Ecco il perché della pioggia di missili russi prima dell’insediamento di Trump
di Gianluca Di FeoIn tutte le città ucraine sono state ore di terrore: almeno 120 missili, inclusi nove ipersonici, e 90 droni sono arrivati in più ondate, colpendo l'intero territorio del Paese fino alla frontiera con Polonia e Romania. Sono state segnalate esplosioni a Kiev, Odessa, Dnepropetrovsk, Krivoy Rog, Rivne, Poltava, Leopoli, nelle regioni di Khmelnytsky e di Volyn. Era da più di tre mesi che i russi non scagliavano un attacco così massiccio.
I raid dal cielo hanno cominciato a intensificarsi da inizio ottobre ma l'escalation è iniziata all'indomani della vittoria di Donald Trump: "In una settimana - ha sottolineato il presidente Zelensky - gli invasori hanno scagliato 140 missili di vari modelli, 600 droni e 900 bombe plananti". Si tratta di un crescendo di ordigni che potrebbe continuare fino a tutto gennaio. Per tre mesi la produzione di missili è stata messa da parte in vista del voto americano. L'esperto ucraino Oleksandr Musiyenko ritiene che Mosca abbia accumulato armi sufficienti per…
In tutte le città ucraine sono state ore di terrore: almeno 120 missili, inclusi nove ipersonici, e 90 droni sono arrivati in più ondate, colpendo l'intero territorio del Paese fino alla frontiera con Polonia e Romania. Sono state segnalate esplosioni a Kiev, Odessa, Dnepropetrovsk, Krivoy Rog, Rivne, Poltava, Leopoli, nelle regioni di Khmelnytsky e di Volyn. Era da più di tre mesi che i russi non scagliavano un attacco così massiccio.
I raid dal cielo hanno cominciato a intensificarsi da inizio ottobre ma l'escalation è iniziata all'indomani della vittoria di Donald Trump: "In una settimana - ha sottolineato il presidente Zelensky - gli invasori hanno scagliato 140 missili di vari modelli, 600 droni e 900 bombe plananti". Si tratta di un crescendo di ordigni che potrebbe continuare fino a tutto gennaio. Per tre mesi la produzione di missili è stata messa da parte in vista del voto americano. L'esperto ucraino Oleksandr Musiyenko ritiene che Mosca abbia accumulato armi sufficienti per scatenare molte altre incursioni come quella odierna: almeno cinque, forse otto. Secondo lui, la campagna di bombardamenti potrebbe proseguire fino all'insediamento di Trump alla Casa Bianca. La strategia è chiara: logorare la volontà di resistenza della popolazione.
Anche questa volta le centrali elettriche e gli impianti di distribuzione della corrente sono stati prioritari. L'attacco ha lasciato senza luce Odessa e Kryvyi Rih, rimasta per molte ore pure prive d'acqua e di riscaldamento. Blackout pure nella capitale, dove le temperature di notte scendono sotto zero. "Siamo stanchi - ha spiegato lo scrittore Andrey Kharkuv al New York Times -. Ci sono alcuni reparti al fronte che non hanno riposo da mesi, altri che nel Donbass stanno ripiegando due chilometri alla volta. Questa settimana ha nevicato. La stagione fredda è arrivata e con così tante centrali elettriche distrutte le prospettive per l'inverno sono pessime".
I russi hanno perfezionato le tecniche delle incursioni. La scorsa settimana più volte hanno fatto alzare in volo i Tupolev Tu95 e Tu160, oltre ai velocissimi Mig31, che trasportano i missili: i decolli hanno fatto scattare la massima allerta della difesa aerea, che ha attivato le batterie contraeree. Ma era un inganno. Contemporaneamente sciami di droni killer Shahed hanno fatto irruzione lungo più direzioni: i velivoli telecomandati iraniani sono stati migliorati dai russi e ora riescono a localizzare la posizione dei radar, che poi vengono presi di mira da altri ordigni. Queste battaglie nei cieli avvengono ormai ogni giorno, sempre dopo il tramonto: stanno demolendo le capacità della contraerea ucraina e obbligando i cittadini a passare la notte nei rifugi sotterranei. Non solo. Tra i bersagli ci sono pure le fabbriche d'armi costruite dagli ucraini o installate da aziende europee, che hanno moltiplicato la capacità di produzione bellica. Fonti russe sostengono che ne sia stata distrutta una importante a Bukovel, non lontano dal confine romeno: alcune ipotizzano si tratti dell'impianto del colosso tedesco Rheinmetall. Anche gli ipersonici Kinzhal sparati contro la capitale si sarebbero diretti contro le industrie che costruiscono droni a lungo raggio, mimetizzate nelle periferie.
Il quartiere generale di Kiev proclama di avere intercettato 93 missili su 110 ma sono dati poco credibili: nonostante la censura, circolano video con grandi incendi in almeno cinque città. Gli ucraini non hanno abbastanza missili-antimissile per i Patriot americani, gli Iris-T tedeschi e per i Samp-T franco-italiani. Questa mattina hanno fatto intervenire pure i caccia F16 già in servizio che però sarebbero riusciti ad abbattere solo dieci tra droni e cruise. Biden ha promesso una consegna urgente di munizioni per i Patriot in modo da rinforzare lo scudo difensivo: rischiano di essere le ultime.