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Hong Kong condanna 45 attivisti per sovversione. Previsti fino a 10 anni di carcere

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I giudici li avevano accusati di un "complotto malvagio" volto a "paralizzare il governo” per rovesciarlo
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PECHINO - Tutti e 45 condannati. Con pene fino a 10 anni di carcere. Tutti colpevoli di “sovversione”. Si è chiuso così a Hong Kong il più grande processo mai intentato finora contro l'opposizione democratica nell’ex colonia britannica in base alla legge sulla sicurezza nazionale che la Cina ha imposto alla città dopo le proteste di massa del 2019. Conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la resistenza a Pechino costa molto cara.

Il processo agli “Hong Kong 47” era iniziato nel febbraio dello scorso anno. A maggio in 14 erano stati dichiarati colpevoli, mentre due vennero assolti. In precedenza gli altri 31 - tra cui il professore di diritto Benny Tai e Joshua Wong, leader delle proteste per la democrazia già durante la rivoluzione degli ombrelli del 2014 - si erano dichiarati colpevoli sperando in una riduzione della pena. A Tai, considerato la mente del gruppo, l’Alta Corte ha inflitto una pena di 10 anni. Per Wong 4 anni e 8 mesi. Tra i 45 esponenti democratici di spicco …

PECHINO - Tutti e 45 condannati. Con pene fino a 10 anni di carcere. Tutti colpevoli di “sovversione”. Si è chiuso così a Hong Kong il più grande processo mai intentato finora contro l'opposizione democratica nell’ex colonia britannica in base alla legge sulla sicurezza nazionale che la Cina ha imposto alla città dopo le proteste di massa del 2019. Conferma, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la resistenza a Pechino costa molto cara.

Il processo agli “Hong Kong 47” era iniziato nel febbraio dello scorso anno. A maggio in 14 erano stati dichiarati colpevoli, mentre due vennero assolti. In precedenza gli altri 31 - tra cui il professore di diritto Benny Tai e Joshua Wong, leader delle proteste per la democrazia già durante la rivoluzione degli ombrelli del 2014 - si erano dichiarati colpevoli sperando in una riduzione della pena. A Tai, considerato la mente del gruppo, l’Alta Corte ha inflitto una pena di 10 anni. Per Wong 4 anni e 8 mesi. Tra i 45 esponenti democratici di spicco che sono stati condannati ci sono anche l’ex giornalista Gwyneth Ho, l’ex parlamentare Claudia Mo e l'attivista Leung Kwok-hung (meglio noto come “Long Hair”, capelli lunghi): hanno ricevuto condanne tra i quattro e i sette anni di carcere.

(reuters)

I 47 erano stati arrestati con raid all’alba nelle loro case nel 2021 e accusati di "cospirazione per commettere sovversione”, secondo la legge sulla sicurezza nazionale imposta dalla Cina, per aver organizzato un anno prima delle primarie non ufficiali per selezionare i candidati con più possibilità di battere quelli pro-Pechino per le elezioni legislative. Alla fine quelle elezioni erano state rinviate (ufficialmente per colpa del Covid) dando il tempo alla città (su direttiva di Pechino) di introdurre un nuovo sistema elettorale per assicurarsi un controllo ancor più rigoroso sulla scelta dei candidati, seguendo la formula “solo i patrioti al governo di Hong Kong”.

I giudici avevano accusato i 47 di un "complotto malvagio" volto a "paralizzare il governo” per rovesciarlo. Secondo l'accusa, il loro obiettivo era ottenere la maggioranza nel LegCo (il parlamentino della città), al fine di porre il veto sui bilanci e potenzialmente costringere alle dimissioni l'allora governatrice Carrie Lam.

“Siamo entrati in un'epoca in cui un sano dibattito civico, lo spazio per il discorso pubblico e le normali interazioni e talvolta frizioni tra società civile e governi non sono più considerati accettabili a Hong Kong. L'opposizione è vista come dissenso”, afferma Sarah Brooks, direttrice per la Cina di Amnesty International.

(afp)

La maggior parte dei condannati era in carcere già da anni. I 47 rappresentavano gran parte di ciò che rimane oggi del campo democratico ancora in città: ora praticamente messo a tacere. Il processo è stato celebrato senza giuria, in base ai poteri conferiti al governo dalla legge sulla sicurezza nazionale: una rottura rispetto alla consuetudine. I tre giudici sono stati scelti direttamente dal capo dell'esecutivo della città: il governatore John Lee, l’ex poliziotto fedelissimo a Pechino. A inasprire la situazione in città, a marzo di quest’anno Hong Kong ha approvato con estrema rapidità la propria legge sulla sicurezza nazionale, che ora va a rafforzare quella imposta da Pechino nel 2020.

I governi occidentali e le organizzazioni per i diritti umani hanno criticato il processo fin dall'inizio, definendolo un attacco politicamente motivato contro l'opposizione pro-democrazia. “Gli Stati Uniti condannano fermamente le sentenze annunciate oggi a Hong Kong contro 45 sostenitori della democrazia ed ex funzionari eletti. Gli imputati sono stati perseguiti in modo aggressivo e imprigionati per aver svolto pacificamente una normale attività politica”, ha dichiarato un portavoce del Consolato statunitense di Hong Kong. “Preoccupata” si dice la ministra degli Esteri australiana Penny Wong (tra i condannati c’è il cittadino australiano Gordon Ng). “Chiediamo che la Cina cessi di reprimere le libertà di espressione, di riunione, dei media e della società civile”.

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