Ambasciatore Pier Francesco Zazo, lei è stato capo missione a Kiev fino a luglio di quest’anno e in precedenza ha avuto esperienze diplomatiche a Mosca. Perché il cancelliere Scholz ha chiamato Putin?
“Il primo motivo è legato alla Germania, dove la situazione economica non è buona anche perché hanno dovuto rinunciare al gas russo. La destra tedesca spinge per la riapertura di un dialogo con Mosca. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca, poi, impone ai Paesi europei di ritagliarsi un ruolo nuovo per non lasciare agli Usa il monopolio dell’iniziativa”.
La telefonata è stata una mossa individuale o un approccio a nome degli alleati europei?
“Mossa individuale. Non è escluso, però, che altri leader europei come Macron possano seguire l’esempio di Scholz”
Zelensky l’ha presa male. Cosa teme?
“Che Putin, uscendo dall’isolamento diplomatico occidentale, sia incentivato a proseguire l’offensiva militare e a insistere per la resa incondizionata, con l’Ucraina neutrale e smilitarizzata. Ria…
Ambasciatore Pier Francesco Zazo, lei è stato capo missione a Kiev fino a luglio di quest’anno e in precedenza ha avuto esperienze diplomatiche a Mosca. Perché il cancelliere Scholz ha chiamato Putin?
“Il primo motivo è legato alla Germania, dove la situazione economica non è buona anche perché hanno dovuto rinunciare al gas russo. La destra tedesca spinge per la riapertura di un dialogo con Mosca. Il ritorno di Trump alla Casa Bianca, poi, impone ai Paesi europei di ritagliarsi un ruolo nuovo per non lasciare agli Usa il monopolio dell’iniziativa”.
La telefonata è stata una mossa individuale o un approccio a nome degli alleati europei?
“Mossa individuale. Non è escluso, però, che altri leader europei come Macron possano seguire l’esempio di Scholz”
Zelensky l’ha presa male. Cosa teme?
“Che Putin, uscendo dall’isolamento diplomatico occidentale, sia incentivato a proseguire l’offensiva militare e a insistere per la resa incondizionata, con l’Ucraina neutrale e smilitarizzata. Riaprire il dialogo interrotto con l’invasione su larga scala significa farsi beffe del mandato di arresto della Corte penale internazionale e legittimare il presidente russo come interlocutore”.
Dopo tre anni di guerra ha ancora senso non parlare col Cremlino?
“Quando ero a Kiev Zelensky ci ha ricordato più volte i colloqui seguiti all’accordo Minsk 2 nel cosiddetto ‘formato Normandia’, dove lui ammetteva di sentirsi isolato e pressato da Francia e Germania affinché venisse incontro alle richieste di Putin. Ora teme il ritorno a quella politica dell’appeasement che con Putin non paga perché lui rispetta solo il linguaggio della forza”.
Trump obbligherà Zelensky a negoziare la pace?
“Io sarei molto cauto. Siamo sicuri che Trump riesca a convincere Putin con la sua proposta? Il presidente russo non si può accontentare del congelamento del fronte. Nel settembre 2023 ha formalmente annesso alla Federazione le quattro regioni occupate, Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson, che sono in parte ancora controllate dagli ucraini. Fino a quando non riesce a conquistarle del tutto, dubito che si fermerà”.
Putin crede di poter prendersi tutta l’Ucraina?
“Sì, intende ancora impadronirsi della maggior parte possibile dei territori russofoni. Ha riconvertito l’apparato industriale a un’economia di guerra, aumentando del 30 per cento le spese per la Difesa, sta quindi puntando al logoramento dell’avversario sul lungo periodo. Perché dovrebbe fermarsi adesso che, con Trump, esiste la possibilità di un progressivo disimpegno americano?”
Però Zelensky giusto ieri ha detto che la guerra finirà nel 2025 per via diplomatica. Cosa c’è dietro? “Zelensky sa che il vento è cambiato. Gli ucraini sono esausti, al fronte i soldati sono pochi rispetto ai russi e si è esaurito il bacino dei soldati volontari. Preferisce scommettere sull’imprevedibilità di Trump”.
Cioè?
“Spera che il tycoon, se Putin rifiuterà la proposta americana, si irrigidisca con Mosca più di quanto non abbia fatto Biden. Trump non può permettersi di passare alla storia come il presidente americano che ha sacrificato l’Ucraina”.
Irrigidimento americano che si tradurrebbe in cosa?
“Ad esempio nel fornire all’Ucraina un aiuto militare ancor più consistente di quello attuale che convinca Putin dell’impossibilità di vincere la guerra e della necessità di sedersi al tavolo delle trattative”.