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Ragù e compresse di iodio: i paesi scandinavi mandano le istruzioni per sopravvivere a una guerra

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La Svezia ha cominciato oggi la distribuzione dei pamphlet alla popolazione in cui si spiega come prepararsi a un eventuale conflitto, anche nucleare. In questi giorni iniziativa analoga di Finlandia, Norvegia e Danimarca
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LONDRA – Barattoli di sugo alla bolognese, scatolette di fagioli, bottiglie d’acqua e compresse di iodio. Sono fra gli alimenti e i farmaci di cui fare scorta, per prepararsi all’eventualità di un attacco militare russo. Compresa la possibilità di una guerra nucleare. Fanno parte di una serie di istruzioni contenute in un libricino inviato oggi dal governo di Stoccolma all’intera popolazione della Svezia. Un manuale analogo su “come sopravvivere alla guerra”, o ad altre emergenze nazionali, è stato inviato in questi giorni, in forma cartacea o digitale, anche a tutti gli abitanti di Finlandia, Norvegia e Danimarca.

I Paesi scandinavi, due dei quali (Finlandia e Svezia) sono entrati recentemente a fare parte della Nato per sentirsi meglio protetti dopo l’invasione russa dell’Ucraina, sono apparentemente tra quelli che si sentono più minacciati dalla possibilità di una escalation del confronto fra Putin e l’Occidente. E sono dunque i primi a reagire, fornendo misure concrete alla popola…

LONDRA – Barattoli di sugo alla bolognese, scatolette di fagioli, bottiglie d’acqua e compresse di iodio. Sono fra gli alimenti e i farmaci di cui fare scorta, per prepararsi all’eventualità di un attacco militare russo. Compresa la possibilità di una guerra nucleare. Fanno parte di una serie di istruzioni contenute in un libricino inviato oggi dal governo di Stoccolma all’intera popolazione della Svezia. Un manuale analogo su “come sopravvivere alla guerra”, o ad altre emergenze nazionali, è stato inviato in questi giorni, in forma cartacea o digitale, anche a tutti gli abitanti di Finlandia, Norvegia e Danimarca.

I Paesi scandinavi, due dei quali (Finlandia e Svezia) sono entrati recentemente a fare parte della Nato per sentirsi meglio protetti dopo l’invasione russa dell’Ucraina, sono apparentemente tra quelli che si sentono più minacciati dalla possibilità di una escalation del confronto fra Putin e l’Occidente. E sono dunque i primi a reagire, fornendo misure concrete alla popolazione.

Le minacce di Putin

Il governo svedese aveva inviato un manuale simile ai propri abitanti già sei anni fa, con particolare riferimento alle crisi provocate dal cambiamento climatico. Ma allora la Svezia era un Paese neutrale, non un membro dell’Alleanza Atlantica com’è ora, e non si sentiva potenzialmente nel mirino della Russia. Adesso il libretto è stato aggiornato, tenendo conto del rischio crescente di un’aggressione da parte di Mosca. Anche il resto della Scandinavia ha pubblicato in passato manuali di questo genere e ora li ha adeguati alla crescente ostilità manifestata da Putin e alle sue minacce di “terza guerra mondiale” rivolte all’Occidente, inclusa quella che la guerra in Ucraina possa diventare un confronto diretto fra Russia e Nato e all’utilizzo da parte russa di “armi nucleari tattiche”.

Svezia, Norvegia e Danimarca hanno inviato il manuale in forma cartacea a tutta la popolazione. La Finlandia ha inviato 2 milioni e 200 mila copie digitali via email a tutti i nuclei familiari.

Sugo alla bolognese

Nella lista dei prodotti di cui avere una scorta sempre pronta in casa compilata dal governo svedese figurano lattine di fagioli, barrette energetiche, pasta, medicinali, compreso pastiglie di iodio in caso di radiazioni provocate da una bomba o da un incidente nucleare. Altri alimentari dei quali avere una riserva in grado di sfamarsi per tre giorni o più comprendono patate, cavolo, carote, uova e barattoli di “sugo alla bolognese”, ovvero ragù. L’elenco di raccomandazioni diramate da Helsinki contiene consigli su come sopravvivere al freddo, fino a 20 gradi sottozero nell’inverno del nord Europea, in caso di blackout o interruzione delle forniture energetiche. Un suggerimento è di avere un generatore autonomo pronto per l’uso, legna per stufe o caminetti, coperte e vestiti per mantenersi al caldo in abbondanza. Un altro consiglio è avere una scorta di cibo per animali domestici. E naturalmente riserve di acqua potabile per un minimo di 72 ore.

Pronti alla resistenza

La raccomandazione più importante, nel pamphlet del governo di Stoccolma, è di resistere a oltranza: “Se la Svezia verrà attaccata da un altro Paese”, afferma il manuale, “non ci arrenderemo mai. Qualsiasi informazione diffusa da chiunque secondo cui la resistenza deve finire va considerata falsa”. Fra i Paesi scandinavi, quello che è sempre rimasto pronto a un conflitto con Mosca è la Finlandia, sia perché ha un confine lungo 1500 chilometri con la Russia, sia perché ne ha già avuto uno, la “guerra d’inverno” 1939-’40, quando fu attaccata su ordine di Stalin ma inaspettatamente prevalse o perlomeno riuscì a resistere: la Russia le portò via il 15per cento del territorio, ma la Finlandia mantenne l’indipendenza sia pure limitata dal tacito assenso di rimanere neutrale (la cosiddetta “finlandizzazione”), poi abbandonato con l’ingresso nell’Unione Europa e infine, di recente, nella Nato. “La Finlandia è pronta a difendersi”, avverte il libretto di istruzioni diffuso ora: un promemoria per Putin che, grazie alla loro abilità nel biathlon, la specialità olimpica che consiste nello sci da fondo e nel tiro con la carabina, già tre quarti di secolo fa i finlandesi respinsero un esercito infinitamente più potente del proprio e che oggi sono ancora meglio attrezzati alla resistenza, se fosse necessaria.

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