La Cina in preda a un’ondata di violenza: “Paese sotto pressione, alleviare non reprimere”
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - Due stragi e una terza sfiorata in poco più di una settimana. Nonostante il Partito tenda a ridurre all’osso le notizie date dai media di Stato, rimuova qualsiasi narrazione che si discosti da quella ufficiale e censuri le discussioni che potrebbero erodere la fiducia dei cittadini sulla sua capacità di mantenere l’ordine sociale, questi non sono semplici incidenti. Il Partito lo sa, e ne è preoccupato.
Dopo l’attacco di lunedì scorso a Zhuhai (quando un 62enne a bordo della sua auto ha travolto la folla fuori da un centro sportivo uccidendo 35 persone perché “non contento del suo accordo di divorzio”), dopo quello di sabato in una scuola a Wuxi (dove un ragazzo ha accoltellato a morte 8 persone perché “non era riuscito a diplomarsi ed era insoddisfatto del suo stipendio da stagista”) e dopo l’uomo che ieri mattina con la sua macchina si è lanciato contro un gruppo di persone davanti ad una scuola elementare nella città di Changde alle otto del mattino quando i genitori acc…
PECHINO - Due stragi e una terza sfiorata in poco più di una settimana. Nonostante il Partito tenda a ridurre all’osso le notizie date dai media di Stato, rimuova qualsiasi narrazione che si discosti da quella ufficiale e censuri le discussioni che potrebbero erodere la fiducia dei cittadini sulla sua capacità di mantenere l’ordine sociale, questi non sono semplici incidenti. Il Partito lo sa, e ne è preoccupato.
Dopo l’attacco di lunedì scorso a Zhuhai (quando un 62enne a bordo della sua auto ha travolto la folla fuori da un centro sportivo uccidendo 35 persone perché “non contento del suo accordo di divorzio”), dopo quello di sabato in una scuola a Wuxi (dove un ragazzo ha accoltellato a morte 8 persone perché “non era riuscito a diplomarsi ed era insoddisfatto del suo stipendio da stagista”) e dopo l’uomo che ieri mattina con la sua macchina si è lanciato contro un gruppo di persone davanti ad una scuola elementare nella città di Changde alle otto del mattino quando i genitori accompagnano i bimbi in classe, la Cina si interroga su che cosa rappresenti questa ondata di violenza. Episodi che hanno alimentato le preoccupazioni sulla sicurezza pubblica. Ma soprattutto sullo stato di salute del Paese.
Nessun morto ieri: i feriti, di cui non si conosce il numero, “non sono in pericolo di vita. Il guidatore è stato arrestato”, dicono i dispacci ufficiali. Non chiara ancora la dinamica e le autorità non hanno detto se l'incidente era un attacco intenzionale o meno. Poco importa. La Cina, che vanta tassi di crimini violenti di gran lunga più bassi rispetto a molti altri Paesi, nell’ultimo anno è stata scossa da almeno 9 attacchi commessi da soggetti in cerca di “vendetta contro la società”: che colpiscono persone a caso.
Sui social cinesi in molti hanno collegato gli ultimi episodi alle sfide che il Paese sta affrontando (crescita al rilento, disoccupazione, crisi immobiliare) e sulla mancanza di una rete di sicurezza sociale e validi meccanismi di consulenza psicologica. Un Paese sottoposto “ad un’immensa pressione”, come ha scritto Xu Jilin, professore alla East China Normal University. Nell’articolo, pubblicato su diverse piattaforme (in alcune è già stato censurato), Xu spiega che "sembra che tutti siano intrappolati in una rete invisibile di stress. Lavoratori, studenti, pensionati. Le nostre relazioni sociali sono diventate tese. In questo contesto, alcuni possono compiere azioni drastiche. La società deve alleviare questa tensione attraverso delle politiche e dei miglioramenti dell'ambiente generale. Molte persone oggi vivono vite faticose. Bisogna fornire adeguate valvole di sicurezza, spazi in cui queste frustrazioni possano essere legalmente sfogate. E non reprimere. Oggi, poi, gli individui sono atomizzati. Quando si presentano delle difficoltà le persone possono trovarsi senza qualcuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto”.
Anche Qu Weiguo, docente alla Fudan, ha scritto che i recenti casi avevano alcune caratteristiche comuni: persone che ritenevano di essere state trattate ingiustamente, molte con problemi di salute mentale. Il suo commento, pubblicato su Weibo (l’X cinese) è stato rimosso.
L’incidente di ieri è ancora in fase di indagine, ma nei due attacchi precedenti la polizia aveva ipotizzato che gli autori fossero insoddisfatti della loro situazione finanziaria. Ieri la Procura Suprema del Popolo ha tenuto una riunione in cui ha promesso di punire “con severità e rapidità” i “crimini più gravi”. Dopo l’attacco di Zhuhai era intervenuto persino Xi Jinping sottolineando "l'importanza di risolvere le controversie in tempo” per mantenere “la stabilità sociale”.