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Dai reati sessuali ai rapporti con Putin, tutti i ministri di Trump a rischio bocciatura

Matt Gaetz

 

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Cresce la fronda tra i senatori chiamati a confermare le nomine. Il tycoon potrebbe incassare lo stop per attaccare il “deep state”
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NEW YORK — Si complica la battaglia per la conferma al Senato degli impresentabili nella seconda amministrazione Trump. Almeno quattro nomine, Matt Gaetz alla Giustizia, Pete Hegseth al Pentagono, Robert Kennedy alla Sanità e Tulsi Gabbard direttrice nazionale dell’intelligence, sono a rischio, tra dubbi sulla loro competenza, accuse di violenze sessuali e collusione con la Russia.

Donald può aggirare l’ostacolo, usando una norma arcana che gli permette di dare incarichi temporanei quando il Congresso non è in sessione, ma deve decidere se iniziare il mandato scontrandosi con alcuni parlamentari del suo stesso partito. L’alternativa è andare incontro alla bocciatura dei candidati indigeribili, per poi usarla allo scopo di lamentarsi del “deep state” che lo ostacola, in modo da accelerare il resto della sua rivoluzione.

Il deputato della Florida Gaetz è il più a rischio, perché è stato accusato di aver pagato una minorenne per fare sesso. L’amico che aveva procurato la ragazza, Jo…

NEW YORK — Si complica la battaglia per la conferma al Senato degli impresentabili nella seconda amministrazione Trump. Almeno quattro nomine, Matt Gaetz alla Giustizia, Pete Hegseth al Pentagono, Robert Kennedy alla Sanità e Tulsi Gabbard direttrice nazionale dell’intelligence, sono a rischio, tra dubbi sulla loro competenza, accuse di violenze sessuali e collusione con la Russia.

Donald può aggirare l’ostacolo, usando una norma arcana che gli permette di dare incarichi temporanei quando il Congresso non è in sessione, ma deve decidere se iniziare il mandato scontrandosi con alcuni parlamentari del suo stesso partito. L’alternativa è andare incontro alla bocciatura dei candidati indigeribili, per poi usarla allo scopo di lamentarsi del “deep state” che lo ostacola, in modo da accelerare il resto della sua rivoluzione.

Il deputato della Florida Gaetz è il più a rischio, perché è stato accusato di aver pagato una minorenne per fare sesso. L’amico che aveva procurato la ragazza, Joel Greenberg, è stato condannato, ma l’inchiesta condotta dal dipartimento alla Giustizia su Gaetz si è conclusa senza un’incriminazione. Anche la Camera ha aperto un’indagine, attraverso il suo Comitato Etico, che non è ancora conclusa. Questa è la ragione per cui Gaetz si era scagliato contro lo speaker McCarthy, che non accettava di chiudere il provvedimento, ottenendo alla fine la sua cacciata. Così però si era inimicato mezzo Congresso, che ora non lo può più vedere.

Il Comitato Etico ha interrogato la ragazza, che ha confermato i rapporti sessuali avvenuti quando aveva solo 17 anni. È un reato, però Gaetz risponde che non conosceva la sua età e che comunque erano consensuali. I nemici del deputato vogliono pubblicare il rapporto sull’inchiesta, per distruggerlo, anche se nel frattempo si è dimesso dal Congresso. Lo speaker della Camera Johnson si oppone per proteggerlo, ma i colleghi conoscono il contenuto del documento e alcune senatrici repubblicane come Collins e Murkowski, ma non solo, hanno già avanzato dubbi sulla conferma. Perché una persona così non può gestire la Giustizia, anche se Trump lo vuole a tutti i costi perché ha una storia simile alla propria, è un fedelissimo, e promette di piegare il dipartimento alla sua volontà, magari usandolo per perseguitare i rivali politici.

L’ex commentatore televisivo Hegseth non ha mai fatto nulla nella vita che lo abbia preparato a gestire un apparato con circa tre milioni di dipendenti e un bilancio da quasi un trilione di dollari, ma tanto il suo compito sarebbe il repulisti culturale dei generali “woke”, troppo liberal. A questo si è aggiunto lo scoop di Vanity Fair, secondo cui nel 2017 era stato indagato per un “presunto assalto sessuale” a una donna in un hotel di Monterey, California, durante il congresso della National Federation of Republican Women. Hegseth ha smentito, non è stato incriminato e il portavoce di Trump Steven Cheung lo ha difeso. Però l’episodio garantisce un’audizione di conferma imbarazzante, perché sembra confermare che la mancanza di rispetto per le donne sia un prerequisito nell’amministrazione Trump.

Gabbard non ha questo problema, ma quello altrettanto grave di essere considerata amica di Putin. Il sospetto di relazioni pericolose con Mosca sconsiglierebbe di affidarle i segreti più delicati dell’intelligence americana. L’ex vicepresidente Pence ha chiesto invece di bocciare Kennedy, in quanto troppo abortista.

Trump li vuole, perché sono fedeli e ubbidirebbero agli ordini della sua agenda, ma anche per sfidare l’establishment e dimostrare chi comanda. Perciò potrebbe aggirare l’ostacolo con i “recess appointments”, ideati quando i senatori giravano a cavallo per consentire al presidente di fare le sue nomine se questi non arrivavano in tempo per la conferma. I segretari resterebbero in carica solo fino al termine della prossima sessione, e poi servirebbe comunque il loro “sì”, però nel frattempo sarebbero liberi di combinare tutti i danni che credono. Molti presidenti hanno usato la norma in passato, ma non in modo così palesemente ostile al Senato. In alternativa Trump può incassare la bocciatura degli impresentabili, usandola poi come giustificazione per attaccare.

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