NEW YORK - A mezzanotte del 5 novembre, prima che venisse annunciata la vittoria di Donald Trump, il telefonino di Milo Yiannopoulos ha suonato. Dall’altra parte c’era un membro della famiglia del tycoon. Aveva chiamato per ringraziarlo del suo sostegno e della crociata contro gli “utili idioti” che avevano voltato le spalle a Trump. Secondo la ricostruzione fatta dall’Hollywood Reporter, quella telefonata è stata il prologo al grande ritorno sulla scena di Yiannopoulos, pseudonimo di Milo Hanrahan, 40 anni, controverso giornalista e scrittore britannico di estrema destra, ex redattore capo di Breitbart News, il sito cospirazionista guidato da Steve Bannon.
Milo, come lo chiamano nel cerchio magico trumpiano, è destinato a tornare sulla scena politica, portando le sue crociate contro l’Islam, l’ateismo, l’omosessualità, il femminismo e il politicamente corretto. Otto anni fa il suo profilo su Twitter era stato oscurato per “incitamento e coinvolgimento in abusi” nei confronti dell’attrice Leslie Jones. Tre anni dopo è stato bannato da Facebook e accusato di promuovere messaggi pedofili, come quando disse che i rapporti sessuali tra ragazzi di 13 anni e adulti “potevano essere perfettamente consensuali”.
Se è vero, come sostengono gli studiosi di Trump, che il tycoon ami circondarsi di persone che appaiano peggiori di lui, Yannopoulos ha davanti a sé una nuova luminosa carriera: dopo aver lavorato duramente per promuovere la campagna di Trump, l’autore britannico potrebbe recitare un ruolo anche nei prossimi quattro anni, con l’obiettivo di promuovere l’immagine positiva del tycoon come presidente anti-sistema.
Nato nel Kent, in Inghilterra, figlio di un uomo per metà di origine greca e per metà irlandese, Milo sostiene che i genitori volessero divorziare quando lui era nella pancia della mamma, e poi di averlo fatto quando lui aveva sei anni. Apertamente omosessuale ma poi pentito, sposato per quattro anni con un afroamericano di nome John adesso ufficialmente ripudiato, da giovane Yiannopoulos sognava di diventare critico teatrale. Critico lo è diventato davvero ma di tutto il sistema: ce l’ha con islamici, democratici, transgender, perbenisti, è un accanito sostenitore del nazionalismo cristiano, del suprematismo bianco e dell’antisemitismo, elementi condensati in un movimento conservatore che lui stesso ha aiutato a definirsi, l’Alt-Right.
Bannon si è innamorato di una figura simile e l’ha portato a Breitbart. Negli ultimi anni, però, questo guru dell’estrema destra era caduto in disgrazia, era finito pieno di debiti e aveva dovuto cancellare la borsa di studio che finanziava “ragazzi bianchi”. Messo fuori dall’orbita repubblicana per via di quelle accuse di pedofilia, lui ha cambiato vita , si è costruito una nuova immagine e ha cominciato a diffondere messaggi bigotti, partecipando come cerimoniere nel 2019 alla Straight Pride, una parata anti-gay.
Yiannopoulos ha sostenuto di essersi sottoposto a terapia per curare l’omosessualità, e di essere “guarito”, ma anche di aver chiuso con alcol e droga e di aver abbracciato la religione cattolica. “Ora sto bene - ha confessato - e vado a letto in pace”. Marjorie Taylor-Greene, rappresentante dell’ala complottista e di estrema destra del Partito repubblicano, ha celebrato la conversione dall’omosessualità di Milo e la sua idea di abbracciare Cristo usando due sole parole: “Grande storia”. Yiannopoulos è entrato nel giro di Kanye West, e il suo ingresso è coinciso con la svolta complottista e razzista del producer nero che ha poi visto andare a pezzi un accordo da 1,5 miliardi di dollari con Adidas e il matrimonio con la moglie, Kim Kardashian.
Il guru ha cominciato a frequentare il resort di Trump, a Mar-a-Lago, e partecipato al controverso pranzo tra il tycoon e il suprematista bianco Nick Fuentes. Nel frattempo è finito coinvolto in un caso di furto di fondi elettorali usati per scopi personali: almeno settemila dollari prelevati misteriosamente dalla carta di credito della campagna di Greene e finiti sul sito di Kanye West. Tutti titoli di merito per entrare nella galassia trumpiana, anche perché quest’anno Yiannopoulos ha fondato Tarantula, una società di gestione talenti, tra cui la rapper Azealia Banks e il cantautore Ariel Pink, esponente del pop psichedelico.
Milo ha spiegato che la sua tumultuosa vita precedente lo ha reso perfetto per aiutare chi viene visto come un pericolo solo perché propaga messaggi politicamente scorretti. E l’identikit sembra portare direttamente a una persona di cui parlano tutti e che tra due mesi tornerà alla Casa Bianca.