NEW YORK - Dopo aver preso per mesi le distanze da “Project 2025”, il piano di transizione dalla democrazia a un governo autoritario, Donald Trump ha nominato uno dei suoi autori più controversi, Brendan Carr, alla guida della Federal Communications Commission, la commissione federale che ha un ruolo chiave nella politica delle telecomunicazioni. Avvocato di Washington, 45 anni, laurea a Georgetown, Carr ha lavorato per studi legali che si sono occupati di telecomunicazioni. Il presidente eletto lo ha definito “guerriero della libertà di espressione”, ma intanto come prima uscita pubblica Carr ha attaccato tutte le piattaforme social, tranne X, di proprietà del vicepresidente ombra e amico di Trump, Elon Musk, sostenendo la necessità di “smantellare il cartello della censura” imposto, secondo lui, dai giganti tecnologici Apple, Microsoft, Google e Facebook, e “riaffermare il diritto degli americani alla libertà di parola”. Ma non per tutti: Carr ha annunciato la fine della cultura del…
NEW YORK - Dopo aver preso per mesi le distanze da “Project 2025”, il piano di transizione dalla democrazia a un governo autoritario, Donald Trump ha nominato uno dei suoi autori più controversi, Brendan Carr, alla guida della Federal Communications Commission, la commissione federale che ha un ruolo chiave nella politica delle telecomunicazioni. Avvocato di Washington, 45 anni, laurea a Georgetown, Carr ha lavorato per studi legali che si sono occupati di telecomunicazioni. Il presidente eletto lo ha definito “guerriero della libertà di espressione”, ma intanto come prima uscita pubblica Carr ha attaccato tutte le piattaforme social, tranne X, di proprietà del vicepresidente ombra e amico di Trump, Elon Musk, sostenendo la necessità di “smantellare il cartello della censura” imposto, secondo lui, dai giganti tecnologici Apple, Microsoft, Google e Facebook, e “riaffermare il diritto degli americani alla libertà di parola”. Ma non per tutti: Carr ha annunciato la fine della cultura dell’inclusione. Lo ha fatto pubblicando un meme in cui appare il presidente argentino Javier Milei togliere una targhetta dal muro. “Quando la commissione si occuperà di promozione del Dei (l’acronimo per Diversità, Equità e Inclusione, ndr) - ha annunciato Carr - avrò solo una cosa da dire: fuori!”.