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Biden apre all’Ucraina nella Nato. Trump jr: “Sarà Guerra mondiale”

(afp)

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Scontro aperto su Kiev ma potrebbe essere un gioco delle parti prima del negoziato
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RIO DE JANEIRO — Il figlio di Trump accusa Biden di voler provocare la Terza guerra mondiale, prima che il padre possa arrivare nell’Ufficio Ovale in tempo per costruire la pace, mentre la Casa Bianca non esclude altre iniziative a sostegno di Kiev prima della fine del mandato, con rumori di fondo che alludono persino all’ipotesi di un invito formale a entrare nella Nato. Resta da capire se si tratta solo di dispetti fra avversari politici, oppure di un gioco delle parti che tutto sommato potrebbe andare nella stessa direzione, ossia spingere Putin ad accettare un negoziato per concludere la guerra in Ucraina su basi ragionevoli.

Donald junior, facendo eco alle lamentele del Cremlino per la decisione di Biden di “gettare benzina sul fuoco” con l’autorizzazione concessa a Zelensky per colpire il territorio russo con i missili Atacms, ha scritto questo su X: «Il complesso militare industriale sembra volersi assicurare che avrà la Terza guerra mondiale in corso, prima che mio padre …

RIO DE JANEIRO — Il figlio di Trump accusa Biden di voler provocare la Terza guerra mondiale, prima che il padre possa arrivare nell’Ufficio Ovale in tempo per costruire la pace, mentre la Casa Bianca non esclude altre iniziative a sostegno di Kiev prima della fine del mandato, con rumori di fondo che alludono persino all’ipotesi di un invito formale a entrare nella Nato. Resta da capire se si tratta solo di dispetti fra avversari politici, oppure di un gioco delle parti che tutto sommato potrebbe andare nella stessa direzione, ossia spingere Putin ad accettare un negoziato per concludere la guerra in Ucraina su basi ragionevoli.

Donald junior, facendo eco alle lamentele del Cremlino per la decisione di Biden di “gettare benzina sul fuoco” con l’autorizzazione concessa a Zelensky per colpire il territorio russo con i missili Atacms, ha scritto questo su X: «Il complesso militare industriale sembra volersi assicurare che avrà la Terza guerra mondiale in corso, prima che mio padre abbia la possibilità di creare la pace e salvare vite. Devono avere quei miliardi di dollari. Vada a farsi dannare la vita! Imbecilli!». Non si riferiva direttamente a Biden, ma agli interessi dell’apparato militare e industriale già denunciati dal presidente Eisenhower alla fine del suo mandato, di cui Joe sarebbe strumento. Non è chiaro poi quanto parlasse a nome del padre, perché non sempre le uscite di Don junior hanno rispecchiato quelle di Don senior. La sua però è una posizione condivisa nel mondo Maga, come ha confermato l’investitore della Silicon Valley David Sacks, accusando Biden di voler rendere impossibile per Trump realizzare gli obiettivi del suo mandato.

Parlando con i giornalisti al G20 di Rio, il vice consigliere per la Sicurezza nazionale Jon Finer ha risposto che il fuoco della guerra lo ha acceso Putin, e quindi sarebbe sua responsabilità spegnerlo. Quindi ha aggiunto che Kiev «ha sicuramente bisogno di ulteriore assistenza, se vogliamo che continui a difendersi». Si riferiva a finanziamenti e forniture di armi, ma quando una collega gli ha chiesto se non sia possibile estendere all’Ucraina l’invito a entrare nella Nato prima della fine del mandato, non ha colto l’occasione per smentire in modo categorico: «Non starò qui a commentare pubblicamente cosa c’è sulla lavagna». Non ha rimproverato il cancelliere tedesco Scholz per la telefonata con Putin, però ha ribadito che la scelta di negoziare o meno spetta a Kiev, aggiungendo che non sarebbe male se anche Berlino consentisse l’uso dei suoi missili Taurus per colpire le truppe russo-coreane che puntano a riprendere la regione di Kursk. Dunque cosa succede?

Bloomberg ha scritto che la dichiarazione finale di Rio conterrà «un linguaggio soft» sull’Ucraina, 14 righe in tutto, ma ciò non significa molto. A guardare i titoli dell’anno scorso sul G20 di Nuova Delhi, anche allora si parlava di un downgrade rispetto a Bali, perché il premier Modi voleva tenere il piede in due scarpe. Al tavolo del vertice ci sono Russia e Cina, mentre il turco Erdogan vuole proporre un nuovo piano di pace basato sul congelamento del fronte, quindi non è realistico aspettarsi l’unanimità del G7. Però il Wall Street Journal, che appoggia Trump, ha notato come Putin abbia risposto alla sua richiesta di evitare l’escalation, durante la loro chiamata post elettorale, scatenando droni e missili sull’Ucraina. Così in sostanza ha detto al tycoon che se ci sarà un accordo, «i suoi termini saranno duri. Ora Trump dovrà calcolare la sua politica di conseguenza». In questo quadro, aggiunge il quotidiano, «la decisione sugli Atacms potrebbe aiutare l’intesa, se mettesse l’Ucraina in una condizione negoziale più forte».

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