha tentato in ogni modo di salvare il suo impero, dichiarando appunto la bancarotta. Ma ha perso in ogni grado di giudizio e ora i fondi generati dalla vendita andranno in gran parte proprio alle famiglie di Sandy Hook.
Anche grazie a loro The Onion è riuscito a vincere l’asta, impossessandosi non solo di Infowar ma dell’intera società di Jones, Free Speech Systems: dunque anche studi di registrazione, strumentazioni, computer etc.: le famiglie, infatti, hanno sostenuto in tribunale l’iniziativa. Soprattutto per impedire che ad acquistare il marchio fossero altri esponenti di estrema destra che ne avrebbero continuato la turpe attività.
Per la creatura di Jones, considerata pure megafono dei russi (fu il primo a pubblicare integralmente, il giorno dell’invasione ucraina, il discorso di Putin dove negava l’esistenza stessa di quel Paese) sarà una vera nemesi: il sito rinascerà in chiave satirica. Prendendosi gioco proprio di quei complottisti che fino ad ora lo avevano invece animato, definite «strane personalità che riempiono Internet», da Ben Collins, Ceo di Global Tetrahedron che controlla la pubblicazione satirica: «Pensiamo che sia il nostro miglior scherzo. La nostra risposta a un mondo senza regole, dove non ci sono più guardiani e tutto è follia». Anche le famiglie si sono dette soddisfatte attraverso Chris Mattei, a capo del team legale che li ha sostenuti per oltre dieci anni: «I nostri clienti sanno che la vera giustizia vuol dire porre definitivamente la parola fine ad Infowars e alla capacità di Jones di diffondere bugie, sofferenza e paura. Con la vendita dei beni di Jones, è stato fatto un servizio al pubblico e diminuito significativamente la possibilità di Jones di fare altro male».
La rivista ospiterà pure contenuti prodotti da Everytown for Gun Safety, la non profit nata da una coalizione di sindaci proprio all’indomani del massacro di bambini, impegnata a battersi contro la violenza delle armi da fuoco.